Accademia a 4 zampe

Accademia a 4 zampe Imparare insieme al proprio cane divertendosi! Le lezioni sono aperte a tutti: cuccioli, junior e adulti di tutte le età!

L'associazione sportiva "Accademia a 4 zampe" propone, al posto del tradizionale addestramento, un nuovo approccio cognitivo e pedagogico all'educazione e all'istruzione del cane. La pedagogia cinofila si differenzia in modo profondo dall’addestramento perché non mira a costruire delle prestazioni utili all’uomo ma si pone l’obiettivo di orientare lo sviluppo del carattere e delle conoscenze del cane per aiutarlo ad adattarsi a tutte le situazioni e a trovare gratificazione ed equilibrio in questo nostro mondo così complesso. Per fare questo parte da un’impostazione cognitiva e relazionale della didattica ove l’apprendimento è sempre una trasformazione della mente del cane. Le nostre attività sono studiate ad hoc per ogni singolo cane: un vero e proprio progetto pedagogico per migliorare la relazione, risolvere i piccoli problemi di convivenza quotidiana e poter avere sempre a fianco il prorio amico a 4 zampe. Con l'obiettivo di poter trascorrere quanto più tempo possibile con lui, condividendo la gran parte delle situazioni: la casa, il lavoro, l’albergo, il ristorante e - perchè no? - la spiaggia

01/05/2023
21/04/2023

LETTERA DI UNA MAMMA CONDANNATA A MORTE AI SUOI FIGLI

Figli miei,

miei adorati Bosco, Sole e Luna quanto mi mancate.
Il mio cuore di mamma è in angoscia sapendovi soli nel bosco.
Mi hanno strappato da voi con l’inganno, separandoci per sempre.
Vi penso intensamente, sperando che i miei pensieri arrivino a voi per un ultimo saluto.
Avrei così tante cose da dirvi, così tanto da insegnarvi.
Vi avrei voluto rassicurare che siete il re del bosco, che la montagna è la vostra casa e non c’è animale che possa farvi del male. Dovete crescere grandi e forti, ma essere orsi responsabili e schivi.
Dovete stare attenti solo a due animali, che per voi possono essere fatali: gli orsi maschi adulti e gli esseri umani.
Questi ultimi sono di gran lunga gli animali più pericolosi che possiate incontrare.
Vengono spesso nel bosco, li ho visti molte volte, ma mi sono sempre tenuta a distanza.
Alcuni di loro vanno in giro con un bastone di tuono che, quando lo puntano contro gli altri animali, lanciano fulmini capaci di uccidere chiunque abbiano davanti.
A volte sul colpo, altre volte a seguito di lunghe agonie.
State loro alla larga, sono pericolosi.
Le uniche volte che li ho incontrati non li ho cercati io, ero nella nostra casa, il bosco.
La prima volta con i vostri fratelli qualche estate fa, l’ultima il mese scorso con voi tre.
Quando li ho visti avvicinarsi a voi cuccioli li ho aggrediti per paura che potessero farvi del male.
Noi orsi non possediamo nulla, tutto ciò che abbiamo sono i nostri figli e daremmo la vita per loro.
Lo so, sono una mamma apprensiva, ma quale madre non lo è?
Miei piccoli Bosco, Sole e Luna, loro non vi chiamano per nome, utilizzano codici e numeri, ad esempio io sono Jj4.
Gli uomini ti tolgono il nome e ti assegnano un numero quando vogliono toglierti la dignità, la tua identità, nella speranza di renderti un non essere.
In passato lo hanno fatto anche tra di loro.
Ma voi siete un pezzo del mio cuore, miei amati Sole, Bosco e piccola Luna.
L’altra notte mi hanno catturata insieme a Sole e Bosco, mentre tu mia dolce e intelligente Luna sei una grande osservatrice e non ti sei voluta avvicinare al tubo della frutta. Sei stata più furba di loro, tenendoti alla larga da quella trappola.
Sei la più saggia dei tuoi fratellini: occupati di loro, sarai una bravissima piccola mamma orso.
So che ce la puoi fare.
Bosco, tu sei il più irruente dei tuoi fratelli, ma anche il più coraggioso e forte: conto su di te per fare forza a Sole e Luna quando avranno paura o vi sentirete soli. Mi raccomando però: ascolta sempre tua sorella Luna, quando vi sgrida lo fa per il vostro bene e ora che io non ci sono più qualcuno dovrà pur tenere a bada due discoli come voi.
Infine mio piccolo Sole, sei il più piccolino dei tre, il più mammone e anche quello che sicuramente sentirà di più la mia mancanza. Se chiudo gli occhi sento la tua testa spingere sulla mia spalla in cerca di coccole, il tuo muso umido strofinarsi sul mio. Anche tu mi manchi da morire piccolo.
State uniti e aiutatevi a vicenda, solo così potrete sopravvivere.
Il mio cuore è pesante, non per la prigionia o per la sentenza di morte che è stata emessa nei miei confronti, ma nel sapere che non vi vedrò mai più.
Sono prigioniera in attesa che gli esseri umani decidano sul mio futuro.
Non tutti gli esseri umani sono cattivi, molti stanno combattendo affinché io viva, perché hanno capito che non sono aggressiva, non vado in cerca delle persone, ma ho sempre e solo reagito per difendere i miei piccoli. Nel bosco, nella nostra casa.
Se vincerà il Presidente Fugatti morirò a maggio, se invece vinceranno gli esseri umani buoni, allora sarò trasferita lontano.
In ogni caso non vi vedrò più e questo è il più grande dolore che mi si possa infliggere
Se vi verrà da piangere guardate il cielo e cercate la costellazione dell’Orsa Maggiore: lì ci sono tutte le mamme orsa che sono volate via troppo presto dai loro cuccioli.
Se vedrete una stella in più vorrà dire che il Presidente Fugatti avrà vinto e sarà riuscito a farmi uccidere.
Non piangete perché sarò lì per vegliare su di voi, e ci sarò sempre.
Fate i bravi piccoli miei.

