Perché il “Mirtovoglio”: il Mirtovoglio è il nome scelto in onore dell’albero del mirto, che abbiamo potuto conoscere più approfonditamente a Calasetta, in Sardegna, dove stiamo aprendo una nuova gelateria. Il Mirto è stato scelto non solo in quanto pianta tipica della Sardegna (la cui raccolta inizia simbolicamente l' 8 dicembre), ma per le sue caratteristiche che riassumono quella personalità me
diterranea propria del popolo italiano: vivace, adattabile, flessibile eppure resistente e mai il vento spezza le sue radici ben salde nella terra, una piantina generosa che offre un nettare fresco e gustoso al palato che sa apprezzarla. Nel mirto, abbiamo visto un po’ di Italia ed è per questo che per il nostro gelato, fatto dalla tradizione con i frutti della terra, lo abbiamo scelto come simbolo. Scopo del progetto: il Mirtovoglio non è frutto solo di una volontà commerciale per il gelato, ma è frutto di una volontà e di un conseguente progetto più ampio. Infatti prima di giungere a questa sintesi abbiamo voluto e vogliamo ancora ritrovare e valorizzare la bellezza e la grandiosità umile dell’artigiano, per fare ciò ci siamo dedicati tramite l’associazione Novam Vitam, il ramo culturale della nostra attività, allo studio e alla diffusione di quello che abbiamo redatto come “il manifesto spirituale dell’artigiano” per la cui spiegazione si è fatta una tavola rotonda dove la varie componenti della società civile hanno interagito e in particolare modo quella ecclesiale e quella artigiana e agricola, nella volontà e nella capacità di riconoscersi mutualmente come eredi e partecipi di una storia dalle comuni radici. Questa valorizzare dell’artigiano nella storia e nella tradizione, non può prescindere da una valorizzazione del territorio e delle sue primizie di cui l’artigiano stesso si serve per creare qualcosa di buono e di bello, che sia sempre in armonia con il creato e di riflesso in armonia con la società, che dovrebbe sempre crescere armonicamente in tutte le sue componenti per avere uno sviluppo integrale di essa e della persona che la costituisce. Sempre in movimento: la nostra attività per sviluppare e incrementare la consapevolezza che artigianato e agricoltura sono una componente fondamentale e imprescindibile della nostra cultura italiana non si ferma. Infatti a breve è in programma un'altra tavola rotonda su questo tema, partendo dalla prassi della nostra gelateria nel Lazio, la quale è costituita dall'utilizzo delle eccellenze del territorio e dal servirsi dai produttori locali (es. latte, panna etc) per poi connettersi a tutti quei documenti e studi storico-teorici che mettono in luce la genuinità e costante perseveranza nella storia che l'artigianato, l' agricoltura e la loro spiritualità hanno sulla comunità locale. Tutto ciò serve alle persone per riprendere la loro posizione centrale in questa società e in questa economia senza volto, ritrovando l'importanza di un'economia reale, un'economia che non è figlia unica e prediletta del sistema odierno, ma che invece è una espressione virtuosa delle capacità, dei talenti e della relazionalità dell'essere umano dinnanzi all'altro, al creato e alla società nel suo complesso insieme. Chi siamo:
Caterina Tessicini: studente di licenza in Beni Culturali della Chiesa, già laureata in Storia e Beni Culturali della Chiesa, presso la Pontificia Università Gregoriana. Area di interesse peculiare dei suoi studi è l'arte come presenza e guida della Chiesa nella società, vedesi la sua tesi di laurea "Architectura Docens. Virginia Tessicini: studente di licenza in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana, già laureata nella facoltà di Scienze Sociali, in cui ha appreso i fondamenti della Dottrina sociale della Chiesa, ha poi proseguito i suoi studi nella facoltà di Storia e Beni culturali della Chiesa, ottenendone il Baccelleriato. Area di interesse peculiare dei suoi studi è il Cattolicesimo e i suoi modelli socio-economici nel XIX secolo.