Rugantino racconta

Rugantino racconta Maurizio Brugiatelli, scrittore e cuoco di Anzio, racconta Roma, cucina, storia e vita quotidiana.

Tra libri, video e ricette, ogni storia nasce dalla passione per la tradizione, la memoria e l'identitΓ  popolare.https://m.youtube.com/channel/UCXfUnau7yvTn

𝐐𝐔𝐄𝐋 π’π„ππŽππ”π„π‹π‹π€ 𝐒𝐏𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀𝑠𝑒 𝑐𝑒𝑖 π‘Žπ‘π‘π‘œπ‘”π‘”π‘–π‘Žπ‘Ÿπ‘π‘–Quando siamo piccoli,appoggiamo la testa sul seno di nostra madre.N...
28/08/2026

𝐐𝐔𝐄𝐋 π’π„ππŽ
𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐏𝐀𝐋𝐋𝐀
𝐐𝐔𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀
𝑠𝑒 𝑐𝑒𝑖 π‘Žπ‘π‘π‘œπ‘”π‘”π‘–π‘Žπ‘Ÿπ‘π‘–

Quando siamo piccoli,
appoggiamo la testa sul seno di nostra madre.
Non sappiamo ancora cosa sia la paura,
ma sappiamo giΓ  dove cercare riparo.
LΓ¬ c’è il suo calore, il battito del suo cuore,
la certezza che, finchΓ© siamo tra quelle braccia,
il mondo non potrΓ  farci male.

Poi cresciamo.

E impariamo ad appoggiare la testa sulla spalla di un amico.
Non piΓΉ per nasconderci dal mondo,
ma per dividere con qualcuno il peso della vita.
PerchΓ© certe fatiche, quando sono condivise,
sembrano fare un po’ meno male.

Poi arriva l’amore.

E allora appoggiamo la nostra testa contro quella della persona amata.
Non cerchiamo piΓΉ soltanto protezione o conforto.
Cerchiamo qualcosa di ancora piΓΉ profondo:
sentire che due vite, per un istante, possono diventare una sola.
Scambiarsi silenzi, pensieri, energia,
senza bisogno di dire niente.

Forse Γ¨ questo che ci mancherΓ  davvero
quando un giorno non saremo piΓΉ qui.

Non le cose che abbiamo posseduto.
Non i luoghi che abbiamo visto.
Non quello che abbiamo conquistato.

Ci mancherΓ  avere qualcuno su cui appoggiare la testa.

Quel seno che ci proteggeva.
Quella spalla che ci sosteneva.
Quella testa contro la nostra che ci faceva sentire amati.

PerchΓ©, alla fine,
forse tutta la vita non Γ¨ altro che questo:

cercare qualcuno
su cui poter appoggiare la testa
e sentirsi, finalmente, a casa.
π‘΄π’‚π’–π’“π’Šπ’›π’Šπ’ π‘©π’“π’–π’ˆπ’Šπ’‚π’•π’†π’π’π’Š

𝐇𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐨 π₯𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐨 π₯𝐚 𝐩𝐚𝐜𝐞.Se guardo indietro, il percorso della mia vita non assomiglia affatto a u...
24/08/2026

𝐇𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐭𝐨 π₯𝐚 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐞𝐬𝐭𝐚, 𝐨𝐫𝐚 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐨 π₯𝐚 𝐩𝐚𝐜𝐞.

Se guardo indietro, il percorso della mia vita non assomiglia affatto a una strada dritta. È stato fatto di curve improvvise, salite che sembravano non finire mai e discese così ripide che, qualche volta, ho avuto persino vergogna di me stesso.

Ho fatto scelte sbagliate. Tante. Alcune le ho pagate sulla mia pelle, altre hanno lasciato ferite che il tempo ha soltanto imparato a rendere meno dolorose. Se potessi tornare indietro, probabilmente cambierei molte cose. Ma c'Γ¨ una veritΓ  che oggi riesco finalmente ad accettare: senza quegli errori non sarei l'uomo che sono diventato.

