17/09/2026
+++ LβAEREO MILITARE, I PASSAGGI SEGRETI DEI PARTIGIANI, IL PUGILE OLIMPICO, IL CAMPANILE STORTO: TUTTO QUELLO CHE CβΓ DA SCOPRIRE A CESANO MADERNO +++
Vi aspettereste mai di trovare un aereo delle Frecce Tricolori in un parco pubblico della Brianza?
Γ solo una delle tante sorprese in cui vi potete imbattere passeggiando per le vie di Cesano Maderno: le tappe che ho scelto per questa camminata, tra piccole e grandi cronache di quartiere, vi regaleranno aneddoti incredibili da raccontare agli amici.
Un percorso che attraversa tutte le frazioni (Molinello, Binzago, Cassina Savina, Villaggio Snia, Cascina Gaeta e Sacra Famiglia), con una mappa urbana ricca di deviazioni curiose grazie a cui vi ritroverete a osservare il territorio con occhi del tutto nuovi.
Iniziamo!
Potreste cominciare la vostra gita a Cesano Maderno dal Villaggio Snia, un quartiere nato negli anni Venti del secolo scorso come villaggio operaio: allβincrocio tra via Magenta e via Sardegna sorge la Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo, costruita negli anni β30 del secolo scorso.
Da qui, imboccate via Venaria Reale e andate sempre dritto, proseguendo lungo via Friuli; alla seconda rotonda svoltate a destra sulla Nazionale dei Giovi. Superato il civico 74, guardate la collina alla vostra destra: si vede, seppur da lontano, la storica Villa Monterotondo con la sua torretta. Durante la Seconda Guerra Mondiale, questa dimora β con i suoi passaggi segreti β divenne base per i partigiani.
Ora ritornate alla rotonda e svoltate a destra in via Santo Stefano; andate dritto fino ai binari e girate a destra in via Solferino. Giunti in fondo a questa strada, svoltate a sinistra in corso della LibertΓ e percorretelo fino allβincrocio con corso Roma: qui cβΓ¨ il portale trionfale di accesso al nucleo storico cittadino, realizzato in stile barocco intorno alla metΓ del Seicento. Questo ingresso monumentale serviva ad accogliere gli ospiti dei conti Borromeo Arese, i proprietari di Palazzo Arese Borromeo, che scoprirete fra poco.
Accanto al portale Γ¨ presente unβedicola che accoglie un affresco che riproduce quello che doveva essere lβaspetto di questo incrocio nel XIX secolo: Γ¨ raffigurato anche lβOratorio della Beata Vergine Addolorata al Fopponino, che purtroppo fu distrutto dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Da qui girate a sinistra in via Volta e prendete la seconda strada sulla destra, via Giuliana Ronzoni: arrivati in fondo, di fronte a voi troverete lo splendido edificio dellβAsilo Infantile Opera Pia Giuliana Ronzoni, risalente al 1920.
Lasciate questo edificio sulla destra, andate dritto fino al primo incrocio e qui girate a destra in via Giuseppe Ronzoni, proseguendo fino allβincrocio con via San Carlo. Notate, sulla vostra sinistra, un affresco che raffigura la βMadonna con Cristo morenteβ, dipinto nel 1985 dallβartista Mario Bogani.
Chiamato dai cesanesi semplicemente βMadonna Boganiβ, il dipinto fu realizzato quando, nel 1985, i cittadini del rione Burghett decisero di impreziosire lβedicola religiosa di via San Carlo con unβopera dβarte; una volta raccolti i fondi necessari, il lavoro fu commissionato a Bogani.
Originario di FenegrΓ² (nel comasco), Bogani negli anni β40 β non ancora adolescente β frequentΓ² proprio a Cesano la scuola di disegno e decorazione di Carlo Gadda, diventando poi suo giovanissimo collaboratore.
Lβaffresco Γ¨ situato nel punto in cui, in passato, si trovava una ca****la β forse dedicata alla Madonna Addolorata β demolita nel 1929.
Vi basta percorrere pochi passi per arrivare allβincrocio tra via San Carlo e via Novara, dove potete osservare β affacciati su uno spiazzo in porfido β due trompe-lβoeil: uno raffigura San Carlo Borromeo nellβatto di porgere la comunione ai malati; lβaltro mostra un piccolo oratorio dedicato al santo che sorgeva proprio in quel punto tra il 1724 e il 1885. Lo rivela il cartiglio sotto lβimmagine di San Carlo: βQui dal 1724 al 1885 si trovava il piccolo Oratorio dedicato a San Carlo, luogo sacro custode dei resti dei nostri appestati defuntiβ.
