I 4 Moschettieri

I 4 Moschettieri Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di I 4 Moschettieri, Borgata Serre, 5, Inverso Pinasca.

27/05/2026

26/05/2026

Oggi guardando il funerale di Carlo Petrini ho pensato che certe persone, anche senza conoscerle davvero, riescono a lasciarti qualcosa dentro.
Io nel mio piccolo, con la mia GNOCCHERIA, mi sono sempre sentito vicino ai valori che lui ha difeso per tutta la vita: la semplicità, i gusti di una volta, il rispetto delle tradizioni, il tempo lento, la montagna, il profumo del cibo fatto con calma e con amore.
In un mondo che corre sempre, lui ha avuto il coraggio di fermarsi e ricordarci che attorno a una tavola non si mangia soltanto: si vive, si condivide, si tramandano storie e identità.
Mi piace immaginare Carlo Petrini così: come un uomo che a un certo punto si è semplicemente alzato dal tavolo, con la pancia piena e il cuore orgoglioso di tutto quello che ha costruito e seminato.
Una persona che la vita l’ha presa davvero a morsi, fino in fondo.
E forse il suo insegnamento più grande è proprio questo: riscoprire la bellezza delle cose semplici, dei sapori veri, della terra e del tempo dedicato alle persone.
Da parte mia, c’è solo un grande grazie. 👏

19/05/2026

“In un mondo in cui le SPA si moltiplicano ovunque, persino in centro città, mi chiedo una cosa: perché abbiamo sempre più bisogno di coccole, attenzioni, comfort?
Io, nel mio piccolo, propongo gnocchi fatti al momento.
E a dirla tutta, mi sento quasi concorrente di una SPA.
Perché un piatto di gnocchi appena fatti ha dentro qualcosa che nessun trattamento potrà mai dare: il calore della mamma, la domenica a pranzo, il senso di casa, di famiglia, di tempo condiviso.
Forse, per ritrovare certi valori, dovremmo guardarci indietro e ricordare come vivevano i nostri nonni: con meno distrazioni, meno eccessi, ma molta più verità.
Ci siamo persi qualcosa per strada.
E io non sto facendo video solo per la mia attività.
Io ho davvero il sogno di cambiare il mondo.
Un sogno semplice, che parte da ognuno di noi.
Dal tornare coi piedi per terra.
Dal riscoprire la semplicità di vivere e la bellezza delle cose vere.
Perché la vera ricchezza, spesso, è già intorno a noi:
un piatto caldo, i fiori che sbocciano in primavera, le verdure dell’orto, una passeggiata col cane, l’amore puro di un animale, una tavola condivisa, una chiacchiera sincera.
I miei racconti, semplici e forse inutili per qualcuno, non vogliono insegnare niente.
Vogliono solo ricordare che la felicità e la serenità non si comprano: si vivono.
Perché alla fine siamo solo di passaggio.
E forse le cose semplici sono quelle che ci arricchiscono davvero.
Spero, nel mio piccolo, di aver lasciato qualcosa di utile.”

19/05/2026

Nel 2019 questa casa vacanze non era un progetto studiato a tavolino.
È nata quasi per caso, durante un progetto di ristrutturazione.

Avevamo dei locali in più, che si trovano sotto la nuova cucina, in una casa esposta al sole. Non sapevamo bene cosa farne, non avevamo comprato con l’idea di farne una casa vacanze.
E così, un po’ per necessità e un po’ per intuizione, è nata l’idea di aprire questo spazio.

Non un B&B, perché non potevo garantire colazioni e presenza continua. Ma un luogo vero, semplice, da vivere.

All’inizio pensavo che le persone venissero per il Forte di Fenestrelle o per la montagna, per staccare dalla città. In realtà sono arrivate soprattutto per la casa.
Per quel camino accanto al letto e per un’atmosfera semplice, che si è creata quasi da sola.

Da allora sono passate persone molto diverse, ognuna con il proprio modo di vivere il viaggio.

