La Solita Zuppa

La Solita Zuppa Osteria e Bottega. Cucina tradizionale toscana dal 1984, prodotti enogastronomici di qualità.
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La Solita Zuppa riprende una cucina legata al territorio riportando fedelmente lo spirito e la storia gastronomica nei piatti proposti.

27/05/2026

Arrivate!!!
Direttamente da 
Le nostre fantastiche spezie!!

26/05/2026
Che brava la nostra Alessia, cogliendo l’occasione di una visita di 3 giorni a Napoli è passata a trovare la nostra bott...
26/05/2026

Che brava la nostra Alessia, cogliendo l’occasione di una visita di 3 giorni a Napoli è passata a trovare la nostra bottega del cuore dove acquistiamo le spezie per cucinare la nostra Guancia alle spezie!! .
Grazie Antonella un abbraccio alla signora Rosa pioniera di Chicchi e Baccelli ora diventato Qualcosadite




Carlo Petrinidetto CarlinFondatore di Slow Food · Custode delle radici del mondoCi sono uomini che cambiano il modo in c...
22/05/2026

Carlo Petrini
detto Carlin
Fondatore di Slow Food · Custode delle radici del mondo

Ci sono uomini che cambiano il modo in cui mangiamo.
Carlin ha cambiato il modo in cui ricordiamo chi siamo.
L'UOMO PRIMA DEL TITOLO
Non ha mai avuto bisogno di un podio per essere ascoltato. La voce di Carlo Petrini ha trovato la sua forza non nelle aule accademiche né nei palazzi del potere, ma nei mercati contadini, nelle cantine dei viticoltori, nelle cucine delle nonne, tra il rumore sordo delle mani che lavorano la terra. Carlin — così lo chiamano tutti, così ha sempre preferito essere chiamato — è prima di tutto una persona di territorio. Un uomo che sa ancora distinguere il profumo di un pane appena sfornato da quello di uno cresciuto con fretta industriale.

Bra, la sua Bra piemontese, non è mai stata una cornice di sfondo: è stata la scuola vera, quella che si frequenta con gli occhi aperti e le scarpe sporche di fango. Ogni fiera, ogni osteria, ogni sapore dimenticato è stato per lui un testo da studiare, un patrimonio da non lasciar cadere nell'oblio. Prima ancora di fondare qualcosa, Carlin era già Slow Food — nella vita, nel passo, nel modo di stare con gli altri.

"Il cibo è cultura, è identità, è memoria. Chi lo difende non difende solo un sapore: difende un popolo."
IL GESTO CHE HA CAMBIATO TUTTO
Era il 1989 quando, davanti all'apertura di un McDonald's ai piedi della Scalinata di Trinità dei Monti a Roma, Carlin e i suoi compagni di strada risposero con una ciotola di rigatoni. Non era una provocazione fine a sé stessa: era un manifesto. Un atto di resistenza civile fatto di pasta e di dignità. Da quella risposta lenta, quasi sonnolenta nella sua apparente semplicità, nacque un movimento che avrebbe attraversato ottanta Paesi del mondo.

Ma attenzione: Slow Food non è mai stato un club di nostalgici o un salotto del buon gusto riservato ai privilegiati. Carlin ha sempre avuto chiaro che parlare di cibo senza parlare di giustizia, di accesso, di contadini pagati equamente, sarebbe stato un esercizio di vuota estetica. Il gusto, per lui, non è separabile dall'etica.

LE PERSONE, NON I PRODOTTI
Il vero segreto di Carlin non è mai stato il formaggio o il vino — per quanto li abbia amati e difesi con tutto sé stesso. Il segreto è stato vedere le persone dietro ogni cosa. Il pastore sardo che porta avanti una transumanza che ha 300 anni di storia. La signora calabrese che ancora impasta il pane con il lievito madre di sua nonna. Il pescatore siciliano che conosce il mare come si conosce un volto amato. Questi sono stati i suoi veri eroi, i protagonisti senza titoli di una storia che meritava di essere raccontata.

Con l'Arca del Gusto ha trasformato questa intuizione in un progetto monumentale: catalogare, proteggere, celebrare migliaia di prodotti a rischio di estinzione in tutto il mondo. Non come un museo di curiosità, ma come un atto di sopravvivenza culturale. Ogni sapore perduto è una parola cancellata dalla lingua di un popolo.