Attorno al βquadroβ incorniciato con il santo, tutta la facciata dellβedificio su cui Γ¨ stata realizzata lβopera Γ¨ dipinta come un drappo.
A questo punto lasciatevi gli affreschi alle spalle, percorrete a ritroso un breve tratto di via San Carlo e girate a sinistra in via Borromeo: se andate sempre dritto potete raggiungere al civico 35 lβOratorio dellβAngelo Custode, progettato da Gerolamo Quadrio (lo stesso architetto di Villa Mirabello a Monza) e costruito nel 1660.
Pochi passi piΓΉ in lΓ , in via Borromeo 41, ecco lβingresso di Palazzo Arese Borromeo. Il complesso nacque come residenza di villeggiatura di Bartolomeo III Arese, che commissionΓ² anche la costruzione di quello che oggi Γ¨ noto come Palazzo Litta a Milano.
Realizzato in piΓΉ di mezzo secolo tra il 1618 e il 1680, accoglie al proprio interno affreschi di Giuseppe Nuvolone, Antonio Busca e Giovanni Ghisolfi (artista che ha lasciato tracce della propria opera anche in Villa Reati a Lissone).
Palazzo Arese Borromeo si affaccia su piazza Esedra, la cui muratura Γ¨ impreziosita da tempietti con pinnacoli, nicchie e decorazioni in pietra. Si tratta di uno spazio scenografico e monumentale che funge da accesso al palazzo: la piazza Γ¨ delimitata da due ali (o quinte architettoniche) che terminano con due pilastri a manicotti di pietra sulla cui sommitΓ Γ¨ presente un obelisco.
Il prospetto interno, con fasce orizzontali di granaglia, Γ¨ caratterizzato dalla presenza di pinnacoli a fiamma in pietra spugnosa su semipilastri e di edicole a nicchie che accolgono gruppi statuari.
Proseguendo la vostra passeggiata in via Borromeo arrivate allβincrocio con via Garibaldi: qui cβΓ¨ il Torrazzo, una torre a pianta quadra che probabilmente fu eretta nel X secolo, e che in passato rappresentava un baluardo lungo la via per Milano. Alta piΓΉ di 15 metri, si sviluppa su quattro piani collegati lβuno con lβaltro tramite botole e scalette in legno.
Girando a sinistra in via Garibaldi, raggiungete il civico 18 per ammirare da vicino la casa dβabitazione piΓΉ antica di Cesano Maderno: conosciuta come Palazzina Carcano (o Casa Carcano Cabiate), risale al XV secolo ed Γ¨ costruita in mattoni e pietre miste.
In passato lβedificio Γ¨ stato sede dellβIstituto per la Storia dellβArte Lombarda, centro di studi e di ricerca dedicato allβarte lombarda che oggi Γ¨ ospitato da Palazzo Arese Jacini (di cui vi parlerΓ² fra poco).
Nella facciata che dΓ su via Garibaldi Γ¨ visibile una nicchia che accoglie una statua in pietra, soprannominata dai cesanesi βStroligaβ o βGiubianaβ.
Di fronte alla Palazzina, dallβaltra parte di via Garibaldi e accanto allβingresso del Giardino Arese Borromeo in largo Sebastiano DβImmΓ¨, potete ammirare unβopera dβarte di Antonio La Gamba intitolata βIl sole siamo noiβ: Γ¨ stata concepita in memoria di tutti i Carabinieri caduti nellβadempimento del proprio dovere.
A questo punto ritornate verso il Torrazzo e, subito dopo averlo superato, girate a sinistra in piazza Arese: al civico 12 sorge Palazzo Arese Jacini. Il complesso, costruito nel XVII secolo da Marco Maria I Arese, era il punto di partenza delle battute di caccia degli Arese; fu poi modificato in stile neoclassico nel Settecento.
Se volete, potete osservarlo anche dalla facciata opposta imboccando vicolo Lucchini.
In piazza Arese, di fianco al Palazzo Arese Jacini e collegato a esso con un portale ad arco, cβΓ¨ anche lβOratorio della Beata Vergine del Transito, risalente al 1642 ed edificato per volere testamentario di Benedetto Arese. La chiesetta, incorniciata visivamente da un doppio filare di tigli, Γ¨ a navata unica.
Allβinterno, lβaltare maggiore Γ¨ impreziosito da una pala che rappresenta il βTransito della Vergineβ; conosciuta anche come βIl Pio Transitoβ, fu dipinta nel XVII secolo da Gerolamo Chignoli, allievo di Giovan Battista Crespi.
