07/07/2026
Verissimo, le città hanno perso l anima!!!
Prima di asfaltare un'area per aprire una nuova zona commerciale in periferia, sarebbe opportuno riaprire prima le serrande abbassate del centro storico. Si tratta sempre dello stesso comune e dello stesso bacino di utenza.
In Italia, i tassi di vacanza commerciale nei centri storici superano il 15% in molte città di medie dimensioni, secondo i dati di Confcommercio, con punte oltre il 20% nelle province del Sud e del Centro. Decine di migliaia di negozi sono già costruiti, allacciati alle reti e serviti dai trasporti pubblici, inseriti in un tessuto urbano denso. Non è necessario utilizzare neppure un metro quadro di nuovo suolo agricolo per riportarli in vita.
Un ettaro di terra agricola trasformato in area commerciale significa un ettaro di produzione alimentare distrutto per sempre, un ettaro di suolo vivo sottratto al ciclo del carbonio e dell'acqua, un ettaro di habitat tolto a allodole, ortolani e carabidi delle siepi. Ogni nuovo ipermercato costruito ai margini della città attira clienti che svuotano ulteriormente il centro: l'artificializzazione periferica e il declino urbano si rinforzano reciprocamente.
Il quadro normativo italiano sta seguendo la direzione giusta: il principio del consumo di suolo zero netto, i programmi PNRR per la rigenerazione urbana e le misure per contrastare l'abbandono dei centri storici sono già legge. La scelta tra questi due modelli non è un dilemma urbanistico: è una questione tra ciò che è facile e ciò che è intelligente.
Il locale vuoto accanto al mercato attende. La legge lo protegge già. 🌾