07/07/2017
E di dove sei?"
"Del Cilento"
"Ah Salento..."
"No, non Salento, Cilento!"
Il Cilento, quell'area geografica che è nella provincia di Salerno, ma non è Salerno, che è a poco più di un'ora dalla costiera amalfitana, ma non è costiera amalfitana, quel luogo che si può definire solo per negazioni e non attraverso definizioni, una Narnia di paeselli disseminati sulle onde dei crinali delle colline dolci come i fianchi delle sue donne dagli occhi stanchi e dai sorrisi gentili. Un luogo fermo a più di cent'anni fa, con le sue case arroccate, i suoi campanili, le fontane, le piazze che guardano il mare e le persone che si conoscono tutte, perché quelle che restano sono sempre di meno e quelle che vorrebbero tornare sempre di più. Un luogo escluso dalla modernità e allo stesso tempo più moderno e vivo delle realtà che lo circondano, dove in estate ogni sera c'è una festa, un posto in cui ballare, un canto, una melodia, una storia da ascoltare.
Dove gli uomini con i loro calli e le loro rughe profumano di terra, di fatica e della stessa sincerità di un bicchiere del loro vino "tuosto" e le donne, dai seni materni, odorano di farina, del ragù della domenica e di genuinità.
Ed è di questo che vi vorrei parlare, del posto da cui vengo, dei borghi mezzi abbandonati, delle galline nell'aia, dei fiumi ghiacciati, dei tuffi nel mare, delle scogliere aspre, del vento fresco che soffia dal mare, dei pescatori bruciati dal sole, dei templi, dei castelli, delle spiagge più belle della pen*sola che neanche noi sappiamo di avere, perché quando l'occhio si abitua, la bellezza è come se non la vedesse più. Vorrei raccontavi delle leggende, dei miti, delle storie, della storia, dei greci, dei romani, dei principi, dei briganti, della gente, dei profumi, dei sapori, ma non credo di esserne in grado, perché ogni cosa che dico mi sembra che ne escluda altre cento che potrebbero raccontare allo stesso modo o forse meglio cos'è il Cilento.