07/02/2022
Buongiorno a tutti...l'Ossola ha sempre qualcosa da dire, qualche curiosità da scoprire. Questa estate, nel mese di agosto, sono andata a fare una bella camminata nell'Alta Val Formazza e, precisamente al Passo San Giacomo.
Questo passo, a circa 2300mt slm, si trova sul confine con la vicina Svizzera. Inutile dire quanto sia meraviglioso il paesaggio, ma qualcosa di "particolare" e piuttosto fuori-luogo ha attirato la mia attenzione. Noto dei pilastri in cemento armato... Cosa ci fanno dei pilastri in cemento armato in quella posizione?
Adesso ve lo racconto....
Dobbiamo parlare di un noto architetto milanese , tale Piero Portaluppi, nato nel 1888.
Qui in Ossola il Portaluppi è conosciuto per aver progettato le bellissime centrali idroelettriche (Verampio, Crego, Valdo, Sottofrua, Crevola, Cadarese) e l'albergo sulla cascata del Toce "dotato di tutte le comodità più moderne" come riportavano i giornali dell'epoca. Ma al passo San Giacomo doveva essere realizzato uno dei suoi progetti più surreali : il Wagristoratore (siamo nel 1930).
Il disegno originale prevedeva due vagoni ferroviari, una carrozza ristorante e un vagone letto, posti in quel luogo remoto e appoggiati su dodici pilastri in cemento armato. Al centro era previsto, da principio, un edificio a tre piani a forma di torre che ricordasse la figura del Santo.
Decorate da velluto rosso e da stucchi dorati le carrozze servivano rispettivamente per mangiare, il wagon-restaurant, e per dormire il wagon-lit, ed erano costrette a una paradossale immobilità. La pubblicità coeva raccontava che il Wagristoratore “ha incontrato il pieno favore di quanti lo hanno visitato per l’abbondanza, la qualità e la signorilità del servizio … Il Wagriposatore invece ha cabine a uno e due posti, riscaldamento a termosifone, acqua corrente, segnalazioni ed illuminazione elettriche”. Era gestito dalla Società Anonima Alberghi della Formazza di cui lo stesso architetto era stato cofondatore e presidente.
Il Wagristoratore venne dimenticato e trascurato durante la seconda guerra mondiale e nella resistenza, quando i passi della Val d’Ossola si erano trasformati in vie di fuga per chi scappava dall’Italia fascista e razzista. Verso la fine del conflitto fu utilizzato come postazione strategica, ma poco dopo il Wagristoratore venne distrutto dai partigiani in fuga (forse incendiati, ma le fonti non sono attendibili).
Ecco la storia di quei tristi pilastri in cemento armato, unica testimonianza di una bizzarra idea.