Il dipinto mostra la Vergine, anziana e appena morta, mentre viene portata verso il Padre Celeste dal suo angelo custode; in primo piano lβapostolo Giovanni osserva lo spettatore, come a chiedere per lei la grazia di una buona morte. Due apostoli leggono i Salmi e i Profeti, mentre altri osservano il ca****re di Maria; Pietro le bacia la mano. Le pie donne sono in lacrime, e in fondo a sinistra si scorgono alcuni apostoli che non guardano la Madonna ma tendono gli occhi verso lβalto.
Tra Palazzo Arese Jacini e lβOratorio della Beata Vergine del Transito cβΓ¨ lβingresso del Giardino delle Colonne. Questo spazio, aperto nel complesso dei palazzi comunali di piazza Arese, fa parte di un sistema architettonico e storico della Cesano del XVII secolo: quello delle corti rustiche di Palazzo Arese Jacini.
Lβambiente Γ¨ stato concepito come una sorta di giardino segreto, piccolo e raccolto, fra lo spazio naturale del Parco Arese Borromeo e il luogo urbano di piazza Arese.
Ora raggiungete di nuovo via Torrazzo, e girate a sinistra per arrivare in piazza Vittorio Veneto, dove al civico 2 si fa notare lβeleganza di Palazzo Carimati, risalente agli anni β20 del XX secolo.
Lasciatevi Palazzo Carimati sulla destra e percorrete pochi passi: vi ritrovate in piazza Monsignor Arrigoni, e alla vostra sinistra cβΓ¨ la Chiesa di Santo Stefano, conclusa negli anni β30 del secolo scorso.
Il progetto dellβedificio Γ¨ di Spirito Maria Chiappetta, progettista anche del Santuario della Madonna di Santa Valeria a Seregno e della Basilica della Santissima Immacolata di Merate.
Di fronte cβΓ¨ la Chiesa Vecchia di Santo Stefano, con il suo particolare campanile obliquo e non in asse rispetto alla facciata.
Oggi sconsacrata, la chiesa ospita un auditorium intitolato a Paolo e Davide DisarΓ², due fratelli cesanesi morti nel disastro della Val di Stava del 1985.
Le decorazioni degli interni dellβantica Chiesa di Santo Stefano di Cesano Maderno realizzate da Luigi Tagliaferri sono dei veri capolavori.
Da qui, girate a sinistra in via Dante Alighieri; andate dritto e, superata una rotonda, svoltate a destra in via Federico Borromeo. Percorrete questa strada fino a raggiungere il Parco Angelo G**s, un giardino comunale che ospita un vero cacciabombardiere, cioè un aereo militare da combattimento, bimotore, con ala a freccia: si tratta di un aereo che in passato veniva utilizzato dalle Frecce Tricolori.
Usciti dal parco, da via Federico Borromeo girate a destra in corso Roma e andate sempre dritto fino a che non vedete, alla vostra sinistra, via del Santuario: imboccate questa strada e, giunti in fondo, allβincrocio con il vialetto Santa Maria avete lβopportunitΓ di ammirare la Chiesa di Santa Maria della Frasca.
Imboccando il vialetto Santa Maria raggiungete piazza Don Antonio Borghi, dominata dalla Chiesa della Beata Vergine Immacolata, realizzata negli anni β10 del Novecento. A progettarla fu Cesare Formenti, βpapΓ β anche dellβAbbazia di San Benedetto a Seregno e della Chiesa di San Carlo a Lambrugo.
Lasciandovi la chiesa sulla destra, andate fino in fondo a viale Santa Maria e poi girate a destra in via Cavour: superato lβincrocio proseguite in via Manzoni e prendete la sesta strada sulla sinistra, via Cavallotti, per poi svoltare a destra in via SantβEurosia. Da qui andate sempre dritto fino a che sulla vostra destra non vedete la Chiesa di SantβEurosia, allβincrocio con via San Luigi: a progettarla fu Don Giacomo Bettoli, sacerdote e architetto parmense.
Lasciandovi la chiesa alle spalle, imboccate via Amatore Sciesa fino a raggiungere lβaggregato rurale di Cascina Gaeta, risalente alla prima metΓ del Settecento.
