27/09/2026
Ieri mattina ho visto passare una donna sulla battigia. Trascinava a fatica un pesante sacco di plastica pieno di rifiuti raccolti lungo il suo cammino.
Ho pensato di darle una mano, prendendo quel sacco ormai pieno per portarlo via e smaltire i rifiuti. Riusciva a malapena a trascinarlo, ma non voleva abbandonarlo.
Mentre mi dirigevo verso di lei, pensavo già a come congratularmi per il suo impegno e a quanto fosse raro incontrare persone così.
Al mio saluto mi ha risposto: «Do you speak English?»
In quel momento ho provato vergogna per tutti noi. Una straniera che pulisce ciò che noi sporchiamo.
Abbiamo scambiato qualche parola e, oltre a prendere il sacco pieno, le ho procurato altri sacchi vuoti, come mi aveva chiesto. Non ho potuto fare a meno di domandarle perché lo stesse facendo.
La risposta è stata un colpo di grazia: «Per ognuno di noi».
L’ho salutata. Suo marito e suo figlio giocavano poco distante.
E noi? Non siamo nemmeno capaci di buttare una cicca in un portacenere, di gettare una lattina o una bottiglia nel cestino, di rispettare il divieto di usare saponi.
Cosa stiamo insegnando ai nostri figli? E come possiamo aspettarci che facciano meglio di noi, se questo è l’esempio che diamo?
Tutti dovremmo incontrare quella donna. Per ricevere una lezione che, evidentemente, abbiamo dimenticato. E che quel giorno è stata una persona venuta da un altro Paese a ricordarci.