La vita non mi ha insegnato molto quando tutto andava bene. Mi ha insegnato soprattutto quando sono caduto. Quando ho dovuto rialzarmi senza sapere se ne avessi ancora la forza. Quando davanti a me vedevo soltanto una montagna e, nonostante tutto, ho cominciato a scalarla.

Forse è proprio questo che ho imparato sulla felicità: non è una vita senza problemi. È riuscire a trovare un motivo per andare avanti mentre i problemi cercano di fermarti. È guardare una cicatrice e capire che, se è rimasta, significa che quella ferita l'hai superata.

Di ostacoli ne ho incontrati tanti. Alcuni me li ha messi davanti la vita, altri me li sono costruiti da solo. E forse ce ne saranno ancora.

Ma oggi sento qualcosa di diverso.

Dopo una vita trascorsa a comba***re, arriva un momento in cui non vuoi piΓΉ dimostrare niente a nessuno. Non cerchi vittorie, rivincite o applausi. Cominci semplicemente ad avere bisogno di pace.

Quella vera.

La pace di svegliarti la mattina senza avere conti aperti con te stesso. La serenitΓ  di guardare le persone che ami sapendo di aver finalmente capito ciΓ² che conta davvero. Il diritto di camminare senza dover sempre correre, senza altre ripide salite e soprattutto senza quelle vergognose discese nelle quali, troppe volte, non riconoscevo piΓΉ me stesso.

Non so quanto sia ancora lunga la strada davanti a me. Nessuno puΓ² saperlo.

So perΓ² che vorrei percorrerla diversamente.

Con meno rabbia e piΓΉ gratitudine.
Con meno rimpianti e piΓΉ consapevolezza.
Con meno paura di ciΓ² che verrΓ  e piΓΉ attenzione per ciΓ² che ho oggi.

Non voglio cancellare il mio passato. Sarebbe come cancellare una parte di me.

Voglio semplicemente lasciarlo finalmente al suo posto: dietro di me.

PerchΓ© forse il traguardo piΓΉ importante di una vita non Γ¨ poter dire β€œnon ho mai sbagliato”.

È arrivare, dopo essere caduti mille volte, a guardarsi allo specchio e poter dire:

β€œHo sbagliato, ho sofferto, sono caduto. Ma sono ancora qui. E adesso non cerco piΓΉ una vita perfetta. Cerco soltanto una vita in pace con me stesso.”
π‘€π‘Žπ‘’π‘Ÿπ‘–π‘§π‘–π‘œ π΅π‘Ÿπ‘’π‘”π‘–π‘Žπ‘‘π‘’π‘™π‘™π‘–

Iscrivetevi al mio canale YouTube πŸ‘‡
22/08/2026

Iscrivetevi al mio canale YouTube
πŸ‘‡

Benvenuti su Rugantino Racconta. Io sono Maurizio Brugiatelli, cuoco, scrittore e grande appassionato di calcio. In questo canale parleremo di cucina, calcio, attualitΓ , tradizioni, libri e storie di vita. Uno spazio dedicato al confronto, alle idee e alle esperienze, senza urlare e senza schierame...

π‚π’πšπ¨ π‚πšπ©π’π­πšπ§π¨ 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐒𝐞 𝐩𝐞𝐫 π₯𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐒𝐨𝐧𝐒 𝐜𝐑𝐞 𝐜𝐒 𝐜𝐒 𝐑𝐚𝐒 𝐝𝐚𝐭𝐨Ci sono campioni che ricordi per quello che hanno vinto.E poi c...
18/08/2026

π‚π’πšπ¨ π‚πšπ©π’π­πšπ§π¨ 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐳𝐒𝐞 𝐩𝐞𝐫 π₯𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐒𝐨𝐧𝐒 𝐜𝐑𝐞 𝐜𝐒 𝐜𝐒 𝐑𝐚𝐒 𝐝𝐚𝐭𝐨

Ci sono campioni che ricordi per quello che hanno vinto.

E poi ce ne sono altri che, senza nemmeno accorgertene, entrano nella tua vita. Si prendono un posto nei tuoi ricordi, nelle domeniche passate davanti alla televisione, nelle voci di tuo padre o di tuo nonno. E quando se ne vanno, ti accorgi che insieme a loro se ne va anche un pezzetto della tua storia.

