24/10/2019
La storia nascosta. Rivoluzione ungherese 1956.
La rivolta ebbe inizio il 23 ottobre 1956 da una manifestazione pacifica di alcune migliaia di studenti. In breve molte migliaia di Ungheresi si aggiunsero ai manifestanti e la manifestazione (inizialmente a sostegno degli studenti della città polacca di Poznań, una cui manifestazione era stata violentemente repressa dal governo), si trasformò in una rivolta contro la dittatura di Mátyás Rákosi, una "vecchia guardia" stalinista, e contro la presenza sovietica in Ungheria. Nel giro di pochi giorni, milioni di ungheresi si unirono alla rivolta o la sostennero. A Budapest vi erano stati numerosi movimenti popolari, era stata abbattuta la statua di Stalin e la polizia segreta aveva sparato sulla folla davanti al Parlamento. Il 24 ottobre 1956il Partito Socialista Ungherese nominò come primo ministro Imre Nagy che concesse gran parte di quanto richiesto dai manifestanti, finendo per interpretare le loro istanze, identificandosi con la rivoluzione in corso.
Imre Nagy il 1 novembre 1956proclamò la neuralità della Repubblica popolare ungherese e chiese l'uscita dell'Ungheria dal patto di Varsavia. Queste richieste non vennero accettate dall'URSS e Nagy venne sostituito da János Kádár, poi imprigionato, accusato e fucilato nel 1958. Il 4 novembre 1956, alle ore 4 del mattino, 15 divisioni corazzate sovietiche con 6000 carri armati dilagarono in tutta l'Ungheria e fu la distruzione. Dopo questa rivolta L'Ungheria si riallineò completamente nel quadro del sistema sovietico - socialista, che crollò assieme del Muro di Berlino nel 1989 soltanto.
AVANTI RAGAZZI DI BUDA
Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest
studenti braccianti operai, il sole non sorge più ad est
Abbiamo vegliato una notte, la notte dei cento e più mesi
quell’alba radiosa di ottobre, quell‘alba dei giovani ungheresi.
Ricordo tu avevi un moschetto, su portalo in piazza ti aspetto
nascosta fra i libri di scuola, anch’io porterò una pi***la
Sei giorni, sei notti di gloria durò questa nostra vittoria
al settimo sono arrivati i russi con i carri armati.
I carri ci spezzan le ossa, nessuno ci viene in aiuto
il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto.
Ragazza non dire a mia madre che io morirò questa sera
ma dille che vado in montagna e che tornerò a primavera
Compagno il plotone già avanza, già cadono il primo e il secondo
finita è la nostra vacanza, sepolto l’onore del mondo
Camerata riponi il fucile torneranno a cantare le fonti
e allora serrate le file che noi scenderemo dai monti
Avanti ragazzi di Buda, avanti ragazzi di Pest
studenti braccianti operai, il sole non sorge più ad est.