05/01/2015
Eyes wide shut. Vedo e non vedo. Vedo quel che voglio vedere, sento quel che voglio sentire.
Da questa stanza vedo me stesso, ad esempio. Vedo, is setti mois; Piscina Cadeddus; pei bia Setzu. "Vedo" mio padre, mio nonno, i miei cugini e miei amici che popolavano la campagna. E che oggi, popolano i miei ricordi di bambino, ragazzino e poi, quasi, ragazzo. Sento la presenza, di persone che mi hanno fatto compagnia durante il mio cammino. Sento che la strada è ancora molto lunga. Sento, sento, sento..
Vedo, ricordo, sento.
Non ho l'esatta percezione del domani, ma avverto, che la muciglia,comunque, diventa più leggera.
Non saprei cosa immaginare. Anzi, lo so.
Mi piacerebbe, scrivere su ogni foglia, di qualsiasi, erba, arbusto o albero, una frase. La stessa: Io non mi fermo qui. La storia continua.
Nel frattempo, vedo e non vedo, che in campagna, c'è un trattore. Il suo aratro , a colpi di vomere, "ferisce" la terra. E' una piccola ferita, necessaria per propagare, non disperdere il seme.
Il maestrale, mio fratello gemello, dall'alba del 28 gennaio 1966, non scompiglia più i capelli che non ho. Rinfresca i miei pensieri, la mia mente. Mi tiene per mano. Ma il vento non è mio.
Ogni folata, vorrei condividerla, con ognuno di voi.
Facciamo da domani mattina. Buon anno, con cinque giorni di ritardo e con la voglia matta di....
Beh, questo ve lo dico domani. Ho detto ve lo dico, non ve lo scrivo. Quando le parole sono importanti, rimangono comunque.
Lasciando una sensazione, non tangibile, ma confortante. Come la tranquillità di queste lande.
La Marmilla di mezzo, ne è piena.
Abbiamo anche noi il mare della tranquillità. Dovete solo ve**re a vederlo e poi ne parliamo. Face to face, heart to heart.