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16/10/2026

🟢 𝗥𝗢𝗧𝗧𝗔𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗧𝗥𝗜𝗕𝗨𝗧𝗜 𝗟𝗢𝗖𝗔𝗟𝗜: nuove opportunità per regolarizzare i debiti! 📄

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📺 Discarica di Poiatica, il TG di Rai 3 a Carpineti per raccogliere la voce del territorio.🎙️ La presidente di CIA Reggi...
15/10/2026

📺 Discarica di Poiatica, il TG di Rai 3 a Carpineti per raccogliere la voce del territorio.

🎙️ La presidente di CIA Reggio Emilia, Valeria Villani, la nostra tecnica Daniela Castellari e il nostro associato Domenico Rivi sono stati intervistati dal TG di Rai 3 sull’ipotesi di riapertura della discarica di Poiatica.

🌱 CIA Reggio Emilia dice no alla concreta ipotesi.

📺 Terzo giorno di proteste davanti a Montecitorio: la mobilitazione di CIA è su tutte le principali tv nazionali!🚜 Dal T...
15/10/2026

📺 Terzo giorno di proteste davanti a Montecitorio: la mobilitazione di CIA è su tutte le principali tv nazionali!

🚜 Dal Tg1 al Tg5, passando per L’Aria che tira su La7, i riflettori restano accesi sul presidio degli agricoltori, che continuano a far sentire la propria voce nel cuore delle istituzioni.

⭕ La richiesta è chiara: servono risposte concrete, interventi immediati e misure strutturali per affrontare la crisi e garantire un futuro alle imprese agricole.

La mobilitazione continua. Perché senza agricoltura non c’è futuro per i territori, per il lavoro e per il Paese!

Leggi per intero: https://www.cia.it/news/notizie/cia-in-piazza-a-montecitorio-i-conti-non-tornano-la-crisi-tutta-sulle-spalle-di-agricoltori-e-cittadini/


📍 CIA REGGIO ED EMILIA-ROMAGNA A MONTECITORIO. PER L’AGRICOLTURA. SENZA SE E SENZA MA.Le prime foto della nostra delegaz...
14/10/2026

📍 CIA REGGIO ED EMILIA-ROMAGNA A MONTECITORIO. PER L’AGRICOLTURA. SENZA SE E SENZA MA.

Le prime foto della nostra delegazione a Roma, al fianco degli agricoltori arrivati da tutta Italia per dire basta a costi insostenibili, redditi in caduta e promesse senza risposte.

Siamo qui per difendere il lavoro delle imprese agricole, il valore del cibo e il futuro dei nostri territori.

🚜 GLI AGRICOLTORI NON POSSONO PIÙ ASPETTARE. I CONTI NON TORNANO. SERVONO RISPOSTE CONCRETE, SUBITO. IL GOVERNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITÀ: SENZA AGRICOLTURA NON C’È FUTURO PER IL PAESE!


🟢⚪️🔴  Cia in piazza a Montecitorio. I conti non tornano, la crisi tutta sulle spalle di agricoltori e cittadini▶️  Gli a...
13/10/2026

🟢⚪️🔴 Cia in piazza a Montecitorio. I conti non tornano, la crisi tutta sulle spalle di agricoltori e cittadini

▶️ Gli agricoltori incassano sempre meno, mentre i cittadini pagano sempre di più. E i costi continuano a salire per entrambi. È qui che “i conti non tornano” ed è da qui che parte oggi, davanti a Montecitorio, la mobilitazione nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, con la prima di cinque giornate di presidio a Roma. Una protesta che non è solo di categoria, ma mette insieme agricoltori e cittadini contro gli squilibri di un sistema che sta scaricando sui due anelli più deboli – chi produce e chi acquista – il peso di rincari e distorsioni.
A settembre l’inflazione è salita al 4,2%, ai massimi da tre anni, e gli italiani hanno dovuto fare i conti con un balzo del 5,5% dei prezzi degli alimentari freschi rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel frattempo, i prezzi riconosciuti agli agricoltori sono crollati: -50% per l’olio extravergine d’oliva, -30% per le susine, -25% per albicocche e uva da tavola, -24% per il latte spot, -22% per pesche e pere, -15% per le mele e -5% per il pollo.

