25/06/2026
La Grande Côte di Pascal Cotat è una di quelle. Un vino che sembra ricordarti che il tempo è ancora il più grande ingrediente di una bottiglia.
Ogni tanto qualcuno mi chiede cosa ci sia di speciale in certi vini. La risposta, quasi mai, è dentro il bicchiere. È nel cammino che ti porta fin lì.
Arrivare a certe bottiglie richiede gli stessi gesti con cui si costruiscono le cose che contano davvero: sacrificio, dedizione, studio, pazienza. Richiede imparare ad aspettare, ad ascoltare più che parlare, a mettere da parte l’urgenza di possedere per coltivare il desiderio di capire.
Per questo il vino, almeno per me, non è mai stato un business. Assomiglia molto di più a una forma di meditazione. A un mestiere antico che ti insegna il valore del silenzio. A un’opera d’arte che non si contempla con gli occhi, ma con il tempo.