Nuova Pasticceria Torino

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Made in Italy.

26/08/2024

🔴 Paolo Ziliani su X:

Due cose da sapere su Urbano Cairo: l'imprenditore che ai tempi del Covid, euforico, invitava i suoi venditori ad essere "più scatenati che mai"
Con questo articolo desidero unirmi ai tifosi del Torino che ieri hanno manifestato contro il proprietario e presidente del più glorioso club italiano ridotto da 19 anni a una sostanziale inesistenza. Ma non c'è di mezzo solo il calcio: c'è un modo di fare informazione e imprenditoria da far tremare le vene ai polsi. Tutti gli italiani dovrebbe solidarizzare

“Ragazzi, mi sento come se fossi nel 1996: quando ho lanciato la Cairo Pubblicità. Allora, febbraio ‘96, eravamo pochissimi, scatenati più che mai, a 5-6-7-8 appuntamenti al giorno, e abbiamo fatto cose incredibili. Oggi io mi sento esattamente come allora. Sto chiamando un numero di clienti incredibile, da quando ci siamo sentiti nel primo messaggio ne ho sentiti una quarantina e tutti quanti, o per lo meno quasi, mi dicono di sì”.

È il 28 marzo 2020. Un momento tremendo per l’Italia, il primo Paese europeo ad essere investito dal ciclone del Coronavirus. I telegiornali informano che ci sono stati 889 nuovi decessi, il numero dei morti per Covid ha appena superato quota 10 mila (per l’esattezza sono 10.023), a breve avranno inizio i lunghi, tetri, drammatici giorni del lockdown: eppure c’è una persona - sempre che non si tratti di un androide creato in laboratorio in tutto e per tutto uguale a noi umani tranne per il fatto di non poter nutrire sentimenti - che in preda a una evidente e irrefrenabile euforia sente il bisogno di inviare un videomessaggio a tutti i suoi collaboratori. L’androide risponde al nome di Urbano Cairo, imprenditore della pubblicità, editore (è presidente e Ad di RCS) nonché presidente del Torino Calcio, e il suo messaggio inizia con le parole che ho testualmente riportato in apertura. Un messaggio galvanizzante, quasi elettrizzante per l’entusiasmo che trasuda da ogni poro del nostro androide che infatti nel video balzella da un piede all’altro quasi gli scappi la p**ì tanta è l’eccitazione che lo pervade.

Gli italiani stanno morendo ogni giorno a decine, anzi a centinaia, il Paese è precipitato in un incubo da inizio di fine del mondo, il Papa si raccoglie in preghiera nello straniante vuoto di Piazza San Pietro ma lui, Urbano Cairo, non sta più nella pelle perchè intravede, grazie alla pandemia Covid, la possibilità di accedere a guadagni fino a ieri inimmaginabili. E così si rivolge ai suoi venditori di pubblicità per motivarli a dare la caccia ai clienti come ai bei tempi, invitandoli a non perdere tempo in “riunioni inutili” ma a mettersi alle loro calcagna, stanarli, farsi staccare assegni. “Il patron di Rcs - scrive il Fatto Quotidiano - dice che gli ascolti di La7 e i lettori del Corriere crescono, gli spot volano, la gente seppur reclusa vuole comprare, ci sono i negozi di alimentari, le farmacie e persino le profumerie prese d’assalto dai consumatori”.

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Cairo racconta che sua figlia gli ha appena detto di aver visto una “bella donna” entrare in farmacia e fare una spesa di 300 euro “solo di cosmetici” senza che il marito battesse ciglio. Stanno succedendo cose strane, è il messaggio subliminale che l’imprenditore vuole comunicare: le persone prese dal panico stanno uscendo di capoccia, vogliono vivere e spendere come se nulla fosse e come non ci fosse un domani e noi dobbiamo farci trovare pronti e cavalcare l’onda dell’isteria collettiva (“la gente è sul divano di casa, guarda la tv e vuole fare shopping”, chiarisce il concetto il nostro eroe). Cairo racconta di aver parlato con Conad: i carrelli al supermercato si riempiono del 20 % in più rispetto al pre Covid. Dice di aver parlato con Segafredo, quello del caffè, che sta in Polinesia e che sarà entusiasta di fare campagne pubblicitarie su La7, Corriere digitale, Corriere cartaceo & riviste assortite. Andate e moltiplicatevi, dice Cairo ai suoi venditori di pubblicità: ci sono interi settori che dalla pandemia stanno ricevendo un impulso inaspettato e noi dobbiamo intercettarlo. “Scatenati più che mai”.

