Mater Turismo Eco Rurale

Mater Turismo Eco Rurale MATER - Mare, Agricoltura e TurismoEcorurale, nella Riserva Marina dello Stato di Torre Guaceto (BRI

MATER: Mare - Agricoltura -Turismo - Eco-Rurale, si trova nell'area agricola della Riserva di Torre Guaceto (BRINDISI), in una posizione privilegiata tra campagna e mare. Il progetto nasce dall'esigenza di unire un'attività di turismo rurale con un nuovo approccio alla progettazione, la "PERMACULTURA"; in questo modo siamo in grado di provvedere ai nostri fabbisogni, evitando ogni forma di sfruttamento ed inquinamento dell’Ambiente. Per valutare l’impatto sull’ambiente usiamo il metodo dell’impronta ecologica . Il funzionamento di tutti i sistemi, ogni singola attività umana, in definitiva, la vita complessiva del centro (considerato come un vero e proprio organismo vivente), avvengono nel rispetto di un vincolo assoluto: impronta ecologica minore o al massimo uguale all’estensione territoriale a disposizione. Il nostro scopo è prenderci cura della terra, ridurre al minimo l'intervento umano ed accompagnare il processo naturale delle piante e per questo motivo abbiamo realizzato un orto sinergico per l'auto consumo, un progetto di reintroduzione della Biodiversità in opposizione alle monoculture intensive, una Food Forest, una piantagione di Aloe Vera. MATER-metterà a disposizione la propria struttura a turisti, viaggiatori, studenti, a chiunque voglia trascorrere una vacanza ecologica e formativa. Gli ospiti godranno inoltre degli effetti benefici di abitabilità degli spazi prodotti dal recupero del fabbricato in chiave di BIOARCHITETTURA . Nella disposizione degli ambienti sono stati applicati i principi della disciplina VASTU, un concetto olistico dell'Architettura, dove la qualità di un luogo è definita dalla natura circostante; inoltre l'impiego di materiali naturali e di tecniche di costruzione tradizionali rendono la casa accogliente e rilassante.

11/09/2026

 Oggi semplicemente così, Montella in Provincia Di Avellino 

11/09/2026

C’è stato un tempo in cui la 𝗰𝗮𝗿𝗿𝘂𝗯𝗮 non era una curiosità da riscoprire, ma era normalmente presente nelle campagne siciliane. Un baccello scuro, duro, lucido, da sgranocchiare lentamente, con quel sapore dolce che ricorda il cacao, il miele, il caramello. Non a caso la chiamavano il 𝗰𝗶𝗼𝗰𝗰𝗼𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝗶: si trovava sugli alberi quando il cioccolato vero era un lusso.

Il carrubo, soprattutto nella Sicilia sud-orientale tra 𝗥𝗮𝗴𝘂𝘀𝗮, 𝗠𝗼𝗱𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗜𝗯𝗹𝗲𝗶, è un albero antico e testardo: resta verde anche quando la campagna sembra bruciata dal sole, fa ombra, resiste alla siccità e per generazioni ha dato frutti, mangime, farina e sciroppi.

Dentro la carruba ci sono anche i semi, 𝗶 𝗳𝗮𝗺𝗼𝘀𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗮𝘁𝗶, legati alla pesatura delle pietre preziose. E già questo basterebbe per fermarsi a raccontare un’altra storia interessantissima: un frutto povero che ha dato il nome alla misura della ricchezza.
Oggi la carruba è molto meno presente sulle nostre tavole, anche se un suo derivato si nasconde in tanti alimenti con la dicitura 𝗘𝟰𝟭𝟬, usato come addensante.

Ma forse proprio per questo ha ancora più fascino. Perché racconta una Sicilia pratica, contadina. Una Sicilia che sapeva trasformare anche un baccello duro come il legno in qualcosa da mordere, usare e trasformare.

La carruba si raccoglie tra fine agosto e inizio settembre. E per questo oggi le abbiamo voluto fare un piccolo omaggio.

11/09/2026

Guida visiva alle varietà di pomodoro per l'orto.

Sedici pomodori italiani, divisi per come li userai. Scegliere bene la varietà prima di piantare fa risparmiare delusioni e moltiplica il raccolto. L'immagine li riassume, ma ci sono due cose che in una griglia non entrano, e contano più di tutto.

