19/01/2026
Cena Napoletana
“Vedi Napoli e poi muori” recita un famoso detto, attribuito allo scrittore tedesco Goethe o forse più anticamente agli stessi napoletani.
Di chiunque sia la paternità di questa frase il significato è solo uno, ovvero che la bellezza di Napoli è così straordinaria che dopo averla vista non si può desiderare altro.
Ma io includerei tutti gli altri luoghi meravigliosi della regione Campania: dalla maestosa Reggia di Caserta, alla Costiera Amalfitana, al Cilento, spettacoli mozzafiato della natura che emozionano il cuore.
Il carattere dei napoletani è sempre giocoso, festaiolo, a volte pasticcione e non sempre si sposa con la mia precisione svizzera, ma la loro simpatia si fa sempre perdonare quelle caratteristiche che sembrano “imperfezioni” agli occhi di una persona rigorosa come me.
Un aspetto sul quale invece sono in perfetta sintonia è il cibo.
Ma chi può mettere in discussione certi manicaretti che escono dalle cucine delle massaie campane?
Devo ammettere che ho imparato ad apprezzare certi sapori che prima non amavo solo intorno ai miei vent’anni, quando ho iniziato a frequentare questi luoghi.
Non mi piacevano le cime di rapa e i broccoli, invece ora ne sono ghiotta.
E pasta e patate? Mai mi sarebbe venuto in mente di associare due carboidrati in un pasto. Certo, forse i nutrizionisti non lo consiglierebbero, ma dopo averlo assaggiato mi sono convinta che merita uno strappo alla regola.
Anche i condimenti con troppo sugo rosso non erano il mio forte, invece oggi preferisco spaghetti e vongole con l’aggiunta di pomodoro, piuttosto che in bianco.
I gusti cambiano nel corso della vita, ma affinché ciò avvenga bisogna cogliere l’opportunità di assaggiare di tutto ed essere pronti ad allargare le proprie vedute.
Tra gli altri cibi tipici della Campania vi sono la famosa pastiera, gli struffoli, e l’immancabile pizza di cui Napoli è la città natale, e ovviamente molti altri ancora.
Nel salernitano, a Battipaglia precisamente, una citazione va fatta alla famosa zizzona, una grossa mozzarella di latte 100% di bufala, dal sapore intenso che dalla forma ricorda il seno femminile. Vale davvero la pena assaggiarla.
Vi sono differenze tra la cucina campana dell’entroterra, che punta più sulla pasta, la verdura e la carne e quella della costa, che presenta anche ottime ricette di mare, alcune da gustare anche come street-food, esempio il cuoppo di mare (il cono ripieno di totani, alici, gamberi, seppioline e tutto il corredo di pescato povero del giorno, che è una delle specialità più tradizionali della città).
La cucina campana è un vero e proprio viaggio tra sapori e tradizioni, con piatti che raccontano la storia e la cultura di questa regione.
Vediamo di seguito come posso organizzare una cena a tema per i miei amici napoletani.
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