26/07/2026
Italia D'Amaro
Per molti qualcosa da temere, per altri un segreto da custodire, per altri ancora una piacevole scoperta.
Da qualsiasi punto di vista lo si voglia approcciare, il gusto amaro è certamente quello che meglio identifica la tradizione alimentare italiana.
Se buttassimo uno sguardo alle cucine del nostro passato, da quelle nobiliari dell'aristocrazia a quelle di una semplice casa popolare, non potremmo non notare similitudini (seppur in diversa quantità ed utilizzo) tra le numerose varietà di verdure, erbe spontanee, radici ed agrumi amari.
Nessun'altra cultura europea può vantare una ricchezza così variegata di vegetali ed un profondo legame con essi.
Per secoli abbiamo imparato a riconoscere, raccogliere e lavorare le materie della terra fino ad integrarle perfettamente nel nostro gusto ed elevarle a vero e proprio patrimonio della cucina "made in Italy".
Nonostante ciò, la tendenza nel tempo è stata quella di smussare e rimodellare le peculiarità dell'amaro per cercare di renderlo più "facile" e "vendibile" ad una società dei consumi che rischiava così di smarrire la propria identità.
È sicuramente grazie al fascino con cui riesce a rimodellarsi sul nostro palato, aumentando la soglia di apprezzamento di sé stesso e alla sua capacità di fungere da catalizzatore in grado di far cogliere sfumature altrimenti non percepibili che ancora oggi l'amaro mantiene la leadership del gusto italiano.
Amare l'Italia è amare l'amaro.
Pomodoro disidratato farcito con strattu a sottolineare connotazioni amare inusuali in un'ambiente solitamente acido-dolce e umami.
Crema di Pannerone Lodigiano di Caseificio Carena sopra una crema di pane e partenio.
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