Vi amo immensamente,
Mamma Orsa

18/04/2023

Nella notte è stata catturata Jj4, a soli pochi giorni dal mandato di cattura emanato da Fugatti.
Incredibile come non si sia riuscita a catturare quando occorreva sostituire le batterie del radicollare, ma ora che bisogna sacrificare qualcuno sull’altare della politica, la macchina organizzativa è stata particolarmente efficiente.

È stata catturata con due dei suoi tre cuccioli, poi rilasciati.
I cuccioli stanno con la mamma finché non sono autosufficienti.
Lasciarli ora da soli nel bosco, in una zona dove si aggirano altri orsi maschi adulti, vuol dire esporli ad un’altissima probabilità di morire.

La madre è stata portata al Casteller, in attesa che il Tar si esprima sulla sentenza di morte emanata per lei dalla Provincia di Trento.

Gli orsi sono animali schivi, quando possono evitano l’uomo e vivono in solitudine. L’unica eccezione è nel momento dell’accoppiamento. In seguito, quando la mamma partorisce i suoi cuccioli, sta alla larga dai territori dove ci sono gli altri orsi maschi perché qualora gli incontrasse i maschi adulti cercherebbero di uccidere i cuccioli, in modo da rendere nuovamente fertile l’orsa.
La mamma orsa quindi si spinge dove gli orsi non amano andare, ovvero più vicino agli esseri umani.
La sua è una vita di apprensione, costante preoccupazione per la vita dei suoi cuccioli. È in continuo allarme e darebbe la propria vita per difendere quella dei suoi figli.

Questa è etologia, non una favola Disney.

Un’orsa che ha ucciso un uomo, certo, ma che non l’ha predato.

Predare, per dirla semplice, significa che l’animale va a caccia.
Vuol dire che il predatore cerca la sua vittima, la studia, la segue e poi sferra un attacco al fine di ucciderla, generalmente per mangiarla.

Nel caso del povero Andrea Papi non è andata così.
Un’orsa era nel bosco insieme ai suoi cuccioli e con tutta probabilità ha visto qualcuno arrivare di corsa nella propria direzione, ha avuto timore per i suoi cuccioli e ha reagito.

L’esito è stato drammatico, nessuno avrebbe voluto finisse così.

La colpa non è di Andrea che è andato a correre nel bosco dietro a casa sua.
La colpa non è dell’orsa che era nel bosco che è casa sua.

La colpa è della politica che non ha saputo gestire il progetto Life Ursus.
Ha permesso che negli anni si concentrassero troppi orsi in un’area limitata del trentino.
Non ha permesso la loro dispersione, ad esempio creando corridoi verdi.
Ha fatto si che orsi e umani si contrapponessero, creando disagi per entrambi.
Si è preferito non occuparsene, oppure creare un clima di odio, che non risolve i problemi, ma li accentua.
Fine.

Ora si vorrebbe lavare le coscienze nel sangue, abbattendo una madre che ha reagito per difendere i propri figli.

Il compito di chi amministra dovrebbe essere quello di tutelare i propri cittadini, e nel caso del Trentino anche i turisti, quindi se c’è un problema occorre rimuoverlo.

Rimuoverlo, nel caso di Jj4, non significa per forza abbatterlo, ma far sì che non aggredisca mai più nessuno.

Diverse associazioni animaliste hanno proposto di portare Jj4 ed i suoi cuccioli in un luogo recintato e sicuro, dove trascorrere la propria vita, ma Fugatti si ostina a volerla abbattere.

Perché?

Non riesco a darmi una risposta, perché sommare dolore ad altro dolore?

Penso a quei tre cuccioli sperduti nel bosco, che quasi sicuramente non sopravviveranno.
Alla loro paura della scorsa notte quando sono finiti nella trappola, all’angoscia nell’essere separati dalla loro mamma.

Penso a quella mamma rinchiusa in una struttura indegna come il Casteller, disperata per i suoi piccoli.

Penso ad Andrea, alla sua famiglia, alla comunità trentina, segnati da un lutto che si poteva e doveva evitare.

Uccidere un orso non riporterà in vita Andrea, purtroppo.

Indirizzo

Ortona A Mare

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Martedì 18:00 - 21:00
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Venerdì 18:00 - 21:00
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