La prima: determinato o indeterminato? È la differenza più importante da capire prima di piantare. I determinati (Roma, Principe Borghese) crescono fino a un'altezza fissa, danno i frutti tutti insieme in poche settimane e sono perfetti per fare la conserva in un colpo solo. Vogliono poco sostegno. Gli indeterminati (San Marzano, cuore di bue, costoluto) non smettono mai di crescere e producono frutti scaglionati per mesi, ma vogliono un tutore alto e la scacchiatura costante delle femminelle. Questa scelta decide come sarà la tua estate nell'orto.

La seconda: le varietà antiche rendono meno dei moderni ibridi, ma il sapore non ha confronto. Cuore di bue, costoluto fiorentino, piennolo: danno meno chili, ma dedica loro le aiuole migliori, pieno sole e acqua controllata, e capirai perché resistono da generazioni.

Le sedici, per uso.

Da insalata (indeterminati, tondi e grandi): cuore di bue, costoluto fiorentino, marmande, e i piccoli ciliegino, datterino, Pachino, pomodoro giallo a pera, e un nero da insalata.

Da salsa e conserva: San Marzano DOP, il re, allungato e con pochi semi, l'unico ammesso per la vera pizza napoletana; Roma, determinato, ideale per la conserva in blocco; Principe Borghese, piccolo e determinato, il classico da essiccare; Piccadilly, dolce e a buccia sottile.

Da serbo, che si conserva appeso: il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, buccia spessa, si raccoglie tardi e resta appeso a grappolo per mesi senza rovinarsi.

La regola: pianta più varietà insieme. Diversifichi il raccolto, riduci i rischi e hai il pomodoro giusto per ogni piatto. 🍅🌱🇮🇹

11/09/2026

Aiuta gli impollinatori: come creare stazioni d'acqua sicure nel tuo giardino. 🐝

In piena estate, l'acqua è per gli impollinatori un problema di sopravvivenza. Una ciotola d'acqua senza punti di appoggio può trasformarsi in una trappola — le api e le farfalle annegano in acqua liscia senza riuscire ad aggrapparsi.

Quattro soluzioni che funzionano:

1. Ciottoli o biglie di vetro — disposti in una ciotola bassa con poca acqua: gli insetti atterrano sulla superficie solida e bevono senza rischio di annegare. Ideale per api mellifere e farfalle come l'occhio di pavone e la cedronella.

2. Spugna umida — posata su un piattino con acqua: assorbe l'umidità e la rilascia gradualmente. Perfetta per le api solitarie e i sirfidi, che preferiscono fonti di acqua piccole e stabili.

3. Ramo ruvido inclinato — appoggiato all'interno di un barattolo o di una ciotola profonda: funziona come rampa di risalita per le farfalle che si avvicinano a bere e per i rospi che potrebbero cadere dentro.

4. Sabbia bagnata o fango — in una ciotola bassa: i bombi e le api murarie non bevono solo acqua — raccolgono anche il fango umido per costruire e sigillare i loro nidi.

⚠️ Evita l'acqua libera in contenitori a pareti lisce senza appoggi: intrappola e annega gli insetti.

Una ciotola bassa, una manciata di ciottoli, un angolo leggermente umido — basta questo per tenere vivi gli impollinatori del tuo giardino durante una settimana di caldo. 🌿

11/09/2026
11/09/2026

La Tartaruga e il Suo Guscio: Un Mito da Sfatare

Nei cartoni la tartaruga esce dal guscio come da una casetta. Nella realtà è impossibile: il guscio è parte viva del suo corpo. Protagonista di oggi, la Tartaruga di Hermann (Testudo hermanni), la specie terrestre italiana.

IL MITO:
Una tartaruga non può uscire dal guscio, né crescendo né in alcun altro modo. Non è un rifugio che indossa: è il suo scheletro.

I FATTI:

Il guscio è osso vivo, non una corazza staccabile
È formato da oltre 50 ossa, tra cui vertebre e costole fuse tra loro
Contiene nervi e vasi sanguigni: la tartaruga lo sente
Le ossa di spalle e bacino stanno all'interno della gabbia costale, una rarità unica dei cheloni
La tartaruga cresce insieme al suo guscio
Rimuoverlo sarebbe fatale

L'ANALOGIA GIUSTA:
Una tartaruga "indossa" il guscio come tu indossi la gabbia toracica: è parte integrante del corpo.

SPECIE PROTETTA:
La Tartaruga di Hermann è tutelata da Convenzione di Berna, Direttiva Habitat e CITES. Detenzione e cessione richiedono la documentazione CITES.

Indirizzo

Strada Per Baccatani I°traVia Sx N. 14
Brindisi
72100

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