I CELLARI TRA STORIA E RISCOPERTA
Nel censimento del 1797 Castel del Monte contava 1627 abitanti, nel 1881 gli abitanti erano 2416 per passare, nel censimento del 1901, a 2774. Questa popolazione viveva tutta nel centro storico in case e in monolocali spesso senza finestre e dove a volte la luce entrava attraverso pertugi aperti tra le pietre dei muri senza alcun infisso. Le famiglie, molto numero
se, vivevano, quindi, la quotidianità in condizioni sanitarie ed igieniche molto precarie e oggi semplicemente inconcepibili. L'arredamento era spicciolo, una cassapanca di legno (“ru cuascebbànche”), un tavolo e una piattaia di mattoni contenuta nel muro erano i poveri arredi di quest’umile casa. Una pertica di legno sostenuta da due anelli fissati nel solaio serviva per appendere una collana di peperoncino, qualche collana di salsicce e alcune pannocchie di granturco. C’era poi il focolare per cuocere la minestra in un caldaio di rame (”ru cuallàre”) o una zuppa in recipienti di terracotta che fossero “pegnàte” o “tejéne”. La manifestazione “cellari aperti”, organizzata dalle Associazioni di Castel del Monte, si pone l’obiettivo di far rivivere le atmosfere, i suoni, le suggestioni di queste antiche abitazioni, riscoprire gli strumenti del lavoro, i mestieri di un tempo passato, ma tuttora presente nella memoria locale. Vivremo atmosfere rese ancora più magiche dai silenzi animati della notte del borgo antico con le sue storie, i suoi misteri, le sue superstizioni. Nei “cellére” sarà possibile gustare le tipiche produzioni locali, produzioni artigianali legate ad antichi sapori e a ricette tramandate dalla gente di questa Terra che appartengono alla sua storia e alla propria cultura.