14/11/2025
Ortensia e l'isteria
La mia signora e io andiamo a fare la spesa negli stessi supermercati della zona. Ne possiamo visitare anche tre in un solo giorno, ognuno di loro ha qualcosa di diverso, con prezzi e qualità che ci aggradano. La nostra frequentazione ci ha portati a scambiare un sorriso accompagnato da un buongiorno con il personale che incrociamo tra le corsie. Passati giorni, mesi, alla fine riconosci un po' tutti e loro riconoscono noi. Con alcuni non si lega, hanno i loro cazzi per la testa e ci sta, ma siamo empatici e ci teniamo alla giusta distanza. Anzi, come loro ci mostriamo indaffarati e presi da pensieri personali, anche se non dovessimo averne.
Lucio, specialista e scaffalista del reparto uova, latte e frigo vetrine, è tra quelli più espansivi. Pensate, se arrivo alla sua corsia - mentre la mia signora è rimasta indietro per pesare e prezzare pomodori e altre verdure - a lui non sfugge che manca qualcosa. Non mi saluta nemmeno, sembra preoccupato, e chiede:
- Come mai solo?
È un intenditore, Lucio, ma non mi offende il suo interesse alla mia regina regnante, posso capirlo. Il suo appeal esotico ha fatto girare la testa per ventisei anni a me, figuriamoci a chi la incontra occasionalmente.
- Arriva, abbiamo litigato - dico. Gli butto una speranza e prendo un paio di confezioni di uova bio dallo scaffale che ha provveduto a riempire. Lui prosegue con le domande:
- Come mai prendi sempre queste? Costano di più, sono più piccole e hanno il tuorlo chiaro.
- Io rispetto la vita delle galline... - m'interrompo perché mi sembra di parlare alle galline. Lui si è distratto, è allegramente distratto. Il suo sorriso si allarga e il suo sguardo va oltre le mie spalle, parla, persino grida:
- Buongiorno!
So chi arriva, non ho bisogno di girarmi. A questo punto, dopo i convenevoli riguardi e contro saluti, io e lei proseguiamo per esplorare nuovi reparti e offerte.
Ciao Ciao, Lucio. A domani.
Ma domani è oggi, cavolo. Mi sono distratto anch'io e dico a mia moglie che dobbiamo tornare indietro per prendere altre uova. Lei mi chiede: - Perché, non te ne bastano dodici?
- Crema pasticciera, brutti ma buoni, frolla, crostata paradiso, e oggi voglio fare la carbonara, a pranzo. Ci servono - dico.
Naturalmente, Lucio, da serio lavoratore intento a rompere scatoloni di cartone vuoti, quando la rivede s'illumina.
Per non accecarmi del suo abbagliante sorriso, vado dietro di lui e prendo altre tre confezioni di uova bio, da galline allevate all'aperto e senza antibiotici. Così è scritto.
Lucio, finalmente vede anche me, sgrana gli occhi e mi fa:
- Ma cosa ci fai con tutte queste uova?
- È una lunga storia, abbiamo un bel giardino e...
- Sparpagli le uova nel giardino? - Chiede interrompendomi. La mia signora mi guarda con gli occhi aggrottati, so cosa significa: Ma che ti stai inventando? Noi viviamo in una mansarda con terrazzo.
- Macché - dico a Lucio, e continuo: - Nel giardino abbiamo un cane, due splendidi gatti, tre conigli, che vivono nella loro gabbia recintata, e Ortensia.
- Ho capito. Dai le uova agli animali e coi gusci concimi le ortensie. Ci ho preso?
- Lucio, ti pare che i conigli mangino uova? Ho detto Ortensia, no ortensie.
- Ortensia?
- Già. Ortensia è una gallina con parecchi problemi mentali. È diventata isterica, nell'ultimo periodo ci stava dando molti pensieri cattivi. Non ti nascondo che temevano il peggio.
- Oh, mi dispiace. Non sapevo. Ma cosa combinava?
- Di tutto, guarda. Al mattino è sempre la prima ad alzarsi. Comincia a razzolare per il giardino, un vermetto qui, una lu**ca là, una beccata all'erba e poi torna al suo giaciglio di paglia, si accovaccia e la vedi che si sforza. Si sforza, si sforza e alla fine si alza che sembra soddisfatta, ma...” m'interrompo perché il sorriso di mia moglie è spettacolare, le luccicano gli occhi in un modo meraviglioso.
- Ma? - Chiede Lucio interessato.
- E niente, nel suo nido non c'è l'uovo, Diomadonna. Un disastro e comincia a rompere le scatole a Zeus, il cane. Dovresti vederla, lui è lì che dorme placido e Ortensia comincia a beccarlo, e gli abbaia. Sì, gli abbaia, c***o. Lo imita anche bene. E Zeus che fa, secondo te?
