25/04/2026
𝗔𝗗𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔.
𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗨𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗖𝗢.
Vedere certi video, oggi, può anche far sorridere qualcuno.
A me, da tempo, fa solo pena.
So cosa è stato fatto, e quello che vedete è una prova.
𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗲𝗱𝗲𝘁𝗲 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗲𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗗𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗣𝗲𝗻𝗮𝗹𝗲.
Depositata da tempo, ed è meglio che se ne veda solo una.
Questo è il motivo per cui non ho potuto — e non posso ancora — parlare di quanto contenuto nella denuncia penale che ho depositato.
Dentro ci sono mesi, se non anni, di lavoro di archiviazione, collegamenti, prove, testimonianze...
Negli ultimi 8 mesi si è aggiunto materiale ulteriore: screenshot, video, riscontri diretti ripresi e trascritti.
𝗣𝗿𝗼𝘃𝗲. 𝗡𝗼𝗻 𝗼𝗽𝗶𝗻𝗶𝗼𝗻𝗶.
Ci sono centinaia di pagine allegate. Centinaia.
Ci sono prove di un meccanismo preciso.
Rappresentanti che vanno dai clienti e dicono chiaramente che, acquistando determinati prodotti legati agli sponsor, si entra in classifica.
𝗘 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗲.
𝗢𝗴𝗴𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶.
Ci sono prove di percorsi “formativi” a pagamento, completamente inutili sotto il profilo tecnico, ma utili per ottenere attestati senza valore reale. Attestati che, però, vengono utilizzati come leva per entrare nel sistema.
𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼.
𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗰𝗵𝗶 𝗹𝗼 𝗵𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼.
𝗖𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝘀𝗼 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮.
Anni di materiale raccolto e verificato.
Ci sono prove della manipolazione di archivi che, per legge, non dovrebbero mai essere modificati.
𝗣𝗿𝗼𝘃𝗲 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗲.
𝗜𝗻𝗰𝗼𝗻𝗳𝘂𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶.
𝗗𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶 𝗰𝗲𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶.
Ci sono relazioni e vicinanze documentate.
E c’è un fenomeno che esiste praticamente solo a Napoli e dintorni:
𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶, spesso senza neanche esserlo.
Oppure fanno i recensori, autoproclamatisi tali, e qualcuno gli fa firmare articoli. Tutto documentato, tutto depositato.
Ci sono vicinanze con ambienti Rai.
Ci sono “uffici stampa” di dubbia consistenza e professionalità, oppure presi per fare da specchietto per le allodole e finiti poi coinvolti completamente nel meccanismo, rischiando così, oggi, di essersi rovinati la carriera che si erano costruiti in precedenza.
E poi ci sono altre vicinanze.
𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲.
Massoneria. Politica. Amministrazioni Pubbliche.
Forse.
Anche se, dentro tutto questo, un elemento certo c’è, come appartenenza.
Ci sono rapporti e accordi con Associazioni.
𝗘 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼.
Le associazioni coinvolte non sono marginali.
Sono parte del meccanismo.
Una è già stata denunciata e collegata formalmente ai soggetti coinvolti.
Altre farebbero bene a fermarsi prima di entrarci completamente.
Lo deve fare adesso, non dopo, perché anche qui ne va di mezzo la propria credibilità, e lo capiranno bene, se sono ancora guidate fa valori di onestà e correttezza.
Quando la situazione si chiarirà, le responsabilità non saranno più opinabili.
E poi c’è il punto più delicato.
𝗚𝗹𝗶 𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗼𝗿.
Qui non si parla più di marketing.
𝗤𝘂𝗶 𝘀𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀.
Se esiste anche un solo caso documentato in cui un rappresentante ha detto a un cliente “compra questo prodotto e entri in classifica”,
non è più una voce.
È un fatto.
𝗘 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶, 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗰𝗲 𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝗰𝗵𝗶.
E quando una cosa come questa diventa un fatto, le conseguenze non sono più gestibili.
Qualcuno lo ha già capito e si è già mosso internamente.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗻𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻 𝗺𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗺𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗲 𝗼𝗻𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗽𝗲𝗿𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗮 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲.
𝗡𝗲𝘀𝘀𝘂𝗻𝗼.
Quello che state leggendo è solo una parte.
Se qualcuno pensava che il silenzio fosse una resa, ha sbagliato.
𝗡𝗼𝗻 𝗺𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝘇𝘇𝗶𝘁𝘁𝗶𝘁𝗼.
Sono loro che hanno continuato a parlare, mentre tutto questo veniva raccolto.
Sì, è una denuncia penale.
Sì, posso anche rischiare di riceverne una io, ovvio ma, soprattutto se arriva dopo, è solo una reazione disperata, l'ultimo urlo mentre si sta precipitando.
E stanno precipitando, i più bravi e intelligenti lo hanno già capito da tempo.
𝗕𝗲𝗻𝗲, 𝗮𝗱𝗲𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗮𝗽𝗲𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝘂̀.
C’è ancora tempo per aggiungere prove.
Per parlare. Per uscire. Quindi, per unirvi a me o anche solo mandarmi ulteriori prove e testimonianze.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗰𝗰𝗵𝗶𝗻𝗮 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗲𝗿𝗮̀ 𝗮 𝗺𝘂𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗶,
𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲𝗿𝗮̀, 𝗲 𝗰𝗵𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗲̀ 𝘀𝗰𝗵𝗶𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗽𝘂𝗿 𝘀𝗮𝗽𝗲𝗻𝗱𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘁𝗿𝗮̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮, 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲.
A quel punto resterà solo una distinzione: chi ha avuto il coraggio,
e chi no.
Una cosa però l’ho imparata:
𝗠𝗮𝗶 𝗳𝗮𝗿 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮 𝘂𝗻 𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝘂𝘀𝗰𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗥𝗼𝗹𝗲𝘅.
Mai.
Perché è un attimo e, quando succede, 𝗹𝗲 𝗯𝗲𝗹𝘃𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹'𝗮𝗿𝗲𝗻𝗮.
𝗘 𝗹𝗶̀ 𝗻𝗼𝗻 𝗰'𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮𝗿𝘀𝗶.
Attilio Albachiara