“Siamo dentro una tempesta perfetta, colpiti dagli effetti delle guerre e del cambiamento climatico - dichiara il presidente di Cia, Cristiano Fini-. Ma la crisi dell’agricoltura non riguarda solo noi: coinvolge tutti i cittadini, perché chiama in causa la sicurezza alimentare, la tutela ambientale e il presidio dei territori”.

Eppure, in questo momento “gli agricoltori stanno lavorando con prezzi che in molti casi non coprono neppure i costi di produzione, mentre nelle famiglie il carrello della spesa pesa sempre di più -continua Fini-. Questo non è più sostenibile. Non possiamo accettare che chi produce cibo venga pagato sempre meno e
chi lo compra sia costretto a pagarlo sempre di più”.

LA FORBICE DAL CAMPO ALLA TAVOLA – Analizzare i prezzi riconosciuti all’origine e quelli spesi al dettaglio dà la misura di un divario inaccettabile. A settembre, per i prodotti ortofrutticoli italiani, le carote sono passate da 0,28 euro al chilo sul campo a 1,46 euro al chilo sulla tavola (+421%); l’uva da tavola da 0,58 euro al chilo a 2,99 euro (+416%); le melanzane da 0,62 a 2,75 euro (+344%); le pesche da 0,74 a 2,88 euro (+290%); i peperoni da 0,92 a 3,15 euro (+242%); le pere Abate da 1,18 a 3,22 euro (+173%); le
zucchine da 1,05 a 2,82 euro (+168%) e la lattuga romana da 1,68 a 3,48 euro (+107%).

IL CARO-VITA – A rendere ancora più grave il quadro è la contestuale impennata dei costi operativi.
Ad agosto 2026, rispetto all’estate precedente, i carburanti agricoli sono aumentati del 40% e i fertilizzanti del 12%, mentre per le famiglie il gasolio per autotrazione è cresciuto del 27%, la benzina del 16% e le spese per abitazione, acqua, elettricità e gas del 9%. Per le imprese agricole, il confronto con il 2021 – prima dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente – restituisce la vera portata dello shock: il gasolio agricolo è passato da 0,48-0,70 euro al litro a 1,50-1,70 euro al litro (+143%). Nello stesso arco di tempo, i concimi e fertilizzanti, a seconda delle tipologie, hanno registrato rincari dal 40% fino al 100%.

LE RIVENDICAZIONI DI CIA – “Agricoltori e cittadini sono sulla stessa barca. Da una parte ci sono imprese che non riescono più a sostenere i costi produttivi e dall’altra famiglie che vedono eroso il loro potere d’acquisto. Per questo -osserva il presidente di Cia- dobbiamo unire le forze in un’alleanza strategica, per spezzare la catena della speculazione e chiedere politiche capaci di sostenere il reddito e la tenuta sociale del Paese. È una battaglia per il diritto a un cibo sano, equo, accessibile, e per la dignità del lavoro agricolo”.
“Con il presidio di Montecitorio -conclude Fini- chiediamo di intervenire sulle distorsioni della filiera, rafforzando le aggregazioni produttive e il ruolo delle interprofessioni, monitorando i prezzi e contrastando le pratiche sleali, valorizzando il Made in Italy e la filiera corta. Chiediamo inoltre di rifinanziare il credito d’imposta sul gasolio agricolo, fermo a maggio; utilizzare le risorse già stanziate per i fertilizzanti anche per far fronte agli altri rincari produttivi; rifinanziare Agricoltura 4.0. Non chiediamo privilegi: chiediamo che i conti tornino, per chi produce e per chi consuma. Perché difendere l’agricoltura significa difendere tutti”.

🟢🟢 Scrivono di noi
13/10/2026

🟢🟢 Scrivono di noi

🟢⚪️🔴  CIA Reggio da domani in presidio a Montecitorio: «A rischio la sopravvivenza di numerose aziende agricole del nost...
12/10/2026

🟢⚪️🔴 CIA Reggio da domani in presidio a Montecitorio:
«A rischio la sopravvivenza di numerose aziende agricole del nostro territorio»

▶️ Costi fuori controllo, prezzi che non remunerano le produzioni e margini sempre più ridotti stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di numerose aziende agricole reggiane. Per molte imprese, continuare a produrre significa oggi fare i conti con una redditività insufficiente a sostenere il lavoro e gli investimenti necessari. Una situazione che pesa sull’occupazione, indebolisce l’economia dei territori e mette a rischio il futuro stesso dell’agricoltura e della sicurezza alimentare del Paese.

Per questo CIA Reggio Emilia sarà a Montecitorio, a Roma, nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa da Cia-Agricoltori Italiani il 13, 14 e 15 ottobre e dal 20 al 22 ottobre. Sei giornate di presidio per portare le richieste degli agricoltori nel cuore delle istituzioni e ottenere impegni concreti su costi di produzione, remunerazione e politiche agricole. Perché non si può pretendere che chi produce il cibo continui a lavorare senza la certezza di un reddito adeguato.

«I conti non tornano e non possiamo continuare a chiedere agli agricoltori di assorbire ogni aumento, ogni squilibrio e ogni incertezza – dichiara Valeria Villani, presidente di CIA Reggio Emilia –. La nostra presenza a Roma vuole essere un segnale chiaro: servono interventi concreti, non promesse. L’agricoltura non può essere considerata un settore a cui chiedere continuamente sacrifici, salvo poi dimenticarne il valore quando si tratta di riconoscere il giusto prezzo alle produzioni e al lavoro».

La questione riguarda da vicino anche il territorio reggiano, dove l’agricoltura rappresenta un pilastro economico, occupazionale e sociale. Dalla filiera del Parmigiano Reggiano alla cerealicoltura, dalla vitivinicoltura all’ortofrutta, le aziende devono affrontare rincari dell’energia, dei carburanti, dei fertilizzanti, dei mangimi e dei mezzi tecnici. A queste spese si aggiungono gli investimenti necessari per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, tutelare il benessere animale e mantenere elevati standard qualitativi.

«Pensiamo alle aziende cerealicole e vitivinicole del nostro territorio, oggi in forte difficoltà, strette tra costi di produzione elevati, prezzi di mercato insufficienti a remunerare il lavoro e stagioni climatiche sempre più difficili. Anche il comparto orticolo deve fare i conti con costi elevati, incertezze produttive e difficoltà nel garantire un’adeguata redditività alle aziende. Per molte imprese, produrre non significa più avere la certezza di coprire i costi e ottenere un reddito adeguato. Il comparto zootecnico, a sua volta, deve affrontare spese crescenti per l’energia e i mangimi, con ricadute dirette sulla sostenibilità degli allevamenti. Sono realtà diverse, ma accomunate dalla necessità di garantire la sostenibilità economica delle proprie attività - prosegue Villani -. Non possiamo chiedere alle imprese di continuare a produrre qualità, investire e affrontare le sfide del futuro senza condizioni adeguate. Servono interventi mirati per restituire redditività ai comparti più in difficoltà e tutelare il lavoro degli agricoltori».

Al centro della mobilitazione c’è anche il rapporto tra prezzi al consumo e remunerazione agricola. Gli agricoltori ricevono spesso una quota insufficiente del valore finale dei prodotti, mentre le famiglie devono fare i conti con una spesa alimentare sempre più onerosa. Occorre intervenire sulle distorsioni della filiera e rafforzare gli strumenti che consentono ai produttori di ottenere un compenso equo.

Un altro fronte decisivo riguarda la Politica agricola comune. «Non possiamo permettere che le scelte europee indeboliscano ulteriormente la Pac, mettendo a rischio risorse indispensabili per la competitività delle aziende e per la tenuta dei territori rurali – sottolinea la presidente –. Una politica agricola forte significa sostenere il ricambio generazionale, investire nell’innovazione, garantire la sicurezza alimentare e mantenere vivo il presidio agricolo, anche nelle aree più fragili. Indebolire l’agricoltura significa compromettere l’equilibrio economico e sociale delle nostre comunità».

La mobilitazione di Cia punta a ottenere un cambio di passo nelle politiche nazionali ed europee. Tra le priorità figurano misure strutturali contro il caro energia, strumenti efficaci per contenere i costi di produzione, maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e una strategia capace di riconoscere il ruolo economico, ambientale e alimentare dell’agricoltura.

«CIA Reggio Emilia sarà a Montecitorio per dare voce alle aziende del nostro territorio e chiedere risposte all’altezza delle loro necessità. Difendere il reddito agricolo significa tutelare il lavoro, le produzioni di qualità e l’economia delle nostre comunità, garantendo ai cittadini un’alimentazione accessibile e sicura. La sostenibilità non può tradursi in costi sempre più alti per chi produce, senza adeguati strumenti di sostegno e senza un giusto riconoscimento sul mercato. È il momento di passare dalle parole ai fatti: senza agricoltori non c’è futuro per i nostri territori», conclude Villani.

🔴🔴 I CONTI NON TORNANO. CIA REGGIO SI PREPARA ALLA MOBILITAZIONE!Dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre saremo a Roma, dava...
10/10/2026

🔴🔴 I CONTI NON TORNANO. CIA REGGIO SI PREPARA ALLA MOBILITAZIONE!

Dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre saremo a Roma, davanti a Montecitorio, con Cia-Agricoltori Italiani.

Caro energia, carburanti alle stelle, costi fuori controllo e redditi agricoli sotto pressione. Non possono essere sempre agricoltori e cittadini a pagare il conto.

📢 È ora di dire basta. Servono risposte, non promesse.


🔴 I CONTI NON TORNANO. CIA TORNA IN PIAZZA A MONTECITORIODal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre produttori da tutta Italia ...
08/10/2026

🔴 I CONTI NON TORNANO. CIA TORNA IN PIAZZA A MONTECITORIO
Dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre produttori da tutta Italia in arrivo a Roma per dire BASTA‼️
📢 Caro energia e carburanti, caro vita: la non possono pagarla solo agricoltori e cittadini

▶️ I conti non tornano. È tutto a carico di agricoltori e cittadini, dal campo allo scaffale. Per questo Cia-Agricoltori Italiani scende di nuovo in piazza, dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre, con la mobilitazione nazionale davanti a Montecitorio. In programma 6
giornate di presidio con centinaia di produttori in arrivo da tutta Italia.
Al centro la battaglia collettiva contro il prezzo di una crisi che sta colpendo solo gli anelli più deboli della filiera: dal caro energia e carburante al carello della spesa, a un’Europa che penalizza la Pac e con essa non solo il lavoro nei campi, ma anche la tenuta ambientale, economica e sociale di interi territori e comunità, la sicurezza alimentare dell’Unione e la distintività agricola e agroalimentare delle sue aree interne.

🌡️ Clima e agricoltura: così si mette a rischio il reddito delle imprese🌾 Il clima estremo non è più un’eccezione: è div...
06/10/2026

🌡️ Clima e agricoltura: così si mette a rischio il reddito delle imprese

🌾 Il clima estremo non è più un’eccezione: è diventato la normalità. E il conto lo stanno pagando gli agricoltori.

Caldo, siccità, eventi violenti e produzioni compromesse si sommano a costi sempre più alti, instabilità dei mercati e tensioni geopolitiche. Produrre costa di più, il rischio aumenta, ma il reddito non tiene il passo.

Il risultato è semplice: alle imprese agricole si chiede di investire, innovare e affrontare la transizione, mentre una parte crescente dei rischi e dei costi viene scaricata sulle loro spalle. Così non si costruisce futuro: si mette in discussione la sopravvivenza delle aziende.

🎙️ A FuoriTg Tg3, Anna Rufolo, Coordinatrice del Settore Economico Cia, mette in evidenza le difficoltà che stanno stringendo il settore in una morsa sempre più pesante.

▶️ Guarda il video!

A Fuori Tg, Tg3, focus sull'impatto dei cambiamenti climatici e del...

Indirizzo

Castelnovo Di Sotto

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 18:00
Martedì 08:30 - 18:00
Mercoledì 08:30 - 18:00
Giovedì 08:30 - 18:00
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