26/11/2025
Sua maestà la pastiera. Lo so. Non è periodo, direbbero i miei conterranei napoletani. Sopratutto qua, in Mayenne, in un gelido fine novembre. Le temperature scendono sotto lo zero. E però. Questo dolce, che tanto detestavo a casa mia (puntualmente proposto da mia madre a Pasqua, puntualmente rifiutato dalla me bambina prima, dalla me adolescente poi “perché la ricotta mi piace solo salata, non nei dolci!”) ho imparato a farlo. E mi piace. Innanzitutto per il contenuto. Perché con quello che c’è dentro (grano, ricotta, canditi, uova, latte e chi più ne ha più ne metta) ti riscalda nelle lunghe giornate che stiamo affrontando. E poi… perché malgrado tutto, a me l’odore di arancia candita e di scorza di limone mi dà quell’appucundria che ci rende, noi napoletani, vicini alla nostra terra. Sfasteriati, malinconici… ma che ne so. Non si può spiegare. Mia mamma “tenev raggion”. Evviva la pastiera invernale. ❤️