15/12/2024
Quando nascere a Sud e un problema... No non deve esserlo più.
Per molti anni, e fino a poco tempo fa, poteva essere lecito pensare che nascere al Sud avesse i suoi vantaggi: vivere in un ambiente salubre assaporando delle sue bellezze, naturali e paesaggistiche. Per molti forse sì, ma tale condizione purtroppo non riguarda tutti coloro che hanno scelto di vivere al Sud, lì dove sono nati e dove sono voluti rimanere malgrado le difficoltà lavorative che hanno dovuto affrontare. Accanto, infatti, a chi ha avuto ed ha la fortuna di non avere problemi di salute, c’è chi deve fare i conti con malattie, croniche o acute che siano, e questo complica tutto. Vivere una malattia in Calabria, Sicilia, Puglia o altre regioni del Sud non ha lo stesso significato rispetto a chi la affronta in altre parti d’Italia. Ciò che si vive in termini di disuguaglianza dal punto di vista delle opportunità nel trovare un’occupa zione, si rivive in maniera simile, se non in modo ancora più sconfortante, per ciò che riguarda la possibilità di potersi curare, e di poterlo fare in modo soddisfacente. Ammalarsi al Sud significa innanzitutto dover fare i conti con l’impossibilità di avere ospedali efficienti e a portata di mano. Al contrario: stare male qui può voler dire doversi accontentare di strutture vecchie e obsolete dove, se va tutto bene, si riesce a trovare una siringa o due per assistere i pazienti più fortunati; dove, se hai la sfortuna di fratturarti un braccio, devi fare lo sprint tra due/ tre ospedali nella ricerca di un reparto di ortopedia che abbia la possibilità di eseguire una Rx; dove, infine, devi pregare che quel dolore allo stomaco sia solo gastrite e non un problema cardiaco perché rischi di avere il Pronto soccorso più vicino a 80 chilometri di distanza, per non parlare del reparto di Cardiologia all’altezza della situazione a più di un’ora e mezza da te. Tutto ciò comporta inefficienze, disservizi e, troppe volte, anche esiti infausti che probabilmente si sarebbero potuti evitare altrove, se la sorte non avesse scelto di farti nascere in un Sud bello e dannato. Una disparità di trattamento rispetto a un diritto costituzionalmente garantito che, in questo caso,
non riesce a vedersi riconosciuta alcuna garanzia, se non quella di rischiare di morire anche solo per l’assenza di un seppur minimo livello di cura. Assistere ad uno scenario impietoso dove, alla già evidente difficoltà di trovare un lavoro, si affianca anche l’im possibilità di disporre di una sanità efficiente, travolge ed annienta definitivamente quella iniziale e fortunata condizione di essere nato al Sud, dove certamente non esiste il caos cittadino, ma anche dove il sole e il mare rimangono gli unici punti fermi di una terra maltrattata, sfruttata e mai difesa da chi aveva il dovere di dotarla degli strumenti necessari per offrire alla sua gente i servizi essenziali. E invece no!
Anni e anni di scandali, commissariamenti, presidenti di Regioni inquisiti o da inquisire, e tutto senza riuscire a venirne mai fuori, con una sola e unica vittima: chi sta male. Qualcuno potrà dire che sì, ci sono delle eccellenze sanitarie anche qui: in Calabria, ad esempio, dove il Policlinico Universitario di Germaneto, a Catanzaro, vanta un reparto di Cardiologia tra i più efficienti di tutta Italia.
Sì, è vero, ma sapere che vi è un unico polo di eccellenza per una regione che conta circa due milioni di abitanti, non può essere la risposta ad un problema atavico più generale, mai affrontato finora, e per il quale l’unica soluzione possibile rimane forse quella, cambiando completamente il paradigma, di sperare che la sorte scelga di farti nascere altrove, magari in un posto meno bello, ma certamente più fortunato.