27/05/2026
incontri importanti!!
𝐈𝐎 𝐒𝐏𝐄𝐑𝐎 𝐏𝐀𝐑𝐀𝐃𝐈𝐒𝐎
𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟔: 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎
Presenti in sala:
𝑺𝒕𝒆𝒇𝒂𝒏𝒐 𝑨𝒓𝒐𝒔𝒊𝒐, coordinatore della Fondazione Opera Don Bosco che introduce il film, 𝑪𝒊𝒓𝒐 𝑫’𝑨𝒎𝒐𝒓𝒂, uno dei protagonisti del film che da pochi giorni è un uomo libero dopo 43 anni di reclusione e il regista 𝑫𝒂𝒏𝒊𝒆𝒍𝒆 𝑷𝒊𝒈𝒏𝒂𝒕𝒆𝒍𝒍𝒊.
Con il supporto fattivo del Lions Club Bobbio
Il pluripremiato film diretto da Daniele Pignatelli, promosso dalla Fondazione Opera Don Bosco, affronta le sfide del sistema carcerario italiano, raccontando una storia di speranza e riscatto
Nel carcere di massima sicurezza di Opera (Milano) 3 detenuti responsabili di omicidi, 2 ergastolani Ciro e Giuseppe, fine pena mai, e Cristiano, fine pena 2031, sono stati scelti fra 1300 detenuti per produrre artigianalmente, con le loro mani un tempo sporche di sangue, ostie che vengono consacrate nelle chiese di tutto il mondo, divenendo così il corpo di Cristo. Il loro sogno è consegnarle di persona nelle mani benedette del Santo Padre Papa Francesco, al quale scrivono una lettera ... Una storia vera senza precedenti al mondo.
Realizzato in associazione con Haibun e con il prezioso sostegno divulgativo della Fondazione Opera Don Bosco Ente Filantropico, il film rappresenta un progetto unico, nato dalla collaborazione con i detenuti del Carcere di Opera; un documentario profondo che esplora le potenzialità di rinascita e riscatto, ribaltando la visione comune del carcere come luogo esclusivamente punitivo.
Io spero Paradiso si distingue per la sua capacità di umanizzare i protagonisti, tre detenuti che vivono un percorso di redenzione e trasformazione personale. L’opera non si limita a testimoniare le condizioni delle carceri italiane, ma propone una narrazione che mostra come, anche nelle situazioni più estreme, sia possibile trovare una via verso il cambiamento, la crescita interiore e la riconquista della dignità.
Il carcere, nel film, diventa non solo uno spazio fisico di reclusione, ma anche un luogo di confronto con le proprie colpe, di riflessione e di ricostruzione di sé stessi. Attraverso le storie di tre detenuti, il film mette in luce come il sistema penitenziario possa e debba evolversi, favorendo un percorso di rieducazione che vada oltre la punizione. La rinascita raccontata nel film è un percorso fatto di piccoli passi, di errori e di riconciliazione, non solo con la società ma anche con il proprio passato.
“Io spero Paradiso si colloca quindi perfettamente nel dibattito contemporaneo sulle condizioni del sistema penitenziario italiano, evidenziando i problemi, le condizioni di vita dei detenuti e le sfide legate al loro reinserimento sociale. Questi temi sono di grande rilievo nel panorama attuale, dove il carcere viene spesso percepito solo come luogo di punizione, trascurando il suo fondamentale ruolo rieducativo e riabilitativo. Il sostegno della Fondazione Opera Don Bosco Ente Filantropico è stato fondamentale nella divulgazione di questo progetto, che va oltre il semplice racconto cinematografico. Ispirata dall'opera di San Giovanni Bosco, noto per il suo impegno verso le carceri e l'attenzione alle vite di chi vi era detenuto, la Fondazione, da sempre impegnata in attività educative e di supporto sociale, condivide la visione di un sistema penitenziario che possa essere non solo un luogo di espiazione, ma anche di riscatto umano” ha dichiarato Michele Rigamonti, Presidente della Fondazione Opera Don Bosco Ente Filantropico.
Genere: Docu-Film
Durata: 67 min
Regia: Daniele Pignatelli
Interpreti: Ciro D’amora. Giuseppe Ferlito. Cristiano Vallanzano e la partecipazione straordinaria di Jorge Mario Bergoglio
Critica: “Io spero paradiso” è una storia vera.
Ciro, Giuseppe e Cristian sono in cella nel carcere di massima sicurezza di Opera, in provincia di Milano, con l’accusa di omicidio e una condanna che per i primi due è ergastolo e per il terzo un fine pena nel 2031.
I tre sono stati scelti fra 1300 detenuti per produrre con le loro mani ostie che vengono consacrate nelle chiese di tutto il mondo. Il loro sogno è consegnarle di persona al Santo Padre Papa Francesco, al quale scrivono una lettera.
Il film porta sul set tre detenuti che sono riusciti a realizzare un duplice sogno: da un lato donare le ostie da loro preparate al Papa ed essere ricordati da lui nelle sue preghiere, dall’altro riuscire a raccogliere i frutti di un percorso di riscatto.
Daniele Pignatelli, regista e visual-artist, ha realizzato diverse istallazioni multimediali in tutto il mondo. I suoi film sono stati in concorso presso i più importanti festival cinematografici ottenendo diversi riconoscimenti e prestigiosi premi, fra cui menzione speciale della giuria Aiace alla 53° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Kodak European Showcase al 19° Torino Film Festival e il Kodak European Award for New Talents al 55° Cannes International Film Festival.