02/09/2022
I cinesi si fanno il test rapido a prescindere, disposizioni o meno del governo. Tutti i santi giorni si infilano su per il naso un tampone e poi via ad aspettare la lineetta. Ho 3 cuoche su 4 (tutte cinesi, i nepalesi sono più meridionali e fatalisti, paraculi, e credo più intelligenti) con il Covid a casa: stanno bene, trombano mangiano e bevono ma si fanno la quarantena che il covid se l’è prese, tipo invasate, tipo l’esorcista.
Oggi l’ultima cinese rimasta e sopravvissuta, venuta a conoscenza del pericolosissimo contagio (hanno 102 vaccini in corpo, prendono il Covid ma è il virus che va in lockdown) è arrivata con i test rapidi, che dovevamo fare tutti, secondo lei.
Il cinese è a senso unico.
Io e il cinese siamo due mondi paralleli, come le rette, non ci toccheremo mai.
Me la sono mangiata.
Le ho detto cose, sulla Cina e e su questo sensounicismo id**ta e passivo, non pensante e mortificante lo spirito e il noumeno kantiano, che l’ho vista anche spaventata. Le ho spiegato che si va bene rispettare le regole, ma poi c’è l’italianità, quella botta di elasticità mentale che rende il mondo più allegro e meno paranoico e grigio.
Daje.