01/09/2025
Dal testo caldo del 1371 al chiosco moderno.
Nella Romagna medievale, tra le colline di Modigliana, nasceva una storia incredibile. Era il 1371 quando la piadina comparve per la prima volta in un documento ufficiale.
La "Descriptio Romandiolae" raccontava di un tributo molto particolare. La città di Modigliana doveva versare alla Camera Apostolica non monete d'oro, ma due piade all'anno.
Farina di grano, un pizzico di strutto e poca acqua: ingredienti poveri per chi non poteva permettersi il pane tassato. L'impasto veniva steso sottile e cotto sul testo di terracotta, quella lastra che ancora oggi sfrigola nelle cucine romagnole.
Il cardinale Anglico de Grimoard aveva intuito il valore di questo alimento umile.
Secoli dopo, Giovanni Pascoli elevò la piada a simbolo: "il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli". Il poeta riconosceva in quella sfoglia calda l'anima di un territorio.
La "Descriptio Romandiolae" rimane la prima testimonianza scritta di un fenomeno culinario destinato a travalicare i confini.
Da cibo di sopravvivenza a prodotto IGP, la piadina ha conquistato l'Europa. Oggi i turisti la cercano nei mercati, i ristoranti stellati la reinterpretano, ma il gesto resta identico.
Oltre 650 anni dopo, il testo di terracotta continua a trasformare farina e acqua in memoria. La tradizione scorre calda dalle mani delle azdore ai banconi moderni, immutata nel sapore.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Documentata dal 1371 come tributo ecclesiastico alla Camera Apostolica
👉 Due piade erano la tassa annuale che Modigliana doveva al Papa
👉 Da cibo dei poveri per sfuggire alle tasse sul pane a prodotto IGP
👉 Giovanni Pascoli la definì "il pane nazionale dei Romagnoli"
👉 Le sue origini affondano nelle focacce etrusche e romane