Direte: perchè Ziliani scrive e ricorda questo? Lo faccio perchè ieri, nelle ore che hanno preceduto Torino-Atalanta 2-1, una marea di tifosi del Torino ha inscenato una gigantesca, composta, civile manifestazione di contestazione e dissenso verso chi da 19 anni è proprietario e presidente del Torino: Urbano Cairo. E per prima cosa voglio quindi schierarmi anch’io, nel mio piccolo, al loro fianco. Mi preme però dire - ed è per questo che ho ricordato i fatti di cui sopra che molti avranno dimenticato e molti, magari, nemmeno conosciuto - che a manifestare contro Cairo non dovrebbero essere solo i tifosi del Torino che ogni anno vedono i loro migliori giocatori (l’ultimo è Bellanova) venduti dal presidente al migliore offerente senza nemmeno avere l’educazione, oltre che il dovere, di avvisare l’allenatore: dovrebbero essere tutti gli sportivi. Dico di più: tutti i cittadini perbene.

Cairo è ad esempio l’editore che essendo diventato partner, come Gazzetta dello Sport, di DAZN, in occasione della presentazione dei palinsesti della piattaforma detentrice dei diritti del calcio pubblica un’intera pagina in cui parla di “prezzi meno alti d’Europa”, in cui attacca la pirateria causa principale dei guai dell’emittente e in cui silenzia completamente lo tsunami di proteste che si è sollevato in tutta Italia per i nuovi e in realtà sanguinosi aumenti dei prezzi degli abbonamenti e ignora lo scandalo dei tagli alle trasmissioni e della messa in esubero (leggi: licenziamenti) di quasi metà redazione, 14 giornalisti su 32.

DAZN (e la Lega Calcio con lei) sta attuando una politica che va contro gli interessi di tutti gli appassionati di calcio italiani? Non importa. Siccome Cairo con DAZN ha un interesse commerciale in corso, i problemi della gente smettono di interessargli. Gli sportivi hanno il portafogli vuoto? L’importante è che si riempia il suo. E questo è solo un esempio. Di mille inciuci e mille compromessi compiuti dal prode Urbano nelle vesti di editore.

E insomma: “Cairo vattene!” non solo dal Torino ma anche dall’editoria (dopodiché, faccia pure l’imprenditore seguendo i princìpi morali che più gli piacciono) dovrebbero dirlo, anzi urlarlo tutti gli sportivi e tutti i cittadini perbene. Anche se il mistero resta: chi è davvero Urbano Cairo? Una persona umana, un androide costruito in laboratorio o un alieno sbarcato sul pianeta Terra come nel film “L’invasione degli ultracorpi”?

Tutto è possibile. C’è addirittura chi dice che il suo cognome sia in realtà un acronimo:

Come

Arricchirsi

Infinitamente

Rovinando

Ogni cosa

E insomma, se siamo in un film di fantascienza, come non detto.

05/05/2023

☀️Tolstoj diceva che «annoiarsi significa desiderare».
Il fatto che un bambino non si sappia annoiare di solito è sintomo che è iperstimolato.
Non dimentichiamoci che la noia è il preambolo dello stupore. Se li lasciamo annoiare, inizieranno a cercarsi la vita, ad essere creativi e a mettere in moto le loro funzioni esecutive (pianificazione, attenzione, memoria di lavoro, ecc. ) attraverso il gioco libero.
La noia non è un grido d'allarme che ci deve trasformare in animatori di giochi o organizzatori di compleanni straordinari.
Non è necessario occupare tutte le sue ore. Rilassiamoci.
La vita ordinaria è già abbastanza interessante: bisogna aiutarli a riscoprire lo straordinario dell'ordinario - LA NOIA di Catherine L'Ecuyer.

