18/02/2023
Centinaia di richieste e mancano ancora 12 giorni alla deadline delle candidature, 6 posti disponibili, corso teorico per qualche weekend e un mese col gregge sulle praterie dell’alto Appennino Tosco-Emiliano: la scuola per pastori organizzata dal Parco delle Foreste Casentinesi partirà in aprile, ma è già un successo, tanto che le prossime sessioni sono entrate in agenda prima che inizi il progetto pilota.
La bilancia delle prospettive che implica buttarsi su un mestiere del genere, ha entrambi i piatti molto carichi: da un lato il freddo dell’inverno, l’isolamento prolungato, la minaccia dei lupi come uno dei tanti imprevisti che possono mandarti al tappeto in un istante, oppure, la cancellazione della parola «ferie» dal proprio vocabolario e un’infinità di ulteriori sacrifici. Dall’altro, però, ci sono le albe su panorami bellissimi, far nascere un agnello da una pecora che hai curato per mesi, la fierezza dei tuoi cani, il gusto del formaggio, la possibilità di guadagnare bene e poi quella cosa inspiegabile ai non iniziati che un ragazzino di tredici anni chiama «passione», ma che chi ha fatto domanda per entrare (come lui), capisce benissimo. Al punto, da prendere tutti i difetti e vuotarli sul piatto dei pregi.
Luca Santini, presidente dei 36 mila ettari che compongono questo parco naturale a cavallo tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze: «Siamo sommersi di richieste di persone che vogliono cambiare vita. Il corso per pastori è un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea, che coinvolge aziende del territorio e istituzioni locali. Non solo è gratuita, ma copriamo le spese di vitto e alloggio per gli studenti che andranno negli allevamenti a imparare il mestiere». Una scuola unica in Italia, dove tutti hanno da guadagnarci.
Ne parla Filippo Fiorini su La Stampa