05/05/2026
Ciurí non è solo un’attività: è casa, famiglia, incontro…
È un sogno, il mio, condiviso con la mia famiglia,costruito giorno dopo giorno tra sacrifici, entusiasmo e AMORE.
È il luogo in TUTTI trovano uno spazio per stare insieme, confrontarsi, sentirsi meno soli, un luogo in cui sono nati legami profondi…
Oggi questo luogo si intreccia inevitabilmente con ciò che accade fuori da queste mura, perché alle prossime elezioni comunali è candidata a sindaco una mia cara amica e mio marito è candidato al consiglio comunale a suo sostegno.
Il punto per me è semplice: io non posso che sostenere loro, per i sentimenti e l’amore che ci legano ma soprattutto perché li ammiro profondamente come persone: per la loro integrità, per il loro modo di essere, per i valori che li guidano, per come vivono ogni giorno gli impegni e il rapporto con gli altri.
Allo stesso tempo, rispetto e stimo il lavoro e la personalità degli altri due candidati a sindaco e delle loro “squadre”…in ogni lista c’è gente che ha attraversato questo luogo e la sua quotidianità, a tutti, va il mio in bocca al lupo e l’apprezzamento per “averci messo la faccia” per dedicarsi alla comunità.
A chi in questo momento preferisce mantenere una distanza da questa realtà perché sono legate a queste due persone, dico con rispetto che mi dispiace.
Ciurí è luogo di cultura e resta un luogo LIBERO aperto a tutti.
In queste settimane il clima si è acceso e, insieme alle opinioni, sono nati anche quelli che definirei con un sorriso i “nuovi sociologi e politologi da tastiera”, non quelli storici, ma quelli che non hanno mai scritto nulla ed adesso criticano e giudicano per ottenere like…
Da cittadina, confido nel loro futuro contributo concreto, mettendosi a disposizione e dando il proprio aiuto reale alla lista che vincerà le elezioni.
Un pensiero meno gentile, va a chi si nasconde dietro profili falsi e parole cattive: il confronto è un valore, l'aggressività no.
La codardia è una forma di miseria e spesso la risposta migliore resta l’indifferenza, perché ciò che non ha nome, spesso non ha nemmeno reale consistenza.
Con un calice di vino in mano, mi viene naturale un’analogia: davanti a me due bottiglie, “Buonsenso” e “Babbio”, “lo scherzo”, quello che in siciliano ci fa sorridere…
Ecco, forse oggi più che mai serve BUONSENSO.
Nei toni, nelle parole, nelle scelte.
Il BABBIO ci sta…
Quello che nella vita ci vuole, perché alleggerisce e unisce… ma solo quando resta leggero, rispettoso e non diventa mai offesa.
Il 24 e 25 maggio votiamo in libertà, con la nostra testa, senza voto di scambio, senza promesse di lavoro, senza false speranze, senza "ti aiuto se mi voti", senza prove per dimostrare il proprio voto.
ASCOLTIAMO e comprendiamo prima di mettere la nostra “X”.
Abbiamo il grande potere di scegliere liberamente il futuro che vogliamo con la nostra dignità.
Con rispetto, con cuore, con BUONSENSO,
Ciurí.
Ogni parola è un seme: dipende da noi se farà ombra o luce.” ~ Italo Calvino
E, se posso aggiungere una cosa semplice: usare meno intelligenza artificiale e più pensiero umano non guasta mai.
(Eventualmente venite a sfogliare e acquistare un libro…ogni pagina in più è una parola in più per capire il mondo e gli altri)