🎨Elsa Beskow
Estrategia educativa

01/05/2023

Si chiama Matteo Saudino ma per i suoi 350 mila giovanissimi follower è BarbaSophia. Un nome scelto non a caso che dice molto di lui, professore torinese di filosofia che, da 20 anni insegna nei licei ed è stato tra i primi in Italia a mettere online le sue lezioni. La barba ce l’ha per davvero ma la sua intenzione è quella di non portarla affatto nel suo metodo di insegnamento che vuol essere tutto fuorché barboso, noioso, complicato e astratto. La filosofia, secondo il “prof influencer”, può essere concreta, vicina, a portata di mano, di clic e di ascolto. Con argomenti che affrontano i massimi sistemi nella vita giornaliera, si potrebbe dire “minima”, ma ugualmente importante, del qui e ora. Proposti attraverso una girandola di spunti di riflessione e suggerimenti utili a tutti, sia agli studenti che ai docenti ai quali si rivolge sui suoi seguitissimi canali social. Spunti che si concentrano nel suo podcast disponibile su OnePodcast e su tutte le principali piattaforme di streaming audio intitolato Pensiero Stupendo.

In dieci puntate racconta «vita e opere dei più grandi filosofi di tutti i tempi» adattandone la visione alla nostra epoca e alla nostra società che, troppo spesso, più che riflettere su se stessa finisce col riflettersi fra moltiplicazioni di selfie anche per quanto riguarda idee ed opinioni.

Ne parla Luisa Mosello sul settimanale Specchio, oggi con La Stampa

01/05/2023

Una neuropsichiatra disse a Nico Acampora, papà di un bambino autistico, che la sua idea di aprire una pizzeria in cui far lavorare un gruppo di ragazzi autistici era soltanto la realizzazione di una sua frustrazione: «Genitori incapaci di accettare i limiti dei propri figli, a cui danno false illusioni e false speranze». Anche alcuni commentatori sui social si sono scagliati contro l’iniziativa di offrire un’occasione di inclusione sociale, di indipendenza, definendolo «pazzo, mitomane».

«Il direttore di banca a cui chiesi il mutuo per avviare il ristorante mi disse che era un progetto nobile, ma che non avrei mai trovato i soldi per poterlo mettere in piedi», racconta Nico. Ma lui non si è arreso, vincendo la sua battaglia, e oggi, oltre alla pizzeria PizzAut a Cassina de’ Pecchi, nel Milanese, ha aperto un secondo ristorante a Monza. «Molti di questi ragazzi non avevano mai preso la metropolitana, oggi arrivano sorridenti e mi dicono con orgoglio che sono venuti da soli. Lavorano felici, comunicano con la clientela, mentre fino a qualche tempo fa sembrava impossibile vederli interagire con estranei».

Tante famiglie non si arrendono e il percorso di studi, così come quello professionale, è un argomento che affrontano con non poche difficoltà pratiche e culturali. Simona e Marco sono i genitori di Giacomo, sedici anni. «Per i ragazzi particolari come Giacomo, l’ambiente in cui sono immersi è fondamentale. Se è stimolante, partecipativo, coinvolgente, lui fiorisce. Se l’ambiente è chiuso e formale, lui sparisce. Ogni autismo è fatto a modo suo; non c’è una formula».

C'è da combattere uno sbarramento culturale, una sorta di ghettizzazione della diversità: se non sei adeguato agli standard, non sei meritevole di attenzioni. Come ha dichiarato Bebe Vio, durante la cerimonia Wembrace Awards, «la diversità esiste e ci accomuna tutti. Ma è sul concetto di normalità che occorrerà riflettere e discutere».

Date una seconda possibilità ai dolci, non alle persone!🍓🫐Bravi ragazzi!
24/05/2022

Date una seconda possibilità ai dolci, non alle persone!
🍓🫐
Bravi ragazzi!

23/12/2021
15/08/2021

Buon FERRAGOSTO 2021!

24/04/2021

Per noi che siamo eccitati di ripartire!

❤️

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C’è fermento.

C’è fermento nelle cucine, si prepara la linea che è stata ferma per tanto tempo, la difficoltà di fare la spesa nell’incertezza di un meteo che ci fa sospirare come Giulietta in balcone che aspetta il suo Romeo.

C’è fermento in sala, quanti camerieri?
Vogliamo fare un servizio perfetto ma se poi siamo troppi? Si ma mica possiamo essere pochi...
E poi la comunicazione, le prime telefonate
“A Ni hanno prenotato per mercoledì, che emozione”

E poi i dubbi
Ma se il servizio è solo fuori il caffè al bancone si o no?
Allora vai al bar di fronte e chiedi alla signora che fa le crostatine ai pinoli, se ha letto qualcosa
“Macché l’ho chiesto anche ad un vigile e mi ha detto che non lo sapeva neanche lui. Io ci provo, ho troppa voglia di vedervi bere il caffè al mio bancone”

C’è fermento.
In sala si mettono i tavoli in ordine, anche se non verranno usati, però è più bello, si aggiusta fuori, si toglie quel tavolo che balla, si lucidano le sedie.
Domenica si penserà a preparare le mescite, alle ultime pulizie, le posate torneranno sulle postazioni, i tovaglioli saranno piegati, molte divise verrano stirate (facciamo tutte eh!)

