03/07/2026
Questa sera si terrà l’ultimo appuntamento di Aperitivo In Consolle.
Una serata suppletiva, eppure legittima visto che se n’erano concordate sei, ed essendo questa di fatto la sesta. Ha sparigliato le carte la prima serata formalmente non “consumata” per il sacrosanto lutto cittadino tributato a Carlin Petrini.
Uno dei locali che nel dibattito interno (fra locali) sull’opportunità di farla o no – quest’ultima suppletiva serata che pure suppletiva non è – aveva votato per sì, non sarà aperto.
StaBräu non sarà aperto per un’infinità di motivi, dei quali la maggior parte hanno a che fare con l’emotività e lo struggimento generato dall’immane tragedia che ci ha sconquassato.
Ma poi, in fondo in fondo, in calce a quest’infinità di motivi emotivi, c’è una ragione grossa come una casa e talmente incombente da prendere il sopravvento, sul perché Stabrau starà chiuso questa sera: perché StaBrau era Marco e senza Marco StaBRau non è. Fino a oggi la sinergia è stata così embrionale da darla per scontata. Ma oggi tocca farci i conti.
Aperitivo in Consolle volge al termine con una serranda abbassata, che forse mai in un’assenza così fragorosa è stata al centro del tutto.
A fianco ci siamo noi, due numeri civici dopo.
E Caffè Boglione onorerà l’impegno e i patti.
Anzi, diciamolo meglio, a scanso di equivoci.
Caffè Boglione sarà aperto perché ha deciso di stare aperto, per l’ultima serata di Aperitivo in Consolle, senza arrogarsi coccarde di nobiltà d’animo; per ragionamenti che nulla hanno a che fare con impegni o patti e men che mai ci sogneremmo di scrivere “perché Marco avrebbe voluto così”.
Per quel poco o tanto che conoscevamo Marco l’unico omaggio che gli possiamo autenticamente tributare è la presa d’atto della sua surreale indecifrabilità, quasi un’adamantina inappartenenza al mondo fatta di un candore ultraterreno, non maneggiabile dagli umani. Dunque perché accanirsi oltre?
Allora saremo aperti non perché “Marco avrebbe voluto così”, ma perché così abbiamo deciso di fare noi, senza millantare neppure che sia stata una decisione difficile. Non lo è stata. Saremo a fianco di un sacco di colleghi che stimiamo e che ci hanno inondato del loro affetto e non potremmo essere meno consolati di così.
Aperitivo in Consolle, va beh, osserverà il canonico e doveroso minuto di silenzio durante la baraonda. Non abbiamo chiesto di più.
A Marco - che non c’è più - fregherà meno che niente ma non è lui quello in difficoltà.
Siamo noi. Siete un sacco di voi.
Che abbiamo bisogno di abbracci. E dunque stasera ci abbracceremo finché ne avremo bisogno.
Ben sapendo che comunque non sarà mai abbastanza.