Chi custodisce le radici non si aggrappa al passato: prepara il terreno perché il futuro abbia qualcosa su cui crescere.
LE RADICI COME IDENTITÀ
Viviamo in un'epoca che corre, che cancella, che sostituisce. In questo scenario, Carlin ha scelto di camminare piano, ma di non fermarsi mai. Ha capito — prima di quasi tutti — che le tradizioni alimentari non sono folclore da conservare in teca: sono lingua viva, sono il modo in cui una comunità dice "io sono qui, io vengo da qui, io so chi sono".

Quando si batte per salvare un vitigno autoctono, non sta solo preservando un vino. Sta difendendo un paesaggio, una storia familiare, un'economia locale, un nome antico sopravvissuto a secoli di dimenticanza. La sua battaglia è sempre stata a trecentosessanta gradi: agronomica, culturale, sociale, politica, poetica. Niente è mai rimasto fuori, perché per lui niente è mai stato separato.

L'ESEMPIO CHE RESTA
Carlo Petrini ci ha insegnato che si può costruire un movimento globale partendo da una tavola imbandita in un piccolo paese del Piemonte. Che la lentezza non è pigrizia, ma rispetto. Che il sapore è un atto politico. Che onorare chi lavora la terra è la forma più concreta di civiltà che abbiamo.

Ma soprattutto ci ha mostrato che si può essere grandi senza smettere di essere umani. Senza perdere il dialetto, la battuta, l'abitudine di sedersi a tavola con tutti , con il contadino e con il ministro, con il cuoco e con il filosofo , trattandoli con la stessa, identica, inalterabile attenzione.

Questo è il suo lascito: non una ricetta, ma uno sguardo. Uno sguardo che sa riconoscere il valore di ciò che è lento, di ciò che è locale, di ciò che è vivo. Uno sguardo che ci ricorda, ogni giorno, dove affondano le nostre radici e quanto sia importante non lasciare mai che si secchino.

A Carlin ,che ci ha ricordato che ogni boccone è un atto di memoria, ogni tavola un luogo di appartenenza, ogni prodotto salvato una vita restituita alla sua storia.
Ho fatto in tempo a vederti di sfuggita a Bologna per Slow Wine ,
Con stima e gratitudine profonda
Andrea Paracchini, Lorella Casagni e tutto lo staff di Osteria La Solita Zuppa


19/05/2026

Chiudere il pranzo o la cena con un ultima coccola è un dettaglio che fa la differenza!!
Vi aspettiamo per farvi conoscere la nostra selezione di caffè monorigine

15/05/2026

Abbinamento top!! Marzolino di Corzano e Paterno con confettura di ciliegie homemade.

Ciliegie fresche e poi faremo una bella marmellata per i formaggi speciali in arrivo !!
12/05/2026

Ciliegie fresche e poi faremo una bella marmellata per i formaggi speciali in arrivo !!




05/05/2026
05/05/2026

Finalmente moltissimi colleghi hanno acquisito l’importanza del Capitale Umano, da anni per Osteria La Solita Zuppa una missione. Contratti Nazionali di Lavoro regolari, tutelati orari di lavoro, ferie, R.O.L., riposi settimanali, settimana di 40 ore, piani Welfare per integrare stipendi e gratificare i lavoratori, premi Aziendali e tutto ciò che nel nostro piccolo riusciamo a fare.
Quotidianamente ringrazio lo staff per il lavoro fatto e ringrazio per la serietà con cui affrontano la giornata lavorativa. Il loro operato vale quanto quello fatto da altri senza che ci si senta diversi o sfruttati. Ricordate che grazie alla loro passione ognuno può riservare un tavolo per cena al sabato sera. Questo va rispettato e anche super premiato. Essere in regola con le leggi e rispettosi del lavoro degli addetti al settore commercio, nello specifico ristorativo, non è solo obbligatorio ma anche corretto per una sana e fruttuosa concorrenza leale tra colleghi.
L’etica giusta dei ristoranti dovrebbe essere sempre più tutelata dalla legge, solo maggiori e seri controlli riuscirebbero a mettere in regola tutti coloro che amano il loro lavoro e di conseguenza il proprio Capitale Umano.

Un pensiero pubblico per lo staff di Osteria la Solita Zuppa, vi vogliamo un mondo di bene.
Andrea e Lorella

Indirizzo

Via Porsenna, 21
Chiusi
53043

Orario di apertura

Lunedì 12:30 - 14:30
19:30 - 22:00
Mercoledì 12:30 - 14:30
19:30 - 22:00
Giovedì 12:30 - 14:30
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Venerdì 12:30 - 14:30
19:30 - 22:00
Sabato 12:30 - 14:30
19:30 - 22:00
Domenica 12:30 - 14:30
19:30 - 22:00

Telefono

+39057821006

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