Negli ultimi messaggi le raccomandazioni “controllate le batterie dei termometri, stampate i moduli anti covid -si noi lo facciamo compilare anche fuori non si sa mai- riordinate le bombole delle stufe esterne, fate scorta di disinfettanti, mascherine, occhio alle distanze dei tavoli ecc”

C’è fermento
Quasi come la sera prima del primo giorno di scuola, la mattina a casa della sposa, il dietro le quinte prima del debutto.

Il mio pensiero va alle persone con cui lavoro, a quelle con cui ho lavorato e a tutti quelli che conosco e che vivono lo stesso momento.

La paura di aver dimenticato qualcosa, l’emozione di ricominciare qualcosa che da troppo tempo manca.
La cena c***o... vi serviremo la cena
Anche se di corsa.
Anche se controllando l’ora
Anche se vi porteremo il conto mentre state raccontando, dichiarando o litigando.
Noi arriveremo intimiditi da un compito che non vogliamo svolgere ma che comunque faremo con precisione.

C’è fermento
Si stampano i menu per quelle piccole variazioni di orario, si pensa al primo maggio “ma ci chiudono Ni?”, si organizzano nuove regole, tipo l’ultimo conto alle 21.30 e non oltre, devono alzarsi entro le 21.50, la cucina chiude mezz’ora prima, non esistono eccezioni, dite di no ma sempre con garbo.

C’è fermento
C’è emozione, peccato che indossiamo le mascherine... non potete vederci.
Ma sorridiamo
Qui dietro, sorridiamo

Stiamo tornando

Ci prenderemo cura di voi con tutte le precauzioni di distanziamento. Venite a trovarci saremo felici di accogliervi nelle nostre sale... anzi nei nostri dehor, giardini, marciapiedi insomma ai nostri tavoli.

E quando vi porteremo il conto sul più bello non ci dite “ci cacciate?” vogliamo solo seguire le regole, non ci fate diventare insistenti, pagate e andate. Perché ci sarà quello timido che tremerà, quello elegante che vi sorriderà e forse quello un po’ rustico che vi ci manderà, ma sappiate che saremo sempre tutti felici di dirvi
“Buona cena!”

(Dal web)

🙏
07/11/2020

🙏

Mi ha colpito la ferocia con cui il signor Iginio Massari, maestro pasticcere, ha attaccato lo strumento dei ristori previsti dal Governo. Una ferocia tale da esser stato subito ripreso e rilanciato compulsivamente dalla Lega.

Ha pronosticato rivolte, chiamato sdegnosamente quel denaro "ca**tà" e sostenuto che certe persone si sarebbero dovute mettere le mutande in testa.

Molto feroce. Ed evidentemente ha chiamato quel denaro "ca**tà" perché poco, troppo poco. Però, andando a logica, essendo il ristoro basato sul fatturato, quindi sul dichiarato, se esso è poco (quindi ca**tà) è perché anche il fatturato è stato basso, proporzionato appunto. Dove sta quindi la colpa? Cosa giustifica la ferocia espressa da questo signore? Pretendeva mica che lo Stato desse palate di soldi tirando a sorte il fatturato?

Ho poi trovata curiosa la sua risposta al quesito "Lei ha ricevuto aiuti?". Ha detto: "Non lo so, noi cerchiamo di esistere". Beato lui che non lo sa, evidentemente se non lo sa è perché, a differenza di tanti altri, quella "ca**tà" non gli serviva.

Con enorme piacere condividiamo quest’attività del Ristorante Da Zero di Torino! Benvenuti in Cilento
06/06/2020

Con enorme piacere condividiamo quest’attività del Ristorante Da Zero di Torino! Benvenuti in Cilento

Indirizzo

Via Concetto Marchesi 3
Collegno
10093

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Martedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Giovedì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Venerdì 08:30 - 12:30
13:30 - 17:30
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

011728172

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