27/08/2026
Ed ecco che i giorni della vendemmia sono arrivati.
Spesso non pensiamo a tutto il lavoro che c’è dietro a una semplice bottiglia di vino. Si brinda, si beve, si dice “cin cin”, senza pensare a tutte le braccia che hanno reso possibile quel momento.
Il bello è vivere la vendemmia in prima persona. Tornare a casa con la schiena a pezzi e i vestiti da buttare. Giornate che iniziano all’alba e passano tra sudore e risate. La famiglia che si riunisce, gli amici che danno una mano, tutti insieme a fare quello che c’è da fare. Le pause snack in cui l’unico cibo a portata di mano è l’uva, così dolce da regalarti quel tanto di energia che basta per andare avanti. Giornate tra nuvole e sole, dove, giustamente, la brezza decide di non farsi sentire. Fare avanti e indietro a cercare cassette. Mettersi in coppia per finire un filare più velocemente. Caricare le cassette sul trattore e poi scaricarle di nuovo sul camion. Piccoli acini d’uva che si infilano dappertutto. Una vendemmia che a volte odi, ma che ami per tutto quello che ti dà. Che a fine giornata ti fa dormire profondamente, perché ti ha distrutto, ma ti fa anche sorridere per la soddisfazione che ti lascia. Perché non è solo vino. È tante braccia. È famiglia e amici. È fatica e lavoro.
E questa volta brindiamo a noi, ai nostri sforzi e a tutte le persone che hanno contribuito a portare sulle vostre tavole il nostro vino.
Salute a noi. E a voi, che sapete apprezzare tutto il lavoro che c’è dietro ogni bottiglia.