12/05/2026
C’è chi sceglie un nome perché suona bene… e chi invece ci si riconosce dentro.
Don Ked non è nato a tavolino.
È nato tra i banchi di scuola, quando un amico ha iniziato a chiamarmi Kedonzi.
Di quelli che ti restano appiccicati addosso senza chiedere il permesso.
Poi il tempo ha fatto il suo lavoro:
Kedonzi si è accorciato, semplificato… ed è rimasto Ked.
Un soprannome che mi sono portato dietro ovunque, come una seconda pelle.
Il “Don”, invece, viene da casa.
Dalle mie origini napoletane, dove “Don” non è solo un titolo…
è rispetto, è riconoscimento, è uno che costruisce qualcosa di suo e lo fa bene.
E poi c’è quel dettaglio che non tutti notano subito:
Don Ked → 3 + 3.
Un doppio tre che ritorna.
Per chi crede nella numerologia, il 3 è energia, creatività, espansione.
Ripetuto due volte? Ancora più potenza, ancora più identità.
Insomma, non è solo un nome.
È una storia, è un percorso, è carattere.
È semplicemente… me.