18/10/2026
𝐐𝐔𝐀𝐍𝐃𝐎 𝐄̀ 𝐀𝐌𝐎𝐑𝐄 𝐕𝐄𝐑𝐎, 𝐄̀ 𝐏𝐄𝐑 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄
Ci sono amori che finiscono nella vita, ma non finiscono mai dentro di noi.
Mia madre, quando ero ragazzo, mi diceva spesso, con quel suo modo di prendermi in giro che soltanto le mamme sanno avere: «Te c'hai er core a mandarino, sei sempre innamorato!». E forse aveva ragione.
Mi innamoravo facilmente. Di un sorriso, di due occhi, di un modo di parlare. A volte bastava uno sguardo, un incontro casuale, un profumo che mi passava accanto e già cominciavo a fantasticare.
Con gli anni ho capito che non tutti gli amori sono uguali. Ci sono quelli leggeri, che sembrano fatti della stessa materia delle farfalle. Arrivano, si posano per un momento sulla nostra vita e poi volano via. E ci sono quelli profondi, intensi, che ci attraversano l'anima e lasciano qualcosa che neppure il tempo riesce a portarsi via. Ma sapete una cosa? Io credo che anche gli amori più piccoli, quando sono stati sinceri, abbiano avuto un loro significato. Perché non è la durata a stabilire quanto sia stato vero un sentimento.
Ci sono persone che abbiamo frequentato per anni e delle quali oggi ricordiamo appena qualche particolare. E altre che abbiamo incontrato per poche settimane, magari per una sola estate, e delle quali ricordiamo ancora il colore degli occhi, il suono della voce, persino il profumo della pelle.
Strana cosa, la memoria del cuore. Dimentichiamo dove abbiamo messo le chiavi, cosa abbiamo mangiato tre giorni fa, qualche volta perfino il motivo per cui siamo entrati in una stanza. Ma quel sorriso di cinquant'anni fa, quello no. Quello è ancora lì, intatto.
E basta una canzone ascoltata per caso, una strada percorsa dopo tanti anni, il nome di una persona pronunciato all'improvviso, perché tutto ritorni. Non soltanto il ricordo, ritorna l'emozione. Per un istante abbiamo di nuovo diciassette, venti, trent'anni. Sentiamo quella stessa agitazione, quella felicità un po' sciocca, quel battito del cuore che allora non riuscivamo a controllare.
Poi ci guardiamo allo specchio. I capelli sono diventati bianchi, le rughe raccontano una vita intera, il corpo non è più quello di una volta. E magari sorridiamo di noi stessi. Perché dentro, per qualche secondo, eravamo tornati ragazzi. Credo che questa sia una delle cose più belle e misteriose dell'esistenza: il corpo invecchia, ma le emozioni non conoscono l'età.
Naturalmente la vita va avanti. Ci si lascia, ci si perde, si prendono strade diverse. Si incontrano altre persone, si costruiscono famiglie, si fanno figli, arrivano i nipoti. Si conoscono felicità immense e dolori che non avremmo mai immaginato di poter sopportare. E tutto questo è vivere.
Non penso che conservare il ricordo di un amore passato significhi amare meno la persona che abbiamo accanto oggi. Anzi, credo che ogni sentimento sincero abbia contribuito a renderci quelli che siamo. Noi siamo anche le persone che abbiamo amato. Siamo fatti degli abbracci ricevuti, dei baci dati, delle attese sotto un portone, delle lettere scritte e magari mai spedite. Siamo fatti anche di qualche addio che non avremmo voluto pronunciare. E forse di qualche parola che avremmo dovuto dire e non abbiamo avuto il coraggio di dire.
Mi sono domandato tante volte dove vadano a finire gli amori quando finiscono. Perché un amore può finire nella realtà, questo è evidente. Due persone possono smettere di cercarsi, di desiderarsi, perfino di riconoscersi. Ma quello che hanno provato, dove va?
Non credo scompaia. Forse rimane sospeso in un angolo della nostra memoria, come una vecchia fotografia custodita in un cassetto. La fotografia non cambia. Siamo noi a cambiare. Le persone ritratte in quell'immagine oggi saranno diverse. Avranno altri volti, altre abitudini, altre vite. Forse non saprebbero neppure più cosa dirsi incontrandosi. Eppure, in quella fotografia, continueranno a guardarsi con gli stessi occhi.
C'è qualcosa di profondamente filosofico in tutto questo. Noi siamo abituati a pensare che ciò che finisce smetta di esistere. Ma il passato non viene cancellato dal presente. È accaduto. È stato vissuto. E nessuno, neppure il tempo, può fare in modo che non sia mai accaduto. Forse l'eternità di un sentimento è proprio questa. Non la promessa impossibile che tutto rimanga uguale, ma la certezza che ciò che abbiamo vissuto davvero farà per sempre parte di noi.
Certo, bisogna anche stare attenti a non innamorarsi più dei ricordi che della vita. Perché la nostalgia è una compagna dolcissima, ma qualche volta sa anche ingannarci. Con gli anni tendiamo a ricordare i sorrisi e a dimenticare le lacrime. Conserviamo i momenti belli e lasciamo sbiadire quelli difficili. E va bene anche così, purché non dimentichiamo che la vita è quella che abbiamo davanti, non quella che abbiamo lasciato alle spalle.
Io non vorrei tornare indietro. Vorrei soltanto, qualche volta, poter attraversare per un minuto quei ricordi. Rivedere certi volti, ascoltare certe voci, sentire ancora quel batticuore. Senza cambiare nulla, senza chiedere nulla. Soltanto per poter sorridere e pensare: quanto è stato bello essere vivi anche in quel momento.
E chissà, magari da qualche parte c'è qualcuno che, ascoltando una vecchia canzone, ricorda proprio noi. Magari sorride. Magari si domanda che fine abbiamo fatto. È un pensiero che mi commuove. Perché significa che, senza saperlo, continuiamo ad abitare un piccolo spazio nel cuore di qualcuno.
E allora torno a mia madre, a quel suo «core a mandarino». Oggi penso che non fosse un difetto avere un cuore capace di innamorarsi tante volte. Forse era una fortuna. La fortuna di sapersi emozionare, di vedere bellezza nelle persone, di lasciarsi sorprendere da uno sguardo. La fortuna di non diventare indifferenti. Perché, in fondo, il contrario dell'amore non è sempre l'odio. Qualche volta è semplicemente non provare più niente.
E io, finché avrò vita, spero di continuare a emozionarmi. Davanti a un tramonto, a una canzone, a un sorriso. Davanti agli occhi della persona che amo, ma anche davanti al ricordo gentile di chi, tanti anni fa, ha attraversato la mia strada. Senza rimpianti e senza confondere il passato con il presente. Con la gratitudine di chi sa che ogni amore sincero, anche quello durato poco, gli ha regalato un pezzetto di vita.
Perché forse il vero amore non è sempre quello che resta accanto a noi per sempre. A volte è quello che, pur essendo andato via, non se n'è mai andato davvero.
E se dopo cinquant'anni un ricordo riesce ancora a farci ba***re il cuore, forse mia madre aveva ragione. Il mio cuore era proprio un mandarino. Ma ogni spicchio aveva un suo profumo, una sua stagione, una sua storia. E nessuno è andato perduto.
𝑀𝑎𝑢𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜 𝐵𝑟𝑢𝑔𝑖𝑎𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖 – 𝑅𝑢𝑔𝑎𝑛𝑡𝑖𝑛𝑜 𝑅𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎
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