29/10/2024
Il poeta Cesare Iacono Isidoro dopo un pranzo da noi insieme a moglie ed amici ci ha dedicato questa poesia.
Lo ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato e lo aspettiamo ancora.
All’ErbHosteria
Veniamo da trent’anni a desinare
(sono di più, è per rispettare il metro,
vuole l’endecasillabo contare
la giusta quantità, e io non arretro)
all’Erbhosteria qui da voi a Rofelle:
oggi alla scrivania mi impegno, impetro
la causa di pietanze buone e belle
che nascondono ben più d’un segreto
e trascendono il numero di stelle
di ogni recensore culinario.
E poi mangiare qui è un’esperienza,
menù uguale per tutti ma assai vario,
leccornie da gustare con pazienza
come sgranare i chicchi di un rosario:
non sembri blasfemia, perché qui senza
una specie di senso religioso
non val la pena forse neanche entrare,
dato che il pranzo è un rito maestoso
benché semplice, e il desco un altare
per niente indegno di un’eucaristia
in quanto viene ben da ringraziare,
quando dopo tre ore si va via,
per il cibo che ci è stato portato.
Non sarà un caso se scrittori in via
di encomi oltre il banale e puro ornato
nero su bianco abbiano detto “tempio
della cucina”* il qui adagiato
in seno all’Appennino, eccelso esempio
della migliore gioia conviviale.
Sicché, con altrettanta gioia adempio
a questo omaggio modesto ma leale:
tante volte seduti e tante alzati
dai vostri tavoli e il cerimoniale
ci fa sempre felici e appagati.
Cesare Iacono Isidoro