04/10/2026
Slow Food nasce in tempi non sospetti ma in tempi sicuramente necessari, quando la frenesia della vita moderna e l’arrivo massiccio dei primi fast food tocca anche il nostro Bel Paese. Lui è Carlo Petrini, lei invece - Slow Food s’intende - un’associazione no profit che mira a promuovere 3 principi cardine: pulito, buono, giusto. Era il 1986 quando viene fondata ma quella bussola è rimasta oggi la medesima, un faro nella notte che accompagna moltissimi sostenitori ma anche gli oltre 70 Paesi e circa 600 Presidi che Slow Food ha preso a cuore e fatto propri. Carlo Petrini - Carlin per mezzo mondo - ci ha lasciato lo scorso maggio ma quello in cui credeva no e con lui una miriade di prodotti che oggi conosciamo e possiamo ancora assaporare proprio grazie a quel progetto di cura da lui messo in atto.
Si potrebbero fare molti esempi ma uno oggi casa a fagiolo: il Capocollo di Martina Franca, prodotto tipico e celebre delle Murge dei Trulli, in Val d’Itria, noto già all’epoca del Regno di Napoli. Nasce a 400 metri d’altitudine tra Martina Franca, Locorotondo e Cisternino utilizzando la parte del maiale tra collo e costata, da qui il nome “capocollo”, in dialetto “chépecùedde”.
Ma cosa vuol dire che un prodotto è Presidio Slow Food? Beh, che vi è una tutela della filiera nella sua totalità, dalla scelta di allevare le bestie allo stato brado o semi-brado, passando per la loro alimentazione e all’attenzione a mantenere la biodiversità degli ambienti che si abitano, fino alla scelta di utilizzare metodi di produzione artigianale legati alla tradizione autentica.
Scegliere questa tipologia di prodotti significa quindi sostenere i nostri artigiani ma anche i luoghi che questi abitano, spesso troppo fragili per farcela da soli.
Insomma, questa è la nostra Torri24 con pomodoro Oro del Vesuvio, fior di latte, Capocollo di Martina Franca Presidio Slow Food, Parmigiano Reggiano 30 mesi e rucola.
Però non chiedeteci se la possiamo fare con la bresaola eh!