17/06/2026
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Lei è Ambra Calbucci, ha 19 anni, è di Cesena e la sua è una storia di grande coraggio. Durante il concorso di bellezza "Splendida d'Italia" ha esposto pubblicamente i motivi per cui il suo papà, Davide, è stato assassinato il 19 dicembre del 2020. Lei era solo una bambina. Il suo vicino di casa, Giuseppe Di Giacomo, sta scontando una pena all'ergastolo per il delitto. Ma i motivi dell'omicidio, secondo Ambra, non sono stati chiariti durante i processi. Di Giacomo non avrebbe ucciso Davide Calbucci, con diversi fendenti, per problemi di vicinato o, per usare un linguaggio tecnico, per futili motivi. Lo avrebbe fatto per una ragione assai più grave: Davide aveva tentato di difendere decine di donne residenti nel palazzo del killer o nei dintorni, perchè erano state molestate da Di Giacomo.
Andiamo con ordine. La sentenza di condanna fu pronunciata nell’ottobre del 2021, l'anno successivo fu confermata dalla Corte D’Appello. Ma i motivi del delitto, come dicevamo, sono tutt'altro che occasionali. Dopo essere stata premiata al concorso di bellezza "Splendida D’Italia", organizzato da Franca Venturini per accendere i riflettori sui femminicidi e sulla violenza di genere, Ambra ha raccontato in lacrime: "Ho voluto fornire questi dettagli perché mio padre è stato ucciso perché aveva voluto difendere alcune donne che gli avevano confidato che Di Giacomo le molestava di continuo". Le sue parole hanno gelato il pubblico. "Mio padre aveva scoperto che il nostro vicino aveva molestato parecchie persone. Le donne che abitavano nel nostro condominio e quelle che frequentavano il parco dove è stato assassinato. Si sono confidate con mio padre perché abitavamo nell’appartamento vicino a quello di Di Giacomo. Queste donne hanno testimoniato in tribunale di fronte al giudice e al pm durante il processo per la morte di mio padre. Avevano raccontato tutto ciò che avevano dovuto sopportare. In particolare, ci sarebbero stati pedinamenti e inseguimenti fino a casa". Dopo la condanna all’ergastolo, Di Giacomo è stato condannato anche per una violenza sessuale commessa nei confronti di un'infermiera del carcere di Bologna, in cui è recluso. Insomma, secondo quanto risulta alla figlia, il killer aveva scoperto che Calbucci sapeva e per questo, per fermarlo e continuare a far del male ad altre donne, ha deciso di ucciderlo. Le persone molestate non avevano denunciato. Dalla testimonianza della giovane Ambra è arrivato implicitamente anche un secondo messaggio: bisogna denunciare sempre questi balordi. Sono pericolosi. Mamma e figlia oggi vorrebbero solo una cosa: che il parco in cui è morto Davide fosse dedicato alla sua memoria. Un modo per ricordare questa storia come merita e per insegnare ad altri giovani il coraggio.