19/05/2026
Nel 2019 questa casa vacanze non era un progetto studiato a tavolino.
È nata quasi per caso, durante un progetto di ristrutturazione.
Avevamo dei locali in più, che si trovano sotto la nuova cucina, in una casa esposta al sole. Non sapevamo bene cosa farne, non avevamo comprato con l’idea di farne una casa vacanze.
E così, un po’ per necessità e un po’ per intuizione, è nata l’idea di aprire questo spazio.
Non un B&B, perché non potevo garantire colazioni e presenza continua. Ma un luogo vero, semplice, da vivere.
All’inizio pensavo che le persone venissero per il Forte di Fenestrelle o per la montagna, per staccare dalla città. In realtà sono arrivate soprattutto per la casa.
Per quel camino accanto al letto e per un’atmosfera semplice, che si è creata quasi da sola.
Da allora sono passate persone molto diverse, ognuna con il proprio modo di vivere il viaggio.
C’è stata la signora venuta a festeggiare il suo anniversario di matrimonio… con i tacchi a spillo.
Era inverno, c’era ghiaccio sulla piccola salita che porta alla casa.
Appena arrivata ha trovato la strada più difficile del previsto, con quel tratto in salita un po’ ghiacciato, e non ha nascosto il suo nervosismo e il suo disappunto.
Io cercavo di rassicurarla, ma si vedeva che per lei era tutto molto diverso da come lo immaginava, quasi fuori dal suo modo di vivere.
Una sera, alle nove, è arrivato anche un signore turco con tre mogli e una gigantesca teiera in ottone.
È sceso dalla macchina come se arrivasse da un altro mondo.
Mi ha guardata e ha detto solo:
“Istanbul. Turkey.”
(“Istanbul. Turchia.”)
Niente altro. Solo quelle due parole. Eppure bastavano a raccontare la distanza, il viaggio, un modo di vivere completamente diverso dal nostro.
Per non parlare di come riesco a comunicare con tutti loro.
Io l’inglese non lo so davvero.
Quindi mi arrangio con i gesti, con i sorrisi, con Google Translate e con un italiano che ormai è diventato una lingua un po’ universale.
E la mia famiglia, soprattutto i miei figli, si diverte tantissimo ad assistere a queste scene.
Poi è arrivata un’imprenditrice da Venezia.
E io, con la solita ingenuità, le ho detto:
“Mamma mia… chissà com’è bello vivere a Venezia.”
Lei mi ha guardata e mi ha risposto:
“Signora, qui non le manca niente. È un paradiso.”
E quella frase mi è rimasta dentro più di tante altre.
Le persone che abbiamo incontrato non sono mai state semplici ospiti.
Ci si incontra fuori, si chiacchiera, si condividono pezzi di vita, punti di vista completamente diversi sul modo di vivere la montagna, il silenzio, il tempo.
E alla fine ho capito una cosa semplice:
ci sono persone che pagano per vivere anche solo due giorni in questo posto…
e io invece ho la fortuna di svegliarmi qui ogni mattina.
Forse tutto questo può sembrare un po’ ingenuo.
Ma sinceramente… viva l’ingenuità.
www.chaletdipierre.it