C’è stata la signora venuta a festeggiare il suo anniversario di matrimonio… con i tacchi a spillo.
Era inverno, c’era ghiaccio sulla piccola salita che porta alla casa.
Appena arrivata ha trovato la strada più difficile del previsto, con quel tratto in salita un po’ ghiacciato, e non ha nascosto il suo nervosismo e il suo disappunto.
Io cercavo di rassicurarla, ma si vedeva che per lei era tutto molto diverso da come lo immaginava, quasi fuori dal suo modo di vivere.

Una sera, alle nove, è arrivato anche un signore turco con tre mogli e una gigantesca teiera in ottone.
È sceso dalla macchina come se arrivasse da un altro mondo.
Mi ha guardata e ha detto solo:

“Istanbul. Turkey.”
(“Istanbul. Turchia.”)

Niente altro. Solo quelle due parole. Eppure bastavano a raccontare la distanza, il viaggio, un modo di vivere completamente diverso dal nostro.

Per non parlare di come riesco a comunicare con tutti loro.
Io l’inglese non lo so davvero.
Quindi mi arrangio con i gesti, con i sorrisi, con Google Translate e con un italiano che ormai è diventato una lingua un po’ universale.

E la mia famiglia, soprattutto i miei figli, si diverte tantissimo ad assistere a queste scene.

Poi è arrivata un’imprenditrice da Venezia.
E io, con la solita ingenuità, le ho detto:
“Mamma mia… chissà com’è bello vivere a Venezia.”

Lei mi ha guardata e mi ha risposto:
“Signora, qui non le manca niente. È un paradiso.”

E quella frase mi è rimasta dentro più di tante altre.

Le persone che abbiamo incontrato non sono mai state semplici ospiti.
Ci si incontra fuori, si chiacchiera, si condividono pezzi di vita, punti di vista completamente diversi sul modo di vivere la montagna, il silenzio, il tempo.

E alla fine ho capito una cosa semplice:
ci sono persone che pagano per vivere anche solo due giorni in questo posto…
e io invece ho la fortuna di svegliarmi qui ogni mattina.

Forse tutto questo può sembrare un po’ ingenuo.
Ma sinceramente… viva l’ingenuità.
www.chaletdipierre.it

Sono profondamente emozionata per il riscontro che ha avuto il mio ultimo post.Leggere tutti i vostri commenti pieni di ...
17/05/2026

Sono profondamente emozionata per il riscontro che ha avuto il mio ultimo post.
Leggere tutti i vostri commenti pieni di affetto, entusiasmo e incoraggiamento mi ha davvero toccato il cuore. Grazie, grazie davvero a tutti. ❤️
E ai nuovi follower voglio dire una cosa importante: forse ancora non lo sapete, ma state entrando a far parte di un sogno.
Il sogno di una “pazza” di 58 anni che, a un certo punto della vita, ha deciso di darle finalmente la direzione giusta. Una vita fatta di creatività, passione, cucina autentica e amore per il territorio… partendo proprio da un ingrediente semplice e straordinario: la patata. 🥔
Così è nata la Gnoccheria dei Quattro Moschettieri: con il cuore, con il coraggio e con la voglia di trasformare un sogno in qualcosa di vero da condividere con tutti voi.
Il vostro sostegno mi dà ogni giorno ancora più forza per continuare questo bellissimo viaggio.
E il bello, secondo me, deve ancora arrivare. ✨
Grazie di cuore a tutti. 💛

C’è una differenza enorme tra essere pieni di soldi ed essere " sgnur "come dice sempre mio padre.In italiano lo tradurr...
16/05/2026

