A Rún Café-Restaurant

A Rún Café-Restaurant Café

16/12/2025
09/10/2025
08/10/2025

Sabato 4 ottobre vi aspetto a Todi per la presentazione del mio nuovo progetto RERUM NOVARUM.
Un progetto che intreccia arte e tecnologia, memoria e visione, per raccontare un tempo che cambia.

📍 Galleria Giampaolo Abbondio – Piazza Garibaldi 7, TODI dalle 12:00.

19/09/2025

Dodici buchi nel suolo sostengono un borgo da 500 anni.

Panicale si aggrappa alle colline che guardano il Trasimeno, 780 anime che da secoli sanno trasformare ogni goccia di pioggia in vita. Il segreto sta nelle viscere del paese.

Dodici cisterne disseminate tra piazzette e vicoli raccolgono l'acqua che scende dal cielo. Bastano questi serbatoi sotterranei per coprire il 95% del fabbisogno idrico locale, un record che fa impallidire le metropoli moderne.

Non è tutto: le piazze ospitano orti urbani curati a turno dagli abitanti.

La comunità di Panicale ha ereditato questo sistema dai costruttori medievali, perfezionandolo generazione dopo generazione. Il borgo segue una struttura ellittica intorno al colle, dove ogni piazza è posizionata per ottimizzare raccolta e scolo.

Al centro di piazza Umberto I svetta la cisterna ottagonale del 1473. Un tempo serbatoio strategico, trasformata in fontana solo nel 1903, custodisce nella pietra la memoria di guerre, assedi e carestie superate grazie all'acqua conservata.

Mentre sprechiamo litri per lavare l'auto, loro trasformano radici e foglie degli orti in humus che trattiene l'umidità. Mentre le nostre città dipendono da acquedotti lontani, Panicale beve dalla propria terra.

Quegli antichi "buchi nel suolo" raccontano una sapienza che oggi chiamiamo sostenibilità.

Avevano già capito tutto quando noi non eravamo nemmeno un'idea.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 12 cisterne garantiscono il 95% dell'acqua potabile a 780 abitanti
👉 La cisterna ottagonale del 1473 era un serbatoio, non una fontana
👉 Gli orti urbani sono coltivati a turno nelle piazze del borgo
👉 Il sistema ellittico del paese ottimizza la raccolta dell'acqua piovana

24/08/2025

Aghi del '50 che cuciono ancora storie di mare.

Nei vicoli che abbracciano il Porto Antico di Genova, una bottega custodisce tre macchine da cucire d'epoca.

Sono strumenti del 1950, robusti e instancabili. Riparano vele logore dalla salsedine, tessuti pesanti che le macchine moderne non sanno domare.

Qui il sapere si tramanda a gesti, non a parole.

Dal secondo dopoguerra, questa tradizione marinara non si è mai interrotta. Gli artigiani locali hanno ereditato dalle famiglie di velisti e pescatori una manualità che sfida i decenni.

Oggi scopriamo che la tecnologia antica spesso batte quella nuova.

Ciascuna vela riparata porta le "cicatrici" delle traversate passate, cuciture che i clienti chiedono di non nascondere. Sono la biografia silenziosa di barche che hanno solcato il Mediterraneo per generazioni.

Questo microcosmo artigiano attira marinai da altri porti italiani. Preferiscono la manualità antica alle riparazioni industriali, cercando qui quella qualità che solo 75 anni di esperienza sanno offrire.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Le macchine del '50 reggono i tessuti pesanti meglio di quelle moderne
👉 Ogni vela riparata conserva le "cicatrici" delle traversate passate
👉 Marinai da tutta Italia vengono qui per la manualità antica
👉 75 anni di attività ininterrotta nel cuore di Genova

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1, Dominick Place, Blackhall
Mullingar

Telephone

+353449347269

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