“Noi siamo i giovani Slow Food e ci riconosciamo nella filosofia di Terra Madre. Percepiamo l’imminente necessità di un modello di sviluppo alternativo e sostenibile. Consideriamo come principali portatori del sapere le esperienze del passato e la ricchezza culturale del mondo che vogliamo coniugare con i bisogni, le prospettive e i nuovi strumenti del nostro tempo. Ci assumiamo la responsabilità
di questa sfida educando, tutelando e promuovendo in modo informale e dinamico uno stile di vita buono pulito e giusto. Lo facciamo condividendo le nostre esperienze e le nostre conoscenze animando una rete aperta e accessibile, coinvolgendo in questo percorso un numero crescente di soggetti.”
(Manifesto Slow Food Rete Giovane)
Questo progetto nasce dal desiderio di un gruppo di giovani alessandrini di far rinascere la propria città seguendo la filosofia Slow Food. Lo SFYN (Slow Food Youth Network) è un’appendice dell’associazione Slow Food, fondata da Carlo Petrini nel 1986 per contrastare il sempre crescente fenomeno dei Fast Food e ridare dignità al cibo vero, alle tradizioni locali, al sapere gastronomico e alla biodiversità. Slow, lento, non deve essere solamente il cibo ma anche lo stile di vita, per tornare a godere del mangiare e dello stare a tavola e restituire a tutti il diritto al piacere del cibo. Lo SFYN vuole dare nuova linfa alla città e ai suoi cittadini come già ha fatto in molti altri Paesi, promuovendo uno stile di vita in linea con i principi di Slow Food, stimolando la conoscenza gastronomica e la partecipazione attiva del singolo all’interno di una grande rete. Lo SFYN è un’associazione senza scopo di lucro, rivolta a giovani, bambini e adulti di ogni età. Lo SFYN si pone l’obiettivo di creare una rete di alessandrini coinvolti e protagonisti attivi nel migliorare la città attraverso la proposta e l’organizzazione di eventi, incontri e iniziative di ogni genere. Lo SFYN vuole connettere e promuovere la produzione artigianale alessandrina e della sua provincia. Lo SFYN promuove il ritorno a un contatto diretto con la Terra, anche all’interno della città, per poterne trarre beneficio in modo rispettoso e sostenibile.