02/01/2024
Che differenza c’è tra il divertimento di due bambini di oggi e di ieri?
«La domenica io andavo a messa ma non vedevo l’ora di andare al bar a giocare a flipper o a calciobalilla. Mi bastava, era bellissimo. Oggi purtroppo viviamo in una società sempre più veloce, che pretende risultati immediati. Però l’uva arriva una volta l’anno. E se la vuoi buona devi aspettare, devi curare la vite, arare il terreno, dargli acqua, proteggerla della grandine... La natura ha un suo corso e noi facciamo parte della natura. Si esagera con le aspettative nei confronti dei ragazzi e i ragazzi lo sentono. Si chiede loro di vincere, di avere successo, di essere sempre competitivi. Queste attese sono un fardello pesante su spalle in formazione. I ragazzi se le caricano addosso e, siccome non tutti ce la possono fare, si diffondono disagio, stress, insicurezza, senso del fallimento, ansia. Il tempo della vita, anche nello sport, va vissuto, non consumato».
E la televisione?
«Indubbiamente l’avvento di un’offerta così massiccia, il vedere calcio continuamente, non aiuta. Quando hai voglia di un buon dolce ma puoi mangiarlo tutti giorni, alla fine ti stanchi. C’è bisogno del desiderio, c’è bisogno dell’attesa. In tutto. Ma la televisione e i social, se fatti bene, possono aiutare a trasmettere il bello del calcio, i valori positivi, la voglia di giocare».
-Alessandro Del Piero