14/07/2026
Ai clienti esigenti , ai clienti che credono di essere al fast food , a quelli che non hanno tempo di godersi un ora in più di relax in una giornata di riposo , ai clienti che : "quanto c'è da aspettare ?"....
Luglio. Agosto. Sempre.
Nel cuore di un’estate qualsiasi,
quattro pareti si stringono come pugni.
Dentro, l’aria non gira.
Non si sente vento, solo il respiro pesante delle macchine, il rantolo dei motori, il fumo che cuoce anche l’ombra.
La temperatura è 70 gradi.
Costante.
Senza tregua.
I metalli bruciano, le mattonelle sudano, le superfici non raffreddano mai.
Tutto vibra di caldo come se il tempo stesso fosse in ebollizione.
L’aria sa di olio esausto e umidità intrappolata.
Il silenzio non esiste: solo clangori, vapori, allarmi che squillano e il ticchettio di un orologio che non fa sconti.
Non importa quanti zeri abbia la busta paga.
Non importa quanto si guadagni.
A quelle condizioni, qualcosa si spezza ogni giorno.
La respirazione cambia.
La lucidità si arrugginisce.
Il sistema nervoso si stringe come un elastico sotto sforzo.
E non torna più come prima.
Non è un lavoro.
È un lento incendio dentro al corpo.
Tutti parlano di stelle.
Ma nessuno parla di quanto i cuochi trasmettono
con la loro professione.
Mentre Tutti si divertono..
Ma nessuno racconta la fornace da cui si guarda il cielo.