09/11/2025
In una Torino in cui ormai l’offerta nel campo della ristorazione è vastissima, trovare un locale che proponga qualcosa di originale è sempre più difficile.
Non per questi tre giovani ragazzi, che hanno accolto la sfida, senza prendersi troppo sul serio. Bastano un cuoco operoso nelle retrovie, un frontman e un direttore artistico e la magia si avvera!
Ed ecco a Voi COLTURA, un ristorantino che è un po’ un club, un po’ un salottino, dove gustare materie prime selezionate con cura mentre si gode dell’ottima musica che propongono, diffusa da un elegante e stilosissimo impianto vintage. Il giovedì sera si suonano i dischi in vinile e la domenica sera c’è la musica dal vivo.
Chiaccherando con l’uomo di punta mi ha svelato in poche parole il loro concept: “sai” dice, “se avessimo deciso di entrare in competizione solo con i piatti sarebbe stato arduo e poco furbo. Noi puntiamo sulla semplicità, sull’atmosfera, sul mood, e come avrai avuto modo di vedere e di sentire, sulla musica. È più una situazione tra amici che un locale impegnato. La nostra idea era più un “vieni a mangiare da noi” come quando degli amici ti invitano a casa per passare del tempo insieme, in spensieratezza”.
E allora mentre studio il menu, ordiniamo un blend di Pinot nero e Chardonnay spumantizzato, ottimo, e un nebbiolo del 2022 bello tannico come piace a me. La carta dei vini dimostra subito competenza e originalità.
La carta prevede pochi piatti, tutti molto interessanti, in un percorso che non vincola nella scelta del primo, secondo e aperitivo, si può scegliere in ordine sparso.
Mi entusiasmo quando ci dicono che il guanciale stasera non ci sarà perché quello che era arrivato loro non li ha convinti, questo significa avere cura del cliente e non puntare al mero profitto, bravi!
Proviamo diverse proposte. Squisito lo spaghettone fresco amalgamato in un viscoso e profumatissimo sugo di funghi aglio e miso. Soffice e cremosissimo il pan brioche con blu del Moncenisio e pere. Delicato e autunnale il pacchero alla zucca, pepe e rosmarino. Eseguita alla perfezione l’anatra cotta a bassa temperatura con salsa d’arancia, fi*****io fermentato e cannella.
A chiudere prendiamo ancora due dolci niente male: il brownie e la creme fraiche fruttata e freschissima.
Persino l’amaro non è una bottiglia qualunque: scegliamo infatti un amaro delle Puglie con uno spiccato gusto di lampascioni che ci allieta l’epilogo di quella che si rivela un’ottima serata.
Quando noto la macchina del caffè di un livello superiore chiedo se posso avere un caffè, con poca convinzione perché al ristorante di norma si cura poco ed è difficile rimanere soddisfatti.
Mi sorprendono anche qui con un caffè doppio dell’Honduras che arriva da Dropstery. Bello deciso dall’aroma intenso e persistente.
Sono ormai completamente rapito e mentre finisco di farmi coccolare dalle dolci note di quei diffusori in legno pago un conto più che adeguato e mi complimento per l’attenzione, la qualità e l’idea.
Bravi ragazzi, questo resterà senza dubbio uno dei miei punti di riferimento per quando voglio passare una serata speciale.