01/05/2022
E siamo qui, doverosamente a congedarci con un saluto con tutti gli ospiti che hanno trascorso diversi momenti in un location che era sì una sfida, ma anche un progetto di riscatto dettata dalla volontà, ingenua ma caparbia, di portare qualcosa di alternativo, un concetto innovativo di ristorazione, di svago, di esperienza. Si, lo abbiamo fatto per quelle persone curiose, che apprezzano il bello, che cercano l'esperienza, che assaporano i momenti. Abbiamo creduto di potercela fare perché confidavamo nel desiderio istintivo delle persone di cercare stimoli, di guardare avanti, di concedersi ogni tanto una fuga dalla banalità.
Lo abbiamo fatto per creare un piccolo attrattore per i turisti e per noi locali. Per fare questo abbiamo coinvolto chi, da più esperto di noi, potesse portare competenze, chi lavorava in prima linea nel settore, giovani e meno giovani, paesani e non. Abbiamo avuto la sfortuna di lanciare un progetto nel periodo peggiore che un ristorante potesse attraversare, non immaginavamo nel 2019 quello che sarebbe potuto accadere da lì a qualche mese, neanche il business plan più pessimista avrebbe potuto pianificarlo, ma abbiamo lottato fino alla fine, anche contro le calunnie di alcuni colleghi che oggi con sorriso sornione commentano la disfatta, contro gli ammutinamenti sottobanco di alcuni collaboratori "amici fidati" che nella fase più dura non solo hanno mollato promesse e accordi ma ci hanno messo un carico più pesante fatto di facili critiche distruttive, contro ciarlatani vestiti da professionisti. Abbiamo visto e sentito persone dare consigli come esperti e poi finire a fare lavori che nulla hanno a che fare con l'esperienza e l'ingegno tanto decantato.
Abbiamo sbagliato, abbiamo sicuramente nella fase più dura saldato in ritardo i nostri debiti (quanti realmente sono in grado anche col tempo di farlo durante un periodo così arduo? Non sono poi così tanti, credeteci) ma abbiamo fatto di tutto per dare a ognuno il suo, tranne che a noi stessi, ma questo faceva parte del rischio di impresa e ne eravamo consapevoli dal principio. Non abbiamo mai avuto la pretesa di fare un lavoro che non ci apparteneva, seppur ci appassiona, per questo ci siamo affidati ad altre professionalità. Siamo professionisti in altri campi e abbiamo grande consapevolezza di questo. Nessuno "nasce imparato" ma in nove mesi effettivi di lavoro( quelli concessi dal governo) avevamo messo su un bel potenziale, spesso con l'incredulità di molti del settore, giocando in casa in quanto creativi di mestiere. Questo lavoro però è stato molto apprezzato, e non sono solo le recensioni a dirlo, ma i clienti che percorrevano ogni settimana anche più 100km e che continuano a inviarci richieste di prenotazione. Era un embrione che doveva completare il suo sviluppo. Non avevamo neanche la speranza di alimentare profeti in questa patria ma quantomeno eravamo cautamente ottimisti che una ventata di novità avrebbe incuriosito ma anche fatto mordere la lingua ai sostenitori che il bello esiste solo fuori dal paese. Infatti era ricorrente il commento di molti ospiti "sembra di essere a Berlino, Milano, New York", quasi a riprendere una campagna pubblicitaria di qualche anno fa sulla Basilicata. Eh si, ci siamo persi un po' tutti un'occasione. Il covid, la poca forza data dall'essere appena nati e il non avere a disposizione uno staff di famiglia (l'unica vera soluzione anti-covid), ci hanno costretto a chiudere il sipario, ma il vero rammarico sta nel ricordare su quanta cattiveria, ostruzionismo e ingratitudine abbiamo percorso questa strada.
Però non abbiamo lavorato solo con l'amaro in bocca, ma ci sono stati tantissimi momenti meravigliosi, le grandi collaborazioni con persone di talento che hanno ben percepito le potenzialità e l'onestà d'animo e intellettuale ed hanno contribuito attivamente, tra cui il nostro compianto amico Domenico Radicchi , Franca Digiorgio, Rosanna De Carlo, Paola Distasi, Anna Elena Viggiano, Cristian Miccoli, Domenico Calabrese, Barbara Lombardi, Giuseppe Marco Albano, Rocco Scattino, Tony Notarangelo, Giusy Cirigliano e tanti altri, artisti, imprenditori, professionisti locali e amici che hanno reso le nostre iniziative così particolari. Ma anche fornitori, i proprietari e gli irriducibili collaboratori che sono stati con noi fino alla fine, un ringraziamento particolare lo facciamo di piacere, uno su tutti, a Leo Rizzi e a tutti i nostri clienti che ancora oggi ricordano il Concept con "saudade"; ci rattrista ma ci inorgogliosce, in quanto loro rappresentavano il senso di questo locale. Il Concept era un aggregatore di idee, uno spazio dove gastronomia e cultura si mescolavano e si influenzavano a vicenda, era l'inizio di qualcosa che sarebbe potuto diventare davvero un grande progetto un giorno.
Vogliamo pensare che sia solo una pausa (chissà) perché come diceva qualcuno "la dignità dell'artista sta nel suo dovere di tener vivo il senso di meraviglia nel mondo".
Visitate il sito e guardate le foto su facebook, così per ricordare quanta bellezza avevamo sotto gli occhi.
Noi lo ricordiamo con tanto orgoglio e speriamo di vedere presto progetti simili da queste parti!
Grazie, arrivederci (forse presto) e buona rinascita a tutti!