16/04/2026
Signor Generale, le scrivo da quaggiù. Da dove arriva il freddo e non arriva mai nessuno. Noi non avevamo lauree, Signor Generale. Avevamo la terza media. E forse a qualcuno faceva sorridere. Forse a qualcuno faceva comodo pensare che eravamo meno. Meno preparati, meno capaci, meno importanti. Ma avevamo una cosa che non si compra con nessuna laurea, che non si ottiene con nessuna accademia, che non si appende al petto con nessuna medaglia. Eravamo onesti. Onesti quando nessuno guardava. Onesti quando non conveniva. Onesti nel buio di una notte qualunque, con il freddo addosso e la paura in corpo e nessuno a vedere quanto costava Questa è la cosa che i libri non insegnano. Questa è la cosa che l'accademia non dà. Questa si impara per strada. O ce l'hai dentro, o non ce l'hai. E loro ce l'avevano. Eccome se ce l'avevano. Ma quando squillava il telefono nel cuore della notte, non chiamavano lei. Chiamavano noi. Gli ignoranti con la terza media. Gli onesti. E sulla strada, a volte, si muore. Sono morti lì, Signor Generale. Non nel caldo di un ufficio. Non con i gradi lucidi sulla spalla e una scrivania davanti. Sono morti sull'asfalto bagnato di una notte qualunque, in un intervento come tanti, in uno di quei momenti in cui non c'è tempo di pensare, solo di andare. E loro sono andati. Come sempre. Per l'ultima volta. Mogli che quella mattina li hanno salutati alla porta un bacio frettoloso, la divisa stirata, arrivederci e non li hanno più visti tornare finché non hanno sentito bussare alla porta e hanno capito, da come bussavano, che la vita era cambiata per sempre. Figli che hanno aspettato papà per cena. Figli che sono andati a letto pensando che sarebbe arrivato dopo. Figli che si sono svegliati la mattina e hanno trovato una madre che piangeva e non riusciva a spiegare. Figli che sono cresciuti con una fotografia al posto di una mano da stringere. Con una medaglia al posto di un abbracci Mentre quelle mogli imparavano a dormire da sole, mentre quei figli imparavano a vivere senza padre, qualcuno avanzava di grado. Passo dopo passo. Dietro una scrivania. Al caldo Signor Generale. Si sta godendo la quiete. Il caffè con calma la mattina. Le passeggiate. Il tempo che in servizio diceva di non avere mai. Gli anni che le restano tranquilli, sereni Da lei, dietro una scrivania? O da quegli ignoranti con la terza media che però erano onesti onesti come pochi, onesti fino in fondo, onesti fino all'ultima notte, onesti fino all'ultimo respiro che sono usciti una mattina con la divisa stirata e non sono più tornati? Lei ha ancora i suoi figli accanto. I loro figli hanno solo una fotografia. E lei osa giudicarli. Lei osa scaricare su di loro il peso dei suoi errori. Su quegli ignoranti con la terza media. Su quegli onesti che non hanno mai tradito nessuno. Su chi non può più risponderle. Su chi ha dato tutto. Anche l'ultima cosa. Ma scaricare la colpa su chi non c'è più su chi era onesto quando altri non lo erano, su chi è morto sulla strada mentre lei era al caldo quello sì che è una colpa. Quella pesa. E non si lava con nessun grado, con nessuna pensione, con nessun silenzio. Si goda pure la sua quiete, Signor Generale. Ma sappia che quella quiete ha il sapore del sacrificio di chi non c'è più. Ha il peso di chi è morto sulla strada. Ha la voce di un figlio che chiede ancora dove è papà. Ha le mani di una moglie che piega ancora la divisa di un marito che non tornerà mai più. E allora, quando giudica, quando parla, quando indica i colpevoli, si fermi un momento. Si ricordi di loro. Di quegli ignoranti con la terza media. Di quegli onesti tremendamente, semplicemente, profondamente onesti. Di quelli che non hanno mai chiesto niente. Di quelli che non hanno mai tradito niente. Di quelli che ogni mattina indossavano quella divisa sapendo che forse non sarebbero tornati e la indossavano lo stesso. Perché erano onesti. E gli onesti non si tirano mai indietro. si ricordi di loro signor generale Con rispetto. Un Carabiniere con la terza media. Onesto. Uno di quelli che non ha mai avuto paura della strada. Uno di quelli che c'era sempre. Uno di quelli che forse non c'è più.