- Bella questa, che fa Zeus? - dice curioso.
- Scappa subito in casa e guaisce come un cucciolo indifeso. Oh, guarda che Zeus è un rottweiler, mica un chihuahua. Non contenta, che fa, Ortensia? Se sono in giro Sherlock e Watson, i nostri gatti siamesi, li rincorre miagolando. E miagola bene, Ortensia, dovresti sentirla. I due, essendo più spicci di Zeus, si arrampicano sul pero del giardino e fanno finta di non vederla ne sentirla. Stizzita, Ortensia raspa il prato, si gira e va dai conigli: Noodles, Max e Deborah. Questi hanno già paura della loro ombra, prova a immaginarli quando Ortensia comincia a beccare la gabbia perché vuole la carota anche lei. I tre si organizzano e che fanno?
- Che cosa possono mai fare? - Dice Lucio con gli occhi sbarrati.
- L'immaginabile. Si mettono insieme e, mentre uno con le zampette spinge una carota tra le sbarre della gabbia, gli altri due fanno la guardia tremando per la paura con le orecchie abbassate sul collo.
- Urka. E come pensate di risolvere questa situazione? Porterete Ortensia da uno psicologo veterinario?
- Ci siamo già stati e ci ha detto che non sa che pesci pigliare. Detto da lui, un veterinario, suona maledettamente triste: non so che pesci pigliare. O no? - dico serio.
“E bè, sì. La faccenda è preoccupante. Ma quanti anni ha Ortensia? - chiede Lucio.
“Il dodici settembre ne farà nove, sembra ieri. Avresti dovuta vederla da pulcina, era bellissima. Insieme alla sua chioccia, l'abbiamo vista nascere. È stata esuberante da subito, non appena si è liberata del guscio, si è messa sulle zampe e ha cominciato a beccare l'ortensia in giardino. Abbiamo dovuto intervenire, non sapevamo se l'ortensia fosse velenosa per le galline. L'ho afferrata e portava via ma lei ha cominciato a strillare co-co-co, non faceva pio-pio come tutti i pulcini. Mia moglie si è intenerita e ha deciso di sradicare la pianta per non fargliela mangiare. Per questo l'abbiamo chiamata Ortensia.
- C***o, che storia. E quindi, le uova, perché ne comprate così tante?
- Per scorta. Ogni mattino, dopo il verme e la lu**ca di turno, Ortensia si accovaccia per fare l'uovo e comincia a fare sforzi per farlo uscire. Quasi lacrima nel tentativo. Sapendo che è troppo vecchia per riuscirci, da dietro il nido ne infilo uno di questi che compro qui. Lei si alza, guarda che c'è l'uovo e mi dice con gli occhi: è per te. Le accarezzo la cresta e lei se ne va in giro per il giardino tutta soddisfatta. Saluta con garbo Zeus, si avvicina a Sherlock e Watson battendo un po' le ali e poi va dai conigli e li guarda con amore mentre loro sgranocchiano le carote.
- Quindi, diventa isterica quando non fa l'uovo?
- Sì – rispondo sorridendo.
Mia moglie non riesce a trattenersi, si gira e si ferma lì vicino mentre soffoca risate che sembrano colpi di tosse.
Lucio mi guarda interrogativo:
- Ha un po' di raucedine – dico a scusarla.
Lui si rilassa e gli chiedo:
- Quali sono i migliori i tortellini che esponi, secondo te?
- Questi – dice tirandoli su dal frigo vicino a mia moglie.
- Bene, quando succederà, li prenderò. Tieniti pronto che invito anche te – gli dico.
- Pronto per cosa?
- Per una cenetta a base di tortellini in brodo e Lambrusco.
- Che figata, io porto il dolce. Cosa si festeggia?
- Non ci sarà nulla da festeggiare. Sarà una cena in suffragio, speriamo il più tardi possibile, ma Ortensia ci lascerà le penne. Si dice: gallina vecchia fa buon brodo, dunque sarà ottimo per i tortellini e l'accompagneremo col Lambrusco cantando e ricordandola. Crediamo che sia il suo volere sfamarci per l'ultima volta. Mentre mangeremo, proietteremo le sue foto più belle sul muro di fronte alla tavola. Vedrai, te ne innamorerai anche tu. - Dico appoggiandogli la mano sulla spalla.
Sento tossire forte la mia signora. Dico:
- Adesso vado, l'aria fredda che c'è qui dentro, non aiuta la raucedine di mia moglie. Ciao.
- Oh, Antonio, fammi sapere.
- Contaci, Lucio.