29/05/2022
Ci sono sbagli che non fanno poi così male, ci sono sbagli che non ti segnano, che hai già fatto e sai che non ci penserai neanche la notte quando stai fumando sul balcone prendendo quella brezza delle due del mattino che porta pensieri e che ti parla senza parole.
Poi ci sono sbagli, sempre abbastanza innocui, che non cambiano niente al grande schema delle cose, ma che quando ci pensi ti tremano le gambe e non sai perché.
Ecco, qui c'è lui. E anche lei ma di lei non parliamo che è meglio.
Questo lui è Niclas Gunst. Un bambino, arrivato a Berlino dal Brondby a soli 17 anni. E al primo anno gioca 30 partite, titolare inamovibile e vince il NxGn, premio per i migliori al mondo sotto i 19 anni.
Ora, il contratto che gli ho fatto firmare era una m***a, ma perchè pensavo vabbè, nel caso tra un anno o due gli faccio un contratto da 200k a settimana se è forte, alla peggio lo mando via a calci se è rancido.
Non era rancido, e per parlare francese diciamo che me l'ha messo al c**o. Fine seconda stagione, sempre più protagonista in mezzo al campo tra passaggi, assist e qualche gol, decide che deve andare via. E io dico: va bene, vedi un attimo se vuoi sto contratto che la metà basta e poi decidi.
Col c***o. E allora vai via. E invece no.
No perchè il cartellino la società lo valuta 180 milioni e nessuno vuole pagarli. Abbassiamo le pretese, ma niente.
Ultima stagione a Berlino, ormai si è capito, non la migliore ma è sempre un 19enne, ha vent'anni di carriera davanti, sta crescendo, così come cresce il mio magone sapendo che andrà via e io non ci ricaverò manco un euro.
A gennaio ha trenta (30) offerte di contratto da squadre diverse. A febbraio firma con il Liverpool. Non possiamo farci niente, quando la persona che vorremmo restasse per sempre con noi ha deciso di andare via.
Quindi cosa si fa?
Beh, la si lascia andare via.
E poi si spendono 57 milioni per stare meglio (o comprare il suo sostituto). Vaffanc**o.