Superata la cascina, girate a sinistra in via Somalia e andate dritto proseguendo in via Tonale; in fondo a questa strada svoltate a sinistra in via Adamello, e poi prendete la prima a destra (via Resegone). Andate sempre dritto, proseguendo in via Monte Rosa, per poi girare a sinistra in via Beato Angelico. Di fronte a voi, allβincrocio con via SantβAgostino, potrete osservare il Portale del Serraglio.
Si tratta dellβarco di ingresso di quello che un tempo era il Serraglio dei Borromeo, dove venivano allevati animali di grossa taglia come cervi, daini e cinghiali.
Lβarco si trova lungo il viale in asse con il portale monumentale del muro di cinta del Giardino Borromeo, il portone di ingresso di Palazzo Borromeo e il portale trionfale di accesso al borgo di cui vi ho giΓ parlato prima.
Da qui, imboccate via SantβAgostino e percorretela fino in fondo, per poi girare a sinistra in via San Carlo. Andate sempre dritto, proseguendo in via Molino Arese, fino a raggiungere il civico 78. Qui vi imbatterete in ciΓ² che resta dellβantico Molino Arese, che dΓ il nome sia alla strada (via Molino Arese, appunto) che al quartiere in cui vi trovate: il Molinello.
Il sito molitorio originale, risalente alla prima metΓ del XVI secolo, Γ¨ purtroppo quasi totalmente scomparso: Γ¨ rimasto unicamente il caseggiato che vedete, in cui fino a metΓ del Novecento era presente unβosteria che accoglieva i clienti del mulino. Proprio in questo punto in passato scorreva un corso dβacqua che arrivava fino a Desio: la Roggia Viscontea.
Superato il Molino Arese, proseguite lungo via Trento: alla rotonda girate a sinistra e poi andate dritto fino a quando non incrociate, sulla destra, via San Bernardo. Vi trovate nel quartiere di Cassina Savina: imboccando via San Bernardo, dopo pochi metri vedrete alla vostra sinistra il Monumento ai Caduti di Cassina Savina.
Il monumento si trova nella piazza intitolata a Ernesto Formenti, pugile originario proprio di Cassina Savina che vinse la medaglia dβoro ai Giochi Olimpici di Londra nel 1948 nella categoria dei pesi piuma.
Poco oltre, allβangolo tra via San Bernardo e via Diaz, notate lβedificio dellβex Asilo Infantile Don Luigi Calastri, costruito negli anni β10 del secolo scorso.
Continuando a camminare lungo via San Bernardo, al civico 9 trovate Cassina Savina, che dΓ il nome al quartiere in cui state passeggiando: risale alla prima metΓ del Settecento.
In passato sede del Comune di Cassina Savina, questo edificio Γ¨ conosciuto anche come seconda corte di Peccina o dei Ghezzi; fu, inoltre, lβabitazione di don Luigi Silva, che fu ca****lano a Cassina Savina per oltre 50 anni, tra il 1836 e il 1888
Da qui riuscite giΓ a scorgere, allβinizio di via San Bernardo, lβantica Chiesa di San Bernardo, oggi sconsacrata. Fu costruita nella prima metΓ del XVII secolo, forse su progetto di Francesco Maria Richini, architetto di fiducia dellβarcivescovo di Milano Federico Borromeo.
Accanto, in via Enrico Tazzoli, sorge la nuova Chiesa di San Bernardo, eretta negli anni β60 del secolo scorso. A progettare la chiesa fu monsignor Enrico Villa, architetto originario di Concorezzo, che a Cesano Maderno β insieme con il nipote Remo Villa β si occupΓ² anche della realizzazione del cine-teatro Excelsior.
Le decorazioni allβinterno della chiesa sono opera di padre Francesco Radaelli, della Congregazione dei Preti del Sacro Cuore di GesΓΉ di Betharram.
In particolare, le vetrate perimetrali inneggiano a Maria attraverso simbologie ispirate alle litanie della Vergine (Stella del mattino, Porta del Cielo, Rosa mistica). La grande parete absidale ospita, invece, un mosaico del Cristo Risorto.
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Come vedete, la ricchezza di Cesano Maderno sta nella sua capacità di custodire memorie tanto diverse tra loro in un fazzoletto di terra così piccolo.
Le storie a cui ho accennato in queste righe rappresentano solo una piccola parte di quello che Cesano ha vissuto nel corso dei secoli. Ogni pietra del Torrazzo e ogni corte nascosta avrebbero ancora mille segreti da regalare: cercateli voi stessi lungo le strade del paese.
Condividete queste storie con chi pensa ancora che in Brianza non ci sia nulla da vedere!
[Nella foto: il Portale del Serraglio]