03/02/2017
È il mercoledì sera di Bayern Monaco-Juventus quando ci rechiamo al ristorante La Frabaccia di Castel Maggiore per la nostra terza uscita stagionale alla caccia della miglior cotoletta alla petroniana di Bologna e provincia. La concomitanza con l’importante partita di fòtbal deve aver riempito i pub e svuotato i ristoranti: siamo infatti tra i pochi avventori di questo locale la cui offerta affianca piatti tipici della tradizione emiliana a ricette più eccentriche.
L’arredamento è elegante ma minimale. Sembra chiara l’intenzione di volersi scostare dalla classica trattoria fuori porta e volersi elevare a qualcosa di più.
Ci accomodiamo in una delle due salette interne e, avendo chiarito già al momento della prenotazione la nostra intenzione di ordinare otto cotolette, il cameriere, premuroso, ci consiglia di stare leggeri con i primi date le dimensioni della petroniana. Evitiamo di consultare il menù e ci lasciamo guidare verso un assaggio di bis di primi: tagliatella con mortadella, panna e pistacchi e garganelli con ragù bianco di salsiccia, crema di zafferano e mandorle.
Nell’attesa, fin troppo breve in realtà, stappiamo una bottiglia del fedele Lambrusco Otello mentre l’oste ci tenta con della crescente calda ed un paio di vassoi di gustose polpettine di carne. Celeri escono i primi dalla cucina; una bella pirofila abbondante di tagliatelle con una generosa grattugiata di pistacchi a e mortadella tagliata a strisce. Condimento dal gusto delicato, strozzato anche dalla panna, ma tagliatelle un po’ troppo sottili di spessore e sospettosamente lisce. Comunque un buon piatto. Ottimi i garganelli, in perfetto equilibrio tra la morbidezza dello zafferano e della mandorla e dal sapore deciso della salsiccia.
Ordiniamo una Bonarda per preparare il palato alla petroniana che ci viene servita un istante dopo aver terminato i primi. Il cameriere non mentiva: le dimensioni sono importanti, l’aspetto e l’odore sono invitanti. Cala il silenzio a tavola, è lo spannung della serata. I giurati si scambiano occhiate complici e commenti positivi sulla qualità della carne, sulla ricca ma non invadente impanatura, sul giusto bilanciamento di sapori. Gli stomaci più deboli devono faticare per finire tutta Sua Maestà, a causa anche dei succosi contorni: funghi fritti, cicoria aglio e olio e patate al forno che rischiano di causare una scissione interna al gruppo.
Il giudizio sulla cotoletta è unanimemente positivo - 7,15 il voto medio dei giurati - e forse sarebbe stato opportuno saltare i primi per godersi meglio questo prodigio della cucina bolognese.
Non abbiamo le forze per il dolce ma optiamo per qualche amaro che coadiuvi la digestione (missione solo parzialmente compiuta).
Il conto è equo considerate le quantità e le due bottiglie di vino; ci alziamo dunque sfiniti ma soddisfatti - 6,95 il voto complessivo al locale – ed anche la digestione notturna si rivela tutto sommato accettabile.
Grazie al ristorante la Frabaccia per l’accoglienza, ci sentiamo presto per le prossime mangiate.