09/05/2026
COMUNICATO DELLA FAMIGLIA CUTI
Oggi leggiamo dei titoli sulle condanne per i roghi alle nostre pizzerie.
Si parla di carcere, di imputati, di sentenze.
Ma la verità è che la condanna più pesante l’abbiamo ricevuta noi.
Noi che siamo le vittime.
Noi che da quel giorno viviamo una detenzione lavorativa fatta di debiti, sacrifici, paura e lavoro continuo per cercare di rialzarci.
Oltre 650 mila euro di danni.
Anni di lavoro distrutti.
Famiglie messe in ginocchio.
Dipendenti e attività colpite da una violenza assurda e ingiustificabile.
E sapete qual è stata la nostra colpa?
Aver detto NO.
NO all’ennesima truffa.
NO a una finta vendita del locale pensata per evitare il pagamento di affitti già pignorati a favore di un fornitore che vantava oltre 100 mila euro di crediti.
NO al fatto di diventare complici di un sistema che noi non abbiamo mai accettato.
La nostra unica colpa è stata scegliere la legalità.
E per questa scelta siamo stati colpiti, danneggiati e lasciati a raccogliere i pezzi della nostra vita.
Ma oltre ai danni economici abbiamo subito anche un’altra violenza: quella delle parole e delle insinuazioni.
Dopo gli incendi siamo finiti nella bocca di tutti.
C’era chi ci dava dei mafiosi, dei camorristi.
Chi insinuava che fossimo stati noi a incendiare i nostri locali per soldi o per le assicurazioni.
Persone che parlavano senza sapere nulla del dolore, dei sacrifici e dell’inferno che stavamo vivendo.
Mentre noi cercavamo di salvare il nostro lavoro e la dignità delle nostre famiglie, siamo stati anche costretti a sopportare fango, sospetti e cattiverie.
Oggi le sentenze raccontano una verità precisa.
E quella verità dice che noi eravamo le vittime, non i colpevoli.
Ci chiediamo allora dove sia la vera giustizia, perché chi lavora onestamente continua a pagare ogni giorno, mentre chi distrugge, truffa e approfitta sembra avere sempre una strada più semplice davanti.
Noi non chiediamo pietà.
Chiediamo rispetto.
Rispetto per chi si alza ogni mattina per lavorare onestamente.
Rispetto per chi ha perso tutto senza aver fatto nulla di sbagliato.
Nonostante tutto, continueremo ad andare avanti.
Ma nessuno venga a dirci che questa è una vittoria.
Perché chi ha subito davvero la pena più dura siamo noi.
— La famiglia Cuti