Varenne era uno di questi.

Il Capitano se n’è andato a 31 anni.

E oggi parlare delle sue vittorie, dei record, dei milioni conquistati sembra quasi inutile. PerchΓ© Varenne, almeno per quelli della mia generazione, non era soltanto un cavallo da corsa.

Era un appuntamento. Era un rito. Era famiglia.

Bastavano poche parole:

Β«Oggi corre Varenne.Β»

E improvvisamente bisognava trovare un televisore.

Lo ricordo nei bar, con la gente che smetteva di parlare quando partiva la corsa. Lo ricordo nelle case, con qualcuno che magari di ippica non capiva assolutamente nulla, ma rimaneva comunque lì a guardare.

PerchΓ© quando correva lui non serviva essere esperti.

Lo capivi.

Capivi che stavi guardando qualcosa di diverso.

Negli ultimi metri succedeva una cosa bellissima: la gente si alzava in piedi. Qualcuno urlava. Qualcuno stringeva i pugni. Nei bar perfetti sconosciuti finivano per abbracciarsi.

E per qualche minuto non esistevano piΓΉ scommesse, quote o schedine.

C'era soltanto quel cavallo baio che sembrava volare sulla pista.

E noi che volavamo insieme a lui.

Varenne ha fatto qualcosa che pochissimi campioni riescono a fare: ha portato il suo sport fuori dal proprio recinto.

Ha fatto conoscere il trotto a chi non era mai entrato in un ippodromo. Ha fatto pronunciare il suo nome nelle case, nei mercati, nei bar. Ha fatto sentire un intero Paese orgoglioso davanti alle sue imprese in Francia, in America, ovunque andasse.

Sessantadue vittorie.

Record.

Trofei.

Milioni.

Numeri straordinari, certo.

Ma oggi quei numeri raccontano soltanto una piccola parte della sua storia.

PerchΓ© il vero record di Varenne non lo troveremo scritto in nessun albo d’oro.

Il suo record siamo noi.

Siamo tutti quelli che, almeno una volta, hanno gridato il suo nome davanti a un televisore.

Siamo quelli che sentendo ancora oggi la parola Varenne tornano per un attimo indietro di venticinque anni.

E magari rivedono una casa che non c'Γ¨ piΓΉ.

Un bar che ha chiuso.

Un padre, un nonno, un amico che oggi non c'Γ¨ piΓΉ.

Ecco perchΓ© certe notizie fanno piΓΉ male di quanto immagini.

PerchΓ© non stai salutando soltanto un grande cavallo.

Stai salutando un pezzo della tua vita.

Oggi nella sua stalla c'Γ¨ silenzio.

Non sentiremo piΓΉ quegli zoccoli ba***re sulla terra. Non vedremo piΓΉ quella sagoma elegante lanciarsi verso un traguardo.

Ma alcune corse non finiscono quando si supera il palo.

Continuano nella memoria.

E allora voglio immaginarlo così.

Senza briglie.

Senza cronometri.

Senza piΓΉ un traguardo da raggiungere.

Una pista infinita davanti e tutta l'aria del mondo nei polmoni.

Corri, Capitano.

Corri ancora.

Noi, come allora, restiamo qui a guardarti.

E magari, proprio negli ultimi metri, ci alzeremo ancora una volta in piedi.

Grazie Varenne.

I campioni si applaudono quando vincono.

Le leggende, invece, ce le portiamo dentro per tutta la vita.
❀️
Maurizio Brugiatelli

π€πππˆ πŸ•πŸŽ πƒπˆπ€πŒπŽπ‚πˆ 𝐃𝐄𝐋 π“π”π‘†π‘‘π‘œπ‘Ÿπ‘–π‘’ 𝑑𝑖 π‘π‘Žπ‘Ÿ π‘Žπ‘šπ‘–π‘π‘– 𝑒 π‘β„Žπ‘–π‘Žπ‘π‘β„Žπ‘–π‘’π‘Ÿπ‘’ π‘£π‘’π‘Ÿπ‘’ Quando la piazza aveva un nome, un cognome e un soprannomeC...
05/08/2026

