Ammettiamolo: la minestra e la zuppa non hanno goduto di grande popolarita' nell'immaginario collettivo del nostro paese, specialmente dal boom economico in poi. Vivande da poveri, cibi per convalescenti, alimenti non per uomini veri (che si sbafano un bel piatto di pastasciutta) ma per deboli di stomaco e bambini.(...) Forse e' una questione di quantita', di imposizioni, di difficolta' a gestire
autonomamente la propria curiosita' alimentaree i propri disgusti, spesso generati da prevenzioni e pregiudizi consolidati anche in famiglia. Ma l'argomento e' complesso e ricade nel mare magnum dell'educazione alimentare, dei profondi cambiamenti socioculturali e della deprecata omologazione gustativa. Dal punto di vista dei genitori che lavorano, la preparazione di una zuppa richiede una quantita' di tempo maggiore rispetto a una pastasciutta, condita magari con un sugo pronto, e occorre una spesa mirata, che tenga conto della deperibilita' degli ortaggi. Per contro le procedure sono semplici e molte minestre sono buonissime anche riscaldate: costano meno se si utilizzano legumi secchi e verdure di stagione, possono diventare un piatto unico, se arricchite di latticini, uova o carni. - "Le Zuppe" SlowFood Editore
La Cooperativa Sociale Alice Onlus nasce ad Alba nel 1982. Nel 2008 la cooperativa riceve in donazione una cascina appena fuori Alba che decide di destinare ad housing sociale in cui realizzare alloggi dove ospitare temporaneamente persone e famiglie con problemi abitativi: il Social Housing “Casa Pina” prende il nome dalla donatrice Pina, che negli anni ha sempre aperto la propria casa a chi necessitasse di un tetto, migranti soprattutto. Con la donazione Pina ha voluto dare continuità alla storia di solidarietà della casa. In questi cinque anni la cooperativa ha ristrutturato l’immobile, realizzando 11 alloggi di diverse metrature e diversi locali ad uso collettivo. Attualmente ospita donne sole con figli, rifugiati, famiglie sfrattate, persone seguite dai servizi socio-sanitari. Uno staff multi professionale di psicologi ed educatori offre un supporto educativo e accompagna le persone nella ricerca di un lavoro e, al termine dell’accoglienza, di un’abitazione stabile. Successivamente alla ristrutturazione dei locali si è posto con forza il problema di offrire un’opportunità di occupazione e di reddito per gli ospiti, sino a che non avranno trovato un lavoro esterno. La casa dispone di una cucina professionale e relativi locali tecnici adeguati a realizzare delle attività di trasformazione alimentare. La cooperativa decide di avviare un laboratorio di “gastronomia sociale” nel quale produrre piatti pronti di qualità. La cucina di Pina nasce nel 2014 iniziando un’avventura fatta di strette collaborazioni con le Cooperative Agricole e Sociali del territorio per l’approvvigionamento delle materie prime. La volontà del progetto è creare un laboratorio di trasformazione alimentare alternativo rispetto all’offerta standardizzata delle principali attività simili presenti sul territorio, puntando su un’offerta di prodotti gastronomici freschi, di alta qualità ed accessibili a diverse fascie sociali, al fine di promuovere un modello di consumo sostenibile e attento al territorio. I prodotti su cui lavoriamo sono genuini, preparati senza l’aggiunta di additivi ne’ conservanti e per questo si conservano in frigorifero:
Zuppe, Vellutate e Insalate di Cereali: pronte da scaldare o gustare fredde.
Sughi pronti e bruschette: pronti per condire piatti di pasta e riso oppure da spalmare su fette di pane tostato.
composte e confetture: con un contenuto di frutta del 60%, sono ottime in accompagnamento a carni, salumi e formaggi
Oltre alle finalità sociali, la scelta è orientata dai principi della sostenibilità ambientale delle produzioni agricole e di un commercio equo. Il progetto prevede di utilizzare, a copertura parziale dei fabbisogni, le fonti di energia rinnovabile già installate nella casa (fotovoltaico e solare termico). Le persone accolte nell’housing oltre al lavoro nell’attività di trasformazione alimentare, potranno sviluppare competenze trasversali grazie a supporti formativi relativi alla lingua italiana, all’orientamento al lavoro, alla sicurezza e igiene sul luogo di lavoro.