C’è una differenza enorme tra essere pieni di soldi ed essere " sgnur "come dice sempre mio padre.
In italiano lo tradurremmo con “signore”, ma in piemontese quella parola ha un significato molto più profondo.
Per tanti, il signore è quello che ha soldi, forse un nobile.
Ma andando a fondo, uno sgnur è soprattutto chi sa godersi la vita senza misurarsi con quella degli altri.
È chi non si sente più piccolo davanti alla ricchezza altrui.
È chi riesce a stare bene con poco, perché quel poco ha valore.
Mangiare bene.
Stare in buona compagnia.
Avere un lavoro che dia dignità.
Sentirsi utili.
Lasciare qualcosa di buono dietro di sé.
E avere salute. Perché senza salute, anche tutto il resto perde sapore.
Forse essere sgnur è una cosa molto semplice, quasi basilare.
Io non sono nata in montagna, sono nata in pianura, eppure mi sono sempre sentita trattare come una "muntagnina".
Dai clienti della Gnoccheria ,dagli ospiti della casa vacanze, da chi arrivava dalla città.
E non ho mai ribattuto, perché non me ne sono mai vergognata.
Anzi. Ne sono sempre andata fiera.
Mi sono sempre detta che sono fortunata a vivere qui, in questo posto, e ad avere la possibilità di accogliere persone nei miei locali.
Mi ricordo una signora arrivata da Torino, zona Barriera di Milano.
Era ottobre inoltrato, la natura aveva già iniziato a restituirci un paesaggio quasi invernale.
Lei continuava a entrare e uscire dal locale e io pensavo andasse fuori a fumare.
A un certo punto mi disse:
“Esco ad ascoltare il silenzio.”
Quella frase mi è rimasta dentro.
Perché credo che, in fondo, le persone abbiano bisogno di molto meno di quello che pensano.
Abbiamo bisogno di respirare pace.
Di mangiare qualcosa fatto con cura.
Forse vivere da sgnur è proprio questo.

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Francesco Ritucci, Laura Ciravegna, Agne...
12/05/2026

Un grande ringraziamento ai miei nuovi follower! Sono felice di avervi tra noi! Francesco Ritucci, Laura Ciravegna, Agnese Bertot, Francesca Martello, Luigi Claudio Vassallo, Clementina Grosso, Marina Bert, Andrea Roggia, Matilde Lorenzo, Cristina Baldini, Barbara Ribetto, Cristiana Fassino, Luciana Clement, Sorino Bonculescu, Nadia Sanmartino, Elena Volpe, Isabella Siracusa, Lory Rambaud, Alain Grosso, Gianni Aime, Carla Camusso, Delia Colombatto, Samanta Chiarolanza, Maria Antonietta Casale, Roberta Busoli, Elena Chiattone, Roberto Piovano, Fiorillo Alessia, Alessandro Arca, Daniele Guglielmo, Paolo Viola

Noi piemontesi siamo strani.Ci hanno insegnato a non mostrare troppo la gioia, a non raccontare apertamente i nostri suc...
12/05/2026

Noi piemontesi siamo strani.
Ci hanno insegnato a non mostrare troppo la gioia, a non raccontare apertamente i nostri successi.
“Non fare l’uovo fuori dalla cavagna”, dicono. E allora impariamo a ridimensionarci, a stare un passo indietro, quasi a chiedere scusa per ciò che siamo o per quello che desideriamo davvero.

E poi siamo chiusi.
Scandalosamente chiusi.

Chi canta fuori dal coro spesso viene escluso dal proprio branco. Però magari viene accolto a braccia aperte altrove, da chi non ha paura delle persone autentiche.

Abbiamo la tendenza a dividere le persone in buone o cattive, senza capire che dentro ognuno convivono luce e ombra.
E difficilmente gioiamo davvero per la felicità degli altri: quel sentimento, da noi, sembra quasi proibito.

Però abbiamo una vetrina impeccabile.
Tutto in ordine, senza un dito di polvere.
Educazione, sacrificio, lavoro. E in fondo sì, siamo brava gente. Gran lavoratori.

Perché scrivo tutto questo?
Perché io sono una pecora nera.

Ho capito che lavorare con le mani mi libera la mente.
Che il lavoro creativo cura, dà soddisfazione, aiuta persino a invecchiare meglio.
Eppure mi sono trovata addosso tanti sguardi, tanti sorrisini, come se una professionista, un’infermiera, “non potesse” scegliere anche una cucina, un lavoro manuale, creativo, quasi fosse una retrocessione o un’umiliazione.

Io invece sono orgogliosa delle cose che sto facendo.
E questo post non è una richiesta di complimenti, che non mi interessano.

È una riflessione.

Perché esiste una cosa che si chiama coerenza con se stessi.
Ed è quella che ti permette di vivere davvero per ciò che desideri, senza indossare maschere per tranquillizzare gli altri.
È quella che ti fa stare bene anche nella salute, nell’anima, nella testa.

E io ho deciso di farlo.

Indirizzo

Borgata Serre, 5
Inverso Pinasca
10060

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