π€πππˆ πŸ•πŸŽ πƒπˆπ€πŒπŽπ‚πˆ 𝐃𝐄𝐋 𝐓𝐔
π‘†π‘‘π‘œπ‘Ÿπ‘–π‘’ 𝑑𝑖 π‘π‘Žπ‘Ÿ π‘Žπ‘šπ‘–π‘π‘– 𝑒 π‘β„Žπ‘–π‘Žπ‘π‘β„Žπ‘–π‘’π‘Ÿπ‘’ π‘£π‘’π‘Ÿπ‘’

Quando la piazza aveva un nome, un cognome e un soprannome
C’era un tempo in cui la vita non passava attraverso uno schermo da cinque pollici, ma attraverso la porta a vetri di un bar o la tenda a striscette di plastica di un barbiere. Negli anni Settanta, nei quartieri popolari di Roma, quei posti non erano semplici attivitΓ  commerciali: erano il centro del mondo. Il nostro mondo.
In quelle stanze si consumava la quotidianità con un rito lentissimo e solenne. Erano, per certi versi, territori quasi esclusivamente maschili. Le donne entravano veloci: il tempo di prendere una bottiglia di latte, un sfilatino di pane, fare un gettone per la cabina telefonica o saldare una bolletta al bancone. Poi tornavano ai loro impegni. Noi no. Noi restavamo lì, ancorati alle sedie di formica o poggiati con i gomiti sul banco di zinco, come se non ci fosse un altro posto al mondo in cui valesse la pena stare.
Il bar era la nostra universitΓ  della strada. Non servivano lezioni per imparare come andava il mondo, bastava ascoltare. Si parlava di tutto con una passione furibonda: di politica, del lavoro che mancava o di quello che ti spezzava la schiena, di una Roma che faceva sognare o disperare. Il Messaggero e il Corriere della Sera passavano di mano in mano finchΓ© la carta non diventava trasparente. Ognuno leggeva un titolo e lanciava una sentenza, ci si divideva in fazioni irconciliabili per poi ritrovarsi cinque minuti dopo a ridere. E poi, immancabilmente, si arrivava a parlare di ragazze. Lo si faceva con quella leggerezza un po’ sfacciata e incosciente dei vent’anni, quando eri convinto che il futuro fosse una porta spalancata e il mondo un posto ancora tutto da conquistare.
Se il bar era l’universitΓ , la bottega del barbiere era il salotto di casa. LΓ¬ l'orologio smetteva ufficialmente di funzionare. Ci andavi per spuntare i capelli o per una rasatura, ma sapevi giΓ  che saresti rimasto un’ora in piΓΉ solo per il gusto di stare ad ascoltare. C’era l’odore inconfondibile della brillantina, del talco, del dopobarba economico e del fumo di sigaretta. C’era sempre qualcuno che raccontava una barzelletta mai sentita prima, chi rievocava per la centesima volta gli aneddoti del servizio militare e chi ridisegnava la formazione della domenica come se fosse il commissario tecnico. E poi, sul tavolino basso mezzo sgangherato, tra le riviste sportive, c’erano loro: Men, Pl***oy, le riviste per adulti nascoste ma non troppo. Per noi ragazzi avevano il sapore elettrizzante del proibito. Bastava sfogliarne una al volo, mentre il barbiere spazzolava il collo di un cliente, per sentirsi improvvisamente grandi, quasi uomini.
A ripensarci oggi fa sorridere. Quelle immagini che allora custodivamo come un segreto quasi sacrilego, oggi scorrono senza filtro in prima serata in televisione o compaiono con un banale tocco del pollice sullo schermo di uno smartphone. È cambiato tutto, inutile negarlo. E non ha nemmeno senso fare i moralisti e dire se sia meglio o peggio: è semplicemente cambiato il modo di stare al mondo.
Ma quello che stringe davvero la gola, quando ti fermi a ricordare, non sono le riviste vietate o quei discorsi leggeri da spogliatoio. È il tempo.
Ci manca il tempo. Il lusso irripetibile di sedersi senza la frenesia di dover fare qualcosa, di guardarsi negli occhi per davvero, di affrontare una discussione accesa, perfino di litigare per una sciocchezza e poi chiuderla lΓ¬, con una pacca sulla spalla e un caffΓ¨ pagato al banco. Ci manca l'appartenenza a una comunitΓ  fatta di carne e ossa, di persone che vivevano la strada, le piazze, le botteghe del quartiere. Un mondo dove nessuno era un nickname, un profilo o un’immagine virtuale, ma tutti avevano un nome, una storia, una famiglia e, quasi sempre, un soprannome che ti restava cucito addosso per tutta la vita.
Il vero lusso che abbiamo lasciato per strada non Γ¨ la giovinezza, ma la capacitΓ  di sentirci parte di qualcosa di umano. PerchΓ© un bar o una bottega da barbiere non erano soltanto mura e mattonelle. Erano le fondamenta dei nostri giorni. E noi, senza neanche accorgercene, seduti su quelle sedie di formica, stavamo scrivendo i ricordi piΓΉ belli che oggi ci strappano un sorriso e un pizzico di nostalgia.
π‘€π‘Žπ‘’π‘Ÿπ‘–π‘§π‘–π‘œ π΅π‘Ÿπ‘’π‘”π‘–π‘Žπ‘‘π‘’π‘™π‘™π‘–

π‹πš 𝐦𝐒𝐚 π›πšπ₯𝐞𝐧𝐚 π›π’πšπ§πœπšHo ripreso in mano, dopo tantissimi anni, la storia del Capitano Ahab. Lui ha speso l'esistenza a in...
04/08/2026

π‹πš 𝐦𝐒𝐚 π›πšπ₯𝐞𝐧𝐚 π›π’πšπ§πœπš

Ho ripreso in mano, dopo tantissimi anni, la storia del Capitano Ahab. Lui ha speso l'esistenza a inseguire la sua balena bianca, con la rabbia negli occhi e il vuoto nel cuore. Io, invece, con la mia ho imparato a conviverci.
Credo che prima o poi succeda a tutti di vederne spuntare una all'orizzonte. Non ha sempre il colore dell'oceano e nemmeno la stazza di un mostro marino. A volte ha la forma silenziosa di un dolore che ti porti dietro fin da bambino; altre volte ha il volto di una paura, di una malattia improvvisa, di un torto subito o di un sogno che sembrava a un passo e poi Γ¨ svanito.
La mia balena bianca ha cambiato maschera molte volte.
La prima volta l'ho incontrata che ero solo un ragazzino. La separazione dei miei genitori mi mise davanti a una verità spietata: la vita non è quasi mai quella che ti avevano raccontato nelle favole. È stato lì che ho capito, troppo presto, che diventare grandi significa soprattutto imparare a camminare insieme alle proprie ferite, senza lasciarsi fermare dal dolore.
Poi, negli anni, sono arrivate altre tempeste. La malattia, con quel carico di domande che restano sospese nell'aria e quelle paure che non ti fanno dormire. I momenti in cui i conti non tornavano, l'acqua arrivava alla gola e tutto sembrava remare dalla parte sbagliata. Le notti passate a fissare il soffitto, a chiedermi cosa ne sarebbe stato del domani.
Eppure, persino nel buio piΓΉ fitto, ho sempre trovato uno appiglio. Un motivo per ti**re dritto.
Sta tutta qui la differenza tra me e Ahab. Lui ha trasformato la sua caccia in un'ossessione, fino a farsi inghiottire dall'abisso. Io no. Io ho capito che le nostre balene non si battono con l'odio o con la foga. Si affrontano a muso duro, sì, ma con la pazienza, con la dignità di chi non si piega e, quando ci si riesce, anche con un pizzico di ironia. Con un sorriso.
La mia ancora di salvezza è sempre stata la vita vera, quella fatta di affetti. Mia moglie, la mia fortezza da quasi cinquant'anni. Le mie figlie, i miei nipoti che portano la luce dove prima c'era ombra, e quegli amici rari che ci sono sempre stati. È a loro che guardo quando il mare s'ingrossa: sono loro a ricordarmi perché vale sempre la pena di stringere i denti e tenere il timone saldo.
Oggi non so quale altra balena mi sbarrerΓ  la strada domani. Nessuno di noi puΓ² saperlo. Ma una cosa la so con certezza: non permetterΓ² a nessuna mareggiata di portarsi via la mia voglia di vivere, di voler bene, di ridere e di raccontare.
PerchΓ© la nostra storia non la scrivono le tempeste che ci travolgono, ma la rotta che decidiamo di mantenere mentre ci siamo dentro.
Le balene bianche continueranno a fare la loro comparsa. È il prezzo del viaggio, vale per tutti. L'essenziale è non consegnare mai a loro la bussola della nostra vita.
Io, intanto, continuo a navigare.
Con qualche ruga in piΓΉ a solcarmi il viso, con molte cicatrici cucite nell'anima, ma con la stessa identica curiositΓ  del primo giorno. PerchΓ© finchΓ© c'Γ¨ un alba da vedere, ogni giorno regalato Γ¨ un giorno benedetto per vivere, per abbracciare chi amo e per raccontare un'altra storia.
La mia. Che poi, a guardar bene, somiglia un po' a quella di tutti noi.
π‘€π‘Žπ‘’π‘Ÿπ‘–π‘§π‘–π‘œ π΅π‘Ÿπ‘’π‘”π‘–π‘Žπ‘‘π‘’π‘™π‘™π‘–

27/07/2026

πŸŽ™οΈ Ogni giorno vi racconto la Roma con passione, senza slogan e senza seguire il coro. Solo analisi, notizie, opinioni e tanto amore per questi colori.

Se anche tu vivi la Roma 24 ore su 24, entra a far parte della nostra comunitΓ !

πŸ”΄πŸŸ‘ Segui Rugantino Racconta
πŸ‘ Lascia un like
πŸ’¬ Dimmi cosa ne pensi nei commenti
πŸ”” Iscriviti al canale YouTube e attiva la campanella per non perdere nessun aggiornamento.

Forza Roma, sempre! β€οΈπŸ’›

Santiago Castro Γ¨ davvero il primo grande colpo della Roma?Il mercato giallorosso entra nel vivo e ci sono novitΓ  import...
27/07/2026

Santiago Castro Γ¨ davvero il primo grande colpo della Roma?
Il mercato giallorosso entra nel vivo e ci sono novitΓ  importanti.
Nel nuovo video analizziamo: βœ… La situazione Santiago Castro. βœ… Le ultime mosse di Tony D'Amico. βœ… Il nome nuovo che potrebbe infiammare il mercato: Gabriel Martinelli dell'Arsenal. βœ… La strategia della Roma per consegnare a Gasperini una squadra pronta a lottare su tutti i fronti.
πŸ™ Grazie di cuore! In pochi giorni abbiamo superato i 100 iscritti su YouTube e continuiamo a crescere grazie al vostro sostegno.
πŸ’¬ Secondo voi Martinelli sarebbe il colpo ideale per la Roma? Oppure puntereste su un altro esterno?
πŸ‘‡ Trovate il link al video nei commenti.
https://youtu.be/O-WchXut8ZE?si=rpdtRHV05a4xMfsU
🧑❀️ Forza Roma, sempre!

Nel video di oggi analizziamo tutte le ultime sul calciomercato gia...

🚨 La Roma cambia obiettivo?Dopo le piste Summerville e Garnacho, Tony D'Amico è già al lavoro per regalare a Gasperini i...
26/07/2026

🚨 La Roma cambia obiettivo?
Dopo le piste Summerville e Garnacho, Tony D'Amico Γ¨ giΓ  al lavoro per regalare a Gasperini il primo grande colpo.
⚽ Santiago è il nome caldo.
Nel nuovo video vi spiego perchΓ© questa potrebbe essere la scelta giusta per la nuova Roma.

πŸ”΄ La Roma cambia obiettivo?Dopo le piste sfumate che portavano a S...

𝐈π₯ 𝐦𝐒𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐒𝐨𝐧𝐒𝐬𝐒𝐚𝐜𝐨C'Γ¨ chi attraversa la vita cercando di controllare ogni cosa. Io, invece, ho sempre cercato di v...
18/07/2026

𝐈π₯ 𝐦𝐒𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐒𝐨𝐧𝐒𝐬𝐒𝐚𝐜𝐨

C'Γ¨ chi attraversa la vita cercando di controllare ogni cosa. Io, invece, ho sempre cercato di viverla.

Forse Γ¨ questo il mio essere dionisiaco: non il disordine, non l'eccesso fine a sΓ© stesso, ma la capacitΓ  di emozionarmi ancora. Di sedermi a tavola con gli amici e trasformare un semplice pranzo in una festa. Di ascoltare una canzone e ritrovarmi improvvisamente ragazzo. Di commuovermi davanti a un tramonto sul mare di Anzio o davanti al sorriso di un nipote.

Ho conosciuto il dolore, quello vero. Ho attraversato gli errori, le cadute, le malattie, le paure. Ho visto la morte affacciarsi piΓΉ volte alla porta della mia vita. E forse Γ¨ proprio per questo che oggi amo la vita con ancora piΓΉ forza.

Essere dionisiaco, per me, significa brindare alla bellezza dell'esistenza anche quando il calice contiene lacrime invece che vino. Significa trovare il coraggio di ridere quando tutto invita a piangere. Significa credere che una tavola apparecchiata possa riunire non solo persone, ma anime.

La cucina Γ¨ sempre stata il mio linguaggio. Ogni piatto racconta una storia, ogni ricetta custodisce un ricordo. Non cucino soltanto per sfamare qualcuno: cucino per dire "ti voglio bene", "resta ancora un po'", "questa casa Γ¨ anche la tua". PerchΓ© il cibo, come la poesia, nutre il corpo ma soprattutto il cuore.

C'Γ¨ qualcosa di profondamente dionisiaco anche nel raccontare. Scrivere un libro, girare un video, parlare della mia Roma, ricordare la mia infanzia, condividere una ricetta: sono tutti modi per lasciare un pezzo di me agli altri. Come se ogni parola fosse un bicchiere alzato verso chi ha voglia di ascoltare.

Non mi interessa apparire perfetto. Preferisco essere autentico. Con le mie rughe, le mie cicatrici, i miei entusiasmi improvvisi e le mie malinconie. La vita non Γ¨ una fotografia immobile: Γ¨ una danza. E chi ha paura di ballare finisce per restare seduto a guardare gli altri vivere.

Forse Dioniso sorride quando vede un oste che accoglie gli ospiti come fossero parenti, uno scrittore che trasforma i ricordi in pagine, un nonno che si emoziona per un abbraccio, un romanista che soffre e gioisce per una maglia, un uomo che, nonostante tutto, continua a credere nel domani.

Io sono questo.

Un uomo che ha imparato che la felicitΓ  non Γ¨ un traguardo, ma un istante da riconoscere quando passa. Il profumo del pane appena sfornato. Una risata condivisa. Il rumore delle onde. Un vecchio amico che ti chiama per nome. Gli occhi di chi ami.

Se questo significa essere dionisiaco, allora sì, lo sono.

PerchΓ© finchΓ© avrΓ² fiato continuerΓ² a celebrare la vita, con la stessa gratitudine di chi sa quanto sia preziosa. E ogni giorno, entrando nella mia cucina, aprendo un libro o accendendo una telecamera, proverΓ² a fare una sola cosa: ricordare a me stesso e agli altri che vivere non sign ifica semplicemente esistere.

Vivere significa emozionarsi.

E questa, forse, Γ¨ la forma piΓΉ bella di eternitΓ .

Β© π‘€π‘Žπ‘’π‘Ÿπ‘–π‘§π‘–π‘œ π΅π‘Ÿπ‘’π‘”π‘–π‘Žπ‘‘π‘’π‘™π‘™π‘–

Indirizzo

Anzio
00042

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Rugantino racconta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrΓ  utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi