BEST Gourmet - Extraordinary taste in Alpe Adria - by Club Magnar Ben

BEST Gourmet - Extraordinary taste in Alpe Adria - by Club Magnar Ben A cura di Maurizio Potocnik Reeds e Andrea Ciprian Best Restaurants, Wines & Food of Alpe Adria:
Italia, Austria, Slovenia e Croazia. Di Maurizio Potocnik

Ristoranti trattorie hotel locande cucine in quota osterie con cucina rifugi pizza gourmet in Lombardia, Veneto, Ferrara, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Austria, Slovenia, Istria-Croazia.

A BELLUNO, LA "PIZZA DENOCRATICA" DI Angelo Di Lieto. PIZZERIA Ristorante La Fenice Belluno.BEST GOURMET SELECTED TOP 20...
03/10/2026

A BELLUNO, LA "PIZZA DENOCRATICA" DI Angelo Di Lieto. PIZZERIA Ristorante La Fenice Belluno.
BEST GOURMET SELECTED TOP 20 PIZZA -ALPE ADRIA Italia - Austria - Slovenia - Croazia

02/10/2026

DINO MERLIN: LA CUCINA ROCK A 79 ANNI. Baita a l'arte - San Gregorio nelle Alpi (BL)

QUOTA 30 LIBRI CARTACEI, ORA PASSIAMO AL WEB, LA CARTA NON È PIU' SOSTENIBILE. Con la scorsa edizione della Guida BEST G...
30/09/2026

QUOTA 30 LIBRI CARTACEI, ORA PASSIAMO AL WEB, LA CARTA NON È PIU' SOSTENIBILE. Con la scorsa edizione della Guida BEST GOURMET di 800 pagine abbiamo raggiunto quota 30 libri stampati e pubblicati; siamo stati I primi 26 anni fa ad intuire la straordinaria diversita' del territorio dell'Alpe Adria a cavallo tra 4 nazioni (Nord est Italia, Austria, Slovenia e Croazia), tutte le altre guide enogastronomiche sono arrivate dopo di noi, sull'onda del nostro successo.

Quando iniziai ero da solo, non c'era internet, non c'erano navigatori stradali, c'era solo la voglia di scoprire l'unicita' di questo millenario-secolare crocevia di culture tra le influenze balcaniche, quelle mitteleuropee, quelle mediterranee e naturalmente quelle della Serenissima Repubblica di Venezia.

Partivo e andavo, tante volte sbagliavo strada, ma poi il ristorante, la Locanda, la Trattoria la trovavo sempre. Non mi piaceva solo mangiare e bere, mi piaceva scoprire, parlare, conoscere, ascoltare e poi raccontare, scrivere.

In questo lavoro sono le esperienze che contano, io avevo fame di esperienze, perche' questo territorio lo conoscevano in pochi, nessuno ne parlava e soprattutto nessuno capiva che questo mix di culture creava qualcosa di diverso che non era replicabile.

Questo percorso mi ha dato tanto perché dietro un piatto, un vino, un prodotto c'è sempre l'uomo con la sua anima che si specchia in quello che fa, nel suo ingegno e nel suo impegno, un piatto, un vino, un prodotto, assomiglia a chi lo fa, fateci caso!

Negli anni con l'avvento della rete sono cambiate tante cose, per alcuni versi anche troppe nell'ultimo quinquennio. L'editoria cartacea, non è più sostenibile e soprattutto, in un mondo che corre troppo veloce, non è più aggiornabile.

Così da un'anno stiamo lavorando al progetto con un team strepitoso per rendere on-line e costantemente aggiornata la 26° edizione della GUIDA MAGNAR BEN - BEST GOURMET 2027.

Più notizie a breve
Maurizio Potocnik Reeds Editore








🍽 HOSTARIA DA FANIOLUNGO IL FIUME LEMENE, UNA SORPRENDENTE SOSTA ENOGASTRONOMICA NELLA CITTADINA CHE FU COLONIA ROMANA E...
28/09/2026

🍽 HOSTARIA DA FANIO
LUNGO IL FIUME LEMENE, UNA SORPRENDENTE SOSTA ENOGASTRONOMICA NELLA CITTADINA CHE FU COLONIA ROMANA E CITTA’ DELLE FRECCE.
Siamo a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia dove scorre il fiume navigabile Lemene e dove le tracce della civiltà romana sono ancora evidenti. Qui dal 1950 Luigi Bergamo aprì la sua osteria dedicando il nome a suo padre Epifanio, detto “Fanio”.

Poi le 9 camere e la ristrutturazione definitiva nel 2004 con i figli Francesco e Marco, tutt’ora alla guida con la complicità dell’ottimo chef Massimiliano Moro.

L’intesa è perfetta: pesce di 1°qualità e piatti che lasciano il segno nel solco del rispetto dell’integrità della materia e la capacità di tradurla in piatti, delicati, piacevoli e mai banali nel gusto e alla vista. Davvero sublime la piovra alla Norma, un piatto che da solo vale il viaggio, ma anche le gustose seppioline nostrane con le salse al nero, al pomodoro e ai piselli, i gamberoni blu con impanatura alla panko su macedonia di verdure e salsa di soia e maionese al pepe. Tra i primi, lo spaghetto al nero alla carbonara, guanciale, gamberi rossi di Sicilia, bottarga di muggine e trito di gambe di prezzemolo.

Tra i secondi la frittura mista, il rombo laccato e crema di melanzana con capponata. Varie tipologie ddi pesce al forno secondo mercato e disponibilità. Delicati i dessert e carta vini costruita con paziente sapienza tra regione, Italia e Francia. Da segnalare che il locale fa parte della “Confraternita della Renga”.
Per i viandanti golosi ma frettolosi, anche ottimi "cicchetti e assaggi" sempre in tema marinaro.

🍝🐟 Cucina: moderna tradizione- pesce
⚙️ Prezzo medio: 50-60 e.b.
🐕 Cani ammessi
⛔️ Chiusura: lunedì sera e martedì
🏢 Camere

Albergo Ristorante da Fanio
Via I° Maggio, 54
30023 Concordia Sagittaria (Venezia)
Tel. +39.0421.270462

Questo ristorante e' statovscelto dalla guida BEST GOURMET

LA CRITICA ENOGASTRONOMICA E’ FINITA?Sono Maurizio Potocnik, faccio l’editore e il critico enogastronomico da più di 27 ...
23/09/2026

LA CRITICA ENOGASTRONOMICA E’ FINITA?
Sono Maurizio Potocnik, faccio l’editore e il critico enogastronomico da più di 27 anni.

Alla domanda rispondo No non è finita, ma non è più quella di una volta. La critica enogastronomica attraversa una crisi profonda: non tanto di esistenza, quanto di autorevolezza, identità, spesso d’ indipendenza e negli ultimi anni spesso di lettura del pubblico.

Dagli anni ‘70 a l’altro ieri, io ho iniziato il mio percorso nel 1990, il critico sedeva idealmente in cattedra. La sua firma, il suo voto o l'inserimento in una guida potevano decretare il successo — o il fallimento — di un ristorante, su questo si sono fatti film una valanga di film e trasmissioni su trasmissioni. Oggi però quel potere è molto più frammentato; accanto alle guide e alle grandi firme ci sono food blogger, influencer, piattaforme di recensioni e utenti comuni che scrivono le proprie esperienze, tutti capaci di orientare il pubblico con le proprie ideologie e troppo spesso con esperienze frettolose poco profonde.

Questa democratizzazione ha avuto effetti ambivalenti così nella musica e così nel cibo. Da un lato ha moltiplicato le voci e reso il giudizio meno elitario. Dall'altro ha spesso ridotto la valutazione a una fotografia del piatto, a una reazione istantanea, ad un like, ad un orgasmo algoritmico o a un video reportage senza veri contenuti. Il “mi piace” ha finito per sostituire, troppo spesso, l'analisi.

E la critica cosa fa?

Partiamo dal concetto che la critica più autorevole non può limitarsi a esprimere un gusto personale, né a distribuire voti numerici, forchette, stelle, cappelli privi di contesto.

Deve spiegare: la qualità della materia prima, la precisione tecnica, l'equilibrio di un piatto, il rapporto tra cucina, servizio, ambiente, il contesto territoriale e il prezzo.
In altre parole, il critico non dovrebbe dire soltanto “se” un'esperienza è piaciuta, ma “perché è piaciuta”.

È qui che servono esperienza, competenza, metodo e capacità di scrittura, soprattutto quando si parla non solo di cibo, ma anche di vino. Un giudizio non è più credibile perché è perentorio, lo diventa solo quando è argomentato e sostenuto da una concreta esperienza capace di sostenere o no il buono, l’identità, la territorialità, il genius loci, quel guizzo di chi è ancora capace di scoprire e fare innamorare di prodotti unici e comunicarli.

Spesso il ristoratore o il maitre di sala travisano quello che dovrebbe essere il verbo “ristorare”, troppo spesso impegnati a raccontare gli innumerevoli ingredienti mixati a dovere dalle evoluzioni degli chef.

L'avvento di piattaforme basate sui contenuti generati dagli utenti come TripAdvisor o le recensioni di Google ha imposto il principio del "uno vale uno". Il giudizio del consumatore comune si basa spesso su un valore puramente emotivo o sulla percezione del servizio o visiva di un piatto sostituendo l'analisi tecnica, storica e culturale del piatto che richiede competenze specifiche e un metodo oggettivo.

Una bella foto, un reel, una storia con musica, oggi è nelle possibilità di tutti o quasi, gli algoritmi vincono su tutto, anche sulla capacità espressiva di una persona. E così un piatto “gigante” attira follower, non importa se è buono, importa solo quanto grande è, l’over-size vince, la qualità perde.

Complice, in un panorama in cui i menù, stagionalità, gli chef e la gestione dei locali cambiano rapidamente, per questo che le guide cartacee annuali affrontano una crisi strutturale. Stampare un giudizio definitivo con mesi di anticipo rischia di fotografare una realtà già superata al momento della lettura. C’è anche da dire che spesso l’attendibilità nelle “grandi guide” è sfumata semplicemente dal momento nel quale non è più sostenibile visitare tutti i 2.000 locali recensiti e pubblicati pagando tutti i conti per uno o due responsabili ad ogni visita. Per alcune guide so che più di 600-700 visite ispettive all’anno non possono essere eseguite proprio per un fatto meramente finanziario, nonostante l’editoriale ne pubblichi in più 4-5 volte ; del resto si vende di meno, molto di meno e questi costi non possono essere più sostenuti.

Così nel tempo anche in questa editoria, che dovrebbe essere la più aggiornata, esiste il famigerato “copia e incolla” anche da documenti o informazioni di 4-5 anni prima e naturalmente gli errori di chiusure e riaperture che google assolutamente non fa.

La critica enogastronomica secondo me dovrebbe essere una bussola, non una pagella!
Io affermo che la critica enogastronomica serve ancora, forse più di prima. In un panorama affollato di opinioni, il pubblico ha bisogno di strumenti per orientarsi. Ma il critico non può più comportarsi come un giudice infallibile, deve essere una guida culturale, capace di leggere un piatto, un cuoco e un territorio dentro il loro contesto, capace di consigliare un ristoratore o uno chef a trovare la sua vera identità quando ci sono da spronare capacità per essere un buon ristorante e creare qual volano utile non solo al fruitore finale, ma anche alla stessa piccola o grande comunità ristorativa che esiste in ogni attività di questo genere.

La critica, dunque, non è finita. È finita, o dovrebbe finire, l'idea della critica come verdetto incontestabile. Il futuro appartiene a chi saprà unire competenza e umiltà, rigore e curiosità, indipendenza e trasparenza.
Perché giudicare il cibo o con il vino è facile. Spiegare che cosa significa, molto meno.

Maurizio Potocnik Reeds
Critico, editore e artista




IL METODO CLASSICO RODARO IN FRIULI VENEZIA GIULIA TRA I POGGI E IL BOSCO DEI 100 ABBRACCI. Paolo Rodaro.Tra i poggi sin...
14/09/2026

IL METODO CLASSICO RODARO IN FRIULI VENEZIA GIULIA TRA I POGGI E IL BOSCO DEI 100 ABBRACCI. Paolo Rodaro.

Tra i poggi sinuosi della Doc Colli Orientali del Friuli, dove il respiro montano-balcanico si fonde con la brezza marina, nasce una storia di tradizione e innovazione: l’azienda Rodaro. Un nome che risuona dal 1846, epoca del dominio Austro-Ungarico, testimone di una terra vocata all’agricoltura contadina di qualità superiore. Qui, tra vigneti accarezzati dal vento e radici profonde nella storia, Paolo Rodaro incarna la figura del vignaiolo libero e visionario, un “contadino di scarpe grosse e cervello fino” che segue un mantra preciso: “Il vino si fa in vigna”.

Con 78 ettari curati con passione artigianale, Paolo ha elevato la qualità a cifra distintiva senza mai scendere a compromessi. Le sue vigne, teatro di grandi protagonisti come il Refosco dal Peduncolo Rosso, lo Schioppettino, il Pignolo e le varietà internazionali Merlot e Cabernet Sauvignon, raccontano una filosofia fatta di pazienza, sostenibilità e amore per la natura. “Spremo di meno, produco di più grazie all’estensione delle vigne”, dice con quel sorriso gentile che accompagna ogni sua scelta.

Nel cuore di Spessa di Cividale, il Bosco Romagno, i vigneti sui poggi e la seicentesca Villa Romano Rodaro formano un ecosistema perfetto, guidato dalla visione di Paolo e dalla compagna Lara Baldovino, fulcro organizzativo e commerciale di questa impresa familiare che da oltre quindici anni condivide sfide e successi. Lara lavora dietro le quinte, mentre Paolo si dedica alle ricerche enologiche, spingendo i confini con la sua ultima passione: il Metodo Classico.

È proprio qui che la storia si fa ancora più affascinante. Ispirato dalle maison dello Ch*****ne e dal confronto con l’amico imprenditore Michele Mareschi Danieli, Paolo ha trasformato sei ettari in una propulsione enologica senza precedenti per il Friuli. Oggi Rodaro brilla con oltre 90.000 bottiglie di Metodo Classico Pas dosé – nature –, dai lunghi affinamenti sui lieviti di 68, 77 a 102 mesi come nel Centomesi Rosé Nature, un’espressione pura e autentica del Pinot Nero e Chardonnay friulani. Un viaggio artistico e tecnico, dove il vino è un acquerello delicato e senza ritocchi, fedele a sé stesso e alla natura.

E la natura, appunto, è la bussola di tutta questa avventura. Le vigne sono coltivate seguendo pratiche sostenibili, con lotta integrata e controllo ambientale, mentre in cantina si punta sull’efficienza energetica con impianti fotovoltaici e un uso responsabile dell’acqua. “Siamo consapevoli dei cambiamenti socio-economici e lavoriamo per innovare mettendo al centro persone e ambiente”, spiega Paolo con quella determinazione che non lascia spazio a dubbi.

Ma la visione di Rodaro va ben oltre il calice. L’allevamento allo stato brado dei maiali Mangalica e, soprattutto, il progetto “Il Bosco dei 100 Abbracci” testimoniano un impegno che guarda al futuro. Nato il 23 marzo 2024 per celebrare i 178 anni dell’azienda, questo bosco vivente unisce cento alberi di carpino bianco e altrettante querce in un abbraccio simbolico, un invito concreto a custodire la bellezza del pianeta per le generazioni a ve**re.

Adattarsi, improvvisare, andare oltre: questo è il motto che guida Paolo e Lara, un’azienda storica che sa rinnovarsi senza mai perdere l’anima, immersa tra i poggi e il Bosco dei 100 Abbracci, custode di un’eredità di passione, qualità e responsabilità. Una storia di vino e vita che continua a scriversi nelle terre preziose del Friuli Venezia Giulia.

Di Maurizio Potocnik Reeds Maurizio Potocnik Reeds
BEST GOURMET
Rodaro Paolo Winery

09/09/2026

LE OSTRICHE ROSA DEL DELTA PO - in viaggio con BEST GOURMET. Dalla trasmissione televisiva ALPE ADRIA COOKING SHOW di Maurizio Potocnik Reeds

08/09/2026

Alla Pergola Da Livio
the new winery

Indirizzo

Conegliano
31015

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