22/03/2017
Pugna alla Verde Locanda nello vespro del dì dello equinoctio anno del Signore 2017
Poscia le continue nerbate in su la groppa che la compagine remedia oramai da lo autunno inoltrato la primavera recando una ventata di buone novelle , la guarigione del fenomenal Lenzinho dalla pellagra et il ritorno dello funambolo Schmitter da Volpedo manovratore del trabucco dalle crociate ci fa muovere alla conquista della Verde Locanda di Derthona
In siffatta nocte la scellerata compagine che da tempo assedia la Verde Locanda vedendoci giungere con le nostre groppe ancor gonfie da le vergate patite prima dell'inverno et riconoscendo tra le nostre fila la absentia del temuto homo della Rovere di Tirinzano et dello ritardo dello nano loro conterraneo si gongolano anzitempo convinti di rincarar la dose.
Haimè per loro le cose andranno diversamente
La difesa ormai con le brache logore dalle nerbate ritorna alli antichi fasti tanto che Gentiano il Trace pone fine alla jornata campale intonso
Lo terribil montanaro stremato dallo arrivo de la prole et dai rigori invernali con lo mastro di Mandrogne adoperndo le peggiori maniere stringono i ranghi et elargiscono medievali cure che li grevi attacanti della verde osteria nulla possono se non rinculare in preda allo scoramento del salasso inflitto.
Nel mezzo della pugna Lo condottier Garbagnolo da manforte al lestissimo Campilus jubilanti per la discesa in campo del giocolier et funambolo della contrada volpedese che a colpi di trabucco demolisce la porta della sguarnita osteria
In su le ali dello schieramento il cerusico Marco Antonio noto nei bassifondi come lo sorcio femmina gratie alli suoi demoniaci fumenti dal lo incerto effecto guarisce et reca seco nella pugna lo temibil alfier Lenzinho da San Sebastiano da tempo immemore aflitto dalla Pellagra che ritornato tra li vivi imperversando in su lo fianco conquista li bastioni et il barbacane.
Come un grimaldello lo leggiadro Roberto de la Vogherese Urbe trova lo varco tra li ristretti ranghi dello nemico financo aprire una falla si larga da far passar lo Laido Granduca della Gazzarolla che senza timore alcuno et senza alcuna pietà mette fine alli ultimi singhiozzi dei malnati tortonesi con due colpi di bombarda si possenti che i tremori sono avvertiti ancor oggi in tutta la terra di mezzo.
est ormai nocte fonda quando prendiamo possesso della osteria , innalziamo sullo pennone lo nostro blasone et raziamo tutte le loro provviste
Il feddo inverno est finito, basta manducar carrube et baletti come porci , d'ora innanzi i prelibati dolciumi et le libagioni della locanda sono nostri e ci sfameranno fino alla stagione delle messi.
Nello primo dì di Primavera Lo rampante cinghial sventola in su la Verde Locanda e noi ci sollaziamo